EMERGENZA COVID-19
DOVE NON ARRIVA NESSUNO
ARRIVA INTERSOS

INTERSOS è da sempre impegnata nei paesi e nelle regioni più difficili e irraggiungibili del mondo.
Dove le guerre, l’insicurezza, le difficoltà sembrano insormontabili.
Dove le persone sono davvero lasciate sole. Dove la solitudine vuol dire morire.

Forti dell’esperienza maturata in decine di Paesi del mondo, i nostri operatori umanitari sono stati fin dal primo momento in prima linea nell’emergenza Covid-19 in Italia al fianco dei dimenticati, dei senza tetto, dei braccianti, degli invisibili.

Ora dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere e aiutare chi, vivendo in un contesto già vulnerabile, si trova ad affrontare da solo questa nuova emergenza.

Siamo in Somalia, dove, da 27 anni sosteniamo, l’ospedale di Jowhar, unico punto di riferimento per centinaia di migliaia di persone in un’area afflitta e resa insicura dal conflitto interno al Paese.

Siamo in Italia nelle città di Roma, Foggia, Crotone e Siracusa per portare assistenza medica ai senza fissa dimora, braccianti agricoli e a persone che vivono in condizioni di esclusione sociale.

Siamo in Yemen dove cinque anni di guerra civile hanno generato la più grande crisi umanitaria di questi anni e dove i nostri operatori sono impegnati a raggiungere le aree più remote sui due lati del fronte.

Siamo in Venezuela, con i 7 milioni di persone che dipendono dagli aiuti umanitari per sopravvivere, dove gli ospedali non hanno la certezza di avere nemmeno la corrente elettrica.

Siamo in Iraq dove anni di guerra e il recente conflitto con l’ISIS hanno generato oltre 4 milioni di persone bisognose di aiuto e hanno portato il sistema sanitario al collasso.

Siamo in Sud Sudan, definito in uno studio recente “il paese più pericoloso al mondo dove vivere durante una pandemia, con soli 4 ventilatori per l’ossigeno a disposizione per tutti i suoi abitanti.

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Kit prevenzione

Dona uno zainetto contenente salviettine a base di alcool, un disinfettante e un termometro digitale

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Kit per medici

Dona a due medici e a due operatori una mascherina FFp2, un paio di occhiali monouso, un camice TNT e calzari

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Screening medico

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Emergenza Covid-19

Somalia

In Somalia i casi confermati di COVID-19 sono 3161 e 93 i morti. Vista la carenza di strumenti diagnostici, test e personale sanitario, si stima che i casi di contagio siano sicuramente maggiori dato l’aumento esponenziale del numero di funerali, specialmente nell’area di Mogadiscio, in cui si segnala la maggior parte dei casi di contagio.

  • INTERSOS dal 1993 ha preso in carico l’Ospedale Regionale di Jowhar , unica struttura sanitaria per un bacino di oltre 250mila persone.
  • 97 posti letto e 75 tra personale sanitario e staff
  • 350.000 persone curate mediamente all’anno
  • 14.521 sono ad oggi le visite mediche di base effettuate per l’individuazione di casi COVID-19

Per far fronte alla pandemia, INTERSOS ha creato un pre-triage all’esterno della struttura e progettato un’area di isolamento mediante l’allestimento di quattro tende. All’ingresso dell’ospedale, un team dedicato effettua lo screening e la misurazione della temperatura a tutti i pazienti che accedono in modo da isolare chi dovesse presentare febbre alta.  I team mobili composti dal nostro personale medico si muovono sul terriotorio per fare sensibilizzazione e prevenzione del COVID-19 alle comunità locali.

Per ogni 100€
spesi dall'organizzazione

1€
alla raccolta fondi

6€
alla copertura dei costi generali organizzativi

93€
alle missioni umanitarie