Giordania, INTERSOS assiste i rifugiati siriani e le persone marginalizzate

Grazie al sostegno dell’Unione Europea, portiamo avanti attività per promuovere nei campi l’accesso alla salute e ai servizi e aiutiamo le persone che hanno subito violenze

 

 

Protezione. Hanno bisogno di protezione. Sono indifesi, senza un volto. Difficili da identificare, trovare. Negli ultimi 9 anni di lavoro in Giordania l’obiettivo di INTERSOS è stato quello di aiutare e sostenere questa marea di invisibili, principalmente rifugiati siriani, attraverso i team mobili di protezione che hanno potuto approfondire le problematiche e le debolezze delle persone assistite. Un impegno che ci ha portato a includere nelle nostre attività di protezione e tutela anche gruppi spesso trascurati, come le persone LGBTQI+. Dal 2003 INTERSOS è operativa in Medio Oriente. In particolare, a seguito del conflitto in Siria del 2011, INTERSOS ha focalizzato il suo intervento in Giordania, Libano e Iraq con programmi volti a sostenere le popolazioni colpite dal conflitto, includendo sia i rifugiati siriani che le comunità ospitanti.

 

In questo contesto, grazie al sostegno dell’Unione Europea, ad aprile 2020 INTERSOS ha avviato in Giordania un progetto, in collaborazione con Terre des Hommes e International Medical Corps, volto a migliorare il benessere, la salute e l’accesso ai servizi per i rifugiati nei campi e nelle aree urbane di 6 governatorati (Amman, Madaba, Irbid, Karak, Tafila e Ma’an). Più specificamente, attraverso questo progetto, gli operatori umanitari di INTERSOS cercano di rispondere ai diversi bisogni delle persone a rischio e sopravvissute alla violenza di genere (GBV), sostenendo l’accesso a servizi protezione di qualità e a servizi di salute sessuale e riproduttiva, migliorando i meccanismi di preparazione, prevenzione e risposta. Oltre a rispondere alle necessità di cui sopra, il progetto si concentra sulla crisi causata dal COVID-19, fornendo messaggi di prevenzione e consigli pratici per affrontare lo stress e l’ansia e mettendo a disposizione servizi ospedalieri per coloro che hanno contratto il virus.

 

Le attività di assistenza alle persone più vulnerabili

 

L’azione si rivolge a donne, uomini, ragazze e ragazzi vulnerabili, compresa la comunità LGBTQI+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Queer e Intersessuali) e promuove un meccanismo basato sul coinvolgimento delle comunità stesse. Di fatto, le attività in corso sono il risultato diretto di un lavoro preliminare con le comunità e le parti interessate e insistono sull’inclusione e la partecipazione delle persone destinatarie dell’assistenza umanitaria nel prendere decisioni che riguardino la loro vita. La popolazione assistita è continuamente coinvolta nelle attività di implementazione e monitoraggio, come le indagini sulla soddisfazione delle persone assistite e il monitoraggio post distribuzione, assicurando inclusività, responsabilità e trasparenza. 

 

Allo stesso modo, al fine di rafforzare le capacità di outreach (raggiungimento), referral (indirizzamento/trasferimento a strutture idonee) e identificazione, INTERSOS ha stabilito una solida collaborazione con ONG internazionali, organizzazioni delle comunità locali e istituzioni locali nei governatorati e distretti in cui l’organizzazione svolge le attività. Queste collaborazioni permettono a INTERSOS di raggiungere un numero più ampio di persone bisognose e di fornire le attività necessarie, in luoghi vicini a loro.

 

Le conseguenze della pandemia sulla violenza di genere

 

Nel 2020, la pandemia ha esacerbato i bisogni già esistenti delle persone più vulnerabili, a rischio di violenza di genere (GBV) da parte di partner o membri della famiglia. Attraverso le valutazioni di case management, il 15% delle persone intervistate ha riferito che il COVID-19 e le relative restrizioni di movimento sono state il principale fattore scatenante per casi di GBV nelle loro famiglie. Con questo scopo, quest’anno, la campagna internazionale “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” in Giordania ha adattato il suo tema e si è concentrata sull’eliminazione della violenza da parte del partner contro donne e ragazze nel contesto della pandemia.

 

Infine, INTERSOS, in quanto organizzazione che lavora principalmente nel settore della protezione è consapevole di quanto la presenza spazi sicuri per le persone vulnerabili sia importante. In questo senso, il progetto ha incluso la creazione di spazi sicuri dedicati per rispettare la privacy in casi specifici relazionati a tabù culturali e sociali (LGBTQI+, età e genere). L’equilibrio di genere è stato considerato nel reclutamento del personale, seguendo le preferenze espresse dalla popolazione target. Inoltre, non solo lo staff ma anche membri del Ministero della Salute, del Ministero dello Sviluppo Sociale, delle organizzazioni comunitarie e dei volontari siriani e giordani hanno partecipato a corsi di formazione per lo sviluppo delle capacità, mirando all’obiettivo finale per cui tutti lavoriamo: assistere le persone in difficoltà nel miglior modo possibile e con costante professionalità.

 

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Flavia Melillo
Flavia Melillo

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