Emergenza Beirut: intervista ad Alda Cappelletti

EMERGENZA BEIRUT:  

l’intervento di INTERSOS

 

Alda Cappelletti, Direttrice dei Programmi di INTERSOS, è a Beirut per coordinare il nostro intervento in aiuto delle persone colpite dall’esplosione che, lo scorso 4 agosto, ha devastato il porto e molti dei quartieri circostanti, provocando oltre 200 morti e 300mila sfollati, con 150mila persone che hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria.  A lei chiediamo di raccontarci la situazione che sta osservando in questi giorni e gli obiettivi della nostra risposta.

 

QUALI SONO I BISOGNI PIÙ URGENTI?

Il bisogno principale è garantire riparo alle persone che hanno perduto la propria abitazione e avviare la riabilitazione delle case danneggiate. Le persone sfollate hanno bisogno di generi di prima necessità e di sostegno economico: in molti hanno perso il lavoro e hanno difficoltà a procurarsi cibo e altri beni di uso quotidiano, come i prodotti igienici. Anche dopo la prima emergenza, restano molto elevanti i bisogni di cure mediche, anche per prevenire la diffusione di malattie epidemiche, a cominciare dal Covid-19, molto presente in Libano (dove il 21 agosto è stato dichiarato un nuovo lockdown generale).. L’esplosione ha gravemente danneggiato tre ospedali e distrutto 15 centri di salute. Infine, c’è urgente bisogno di supporto psicosociale per aiutare le persone ad affrontare il trauma subito.

COSA STA FACENDO INTERSOS?

Il nostro intervento si basa su 3 azioni concrete:

  1. Assistenza in denaro per fornire sollievo immediato alle famiglie più vulnerabili per l’acquisto di generi alimentari e per sostenere, nel tempo, le esigenze di riparazione e ricostruzione delle abitazioni.
  2. Distribuzione di shelter kit (kit contenenti materiali come teli di plastica isolanti per la costruzione di ripari di emergenza)
  3. Riduzione del rischio di trasmissione del COVID-19 attraverso la distribuzione di kit igienici di emergenza che includono dispositivi di protezione individuale.
  4. Assistenza alle persone vulnerabili colpite (libanesi, rifugiati siriani e lavoratori migranti) attraverso supporto psicosociale, protezione e tutela e assistenza legale per chi ha perso documenti importanti nell’esplosione.

Nella seconda fase l’intervento includerà anche i un supporto all’accesso alle cure mediche, con l’impiego di cliniche mobili, in collaborazione con un’organizzazione locale.

IN QUALE AREE STIAMO INTERVENENDO?

Nei quartieri di Geitawi, Bourj Hammoud, Karantina e Karm el Zeytoun, aree con una forte presenza di rifugiati siriani e migranti, caratterizzati da diffusa povertà e difficoltà socio economica, nei quali l’emergenza determinata dall’esplosione ha sommato vulnerabilità e a vulnerabilità.

QUALE È LA DURATA PREVISTA PER L’INTERVENTO?

Resteremo fino a quando ce ne sarà bisogno, per non lasciare le persone sole e accompagnarle verso una condizione di maggiore sicurezza e autonomia. Di sicuro INTERSOS parteciperà agli sforzi di ricostruzione della seconda fase di risposta all’emergenza, concentrando le forze nella riabilitazione delle abitazioni danneggiate e negli interventi di assistenza agli sfollati una volta arrivato il freddo, continuando l’assistenza in denaro per la sussistenza di famiglie e piccole imprese e portando avanti le azioni di protezione, cercando di prevenire il deterioramento della coesione sociale e le tensioni tra gli sfollati e la comunità ospitante.

PERCHÉ INTERSOS SI TROVA IN LIBANO

INTERSOS è presente in Libano dal 2013 per rispondere all’emergenza umanitaria innescata dal conflitto siriano, sostenendo sia i rifugiati siriani che i libanesi più vulnerabili. Gli interventi coprono diverse aree dei Governatorati di Beirut, Mount Lebanon, Beqaa, Tripoli e Tiro. Le nostre attività si concentrano sulla tutela delle fasce più vulnerabili, con particolare attenzione ai bambini e alla lotta alla violenza di genere, con specifiche attività di supporto psicologico e psicosociale, assistenza legale ed educazione informale.