COVID-19: la nostra risposta umanitaria all'emergenza

 

In seguito alla massiccia diffusione del nuovo coronavirus in tutto il mondo, INTERSOS ha immediatamente attivato una strategia di intervento globale per rispondere a un’emergenza senza precedenti.

INTERVENTO IN ITALIA

 

In Italia, uno dei paesi più colpiti dall’emergenza, abbiamo attivato fin da subito un intervento straordinario di prevenzione attraverso il potenziamento delle nostre unità mediche mobili nelle aree di esclusione sociale a Roma, in Provincia di Foggia e a Crotone. L’avanzamento delle attività e i risultati raggiunti dal progetto di risposta all’emergenza COVID-19 in Italia sono raccolti in un report d’aggiornamento bisettimanale.

  • A Roma, 2 unità mediche composte da due medici, tre mediatori culturali e un logista, si occupano di visite mediche e prevenzione per le persone senza fissa dimora nei pressi della Stazione Termini e della Stazione Tiburtina, e in vari insediamenti informali della Capitale. I nostri operatori si occupano anche degli screening medici preliminari al centro di accoglienza per senza fissa dimora in condizioni di vulnerabilità aperto dal Comune di Roma.

 

  • A Foggia, nelle aree di Borgo Mezzanone, Borgo Tre Titoli, Palmori, Poggio Imperiale, Contrada San Matteo, Gran Ghetto, Borgo Cicerone ed ex Fabbrica Daunialat, un’altra unità mobile composta da un medico e due mediatori culturali assicura attività di prevenzione e visite mediche alle migliaia di braccianti agricoli che vivono nei cosiddetti ‘ghetti’, senza accesso all’acqua e in condizioni di estrema esclusione. INTERSOS, insieme ad altre organizzazioni, si sta battendo per chiedere diritti e protezione per ogni lavoratore agricolo in condizioni di vulnerabilità, accesso all’acqua e ai servizi di base.

 

  • A Crotone, con due medici e 3 mediatori culturali, è attiva una unità mobile per aiutare le persone più vulnerabili nelle aree di Crotone, Sibari e Rossano.

INTERVENTO ALL’ESTERO 

 

La pandemia di COVID-19 ha coinvolto tutti i Paesi nei quali INTERSOS opera, accentuando i bisogni determinati dalle crisi umanitarie già esistenti e producendone di nuovi, in particolare relativi alla fragilità dei sistemi socio-sanitari locali. La risposta di INTERSOS all’emergenza coronavirus si è, da subito, mossa in due direzioni: garantire la continuità dei progetti umanitari in corso, individuare nuovi interventi specifici per sostenere la risposta alla pandemia. In particolare, i nuovi interventi seguono due obiettivi: il controllo della pandemia (interventi di prevenzione e di supporto ai sistemi sanitari locali); la risposta agli effetti secondari dell’emergenza (interventi di protezione e sostegno alle condizioni di vita delle persone affette da crisi umanitarie). Gli interventi in corso nei settori della salute, dell’accesso all’acqua e all’igiene (WASH – Water, Sanitation and Hygiene) e della protezione sono stati adattati alle nuove condizioni.

 

L’INTERVENTO IN AFRICA

 

Nel continente africano, in Burkina Faso, Camerun, Niger, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan, Libia, gli interventi di protezione delle persone più vulnerabili (protection monitoring and case management) in corso hanno incluso attività di sensibilizzazione e informazione sulla pandemia, formazione degli operatori e delle comunità locali, distribuzione di kit igienici.

In Repubblica Centrafricana è stato avviato un progetto dedicato all’accesso all’acqua e all’igiene nella prefettura di Ouham e un progetto dedicato al miglioramento delle condizioni generali di vita (condizioni abitative, igiene, accesso ai beni primari) nei campi sfollati di Batangafo.

In Nigeria, alle attività di prevenzione si affianca un forte impegno di INTERSOS nel settore della salute primaria. Le attività dei centri di salute primaria e delle cliniche supportate da INTERSOS nel Borno State hanno incluso nuove iniziative di formazione del personale sanitario, sorveglianza sanitaria, triage, gestione dei rifiuti e gestione sicura della biancheria, decontaminazione ambientale e comunicazione dei rischi ai pazienti. INTERSOS partecipa al sistema di referral dei casi critici definito a livello nazionale: un’ambulanza è stata dedicata al trasporto di casi sospetti nei centri medici di Magumeri e Bama. Aree di isolamento e trattamento dei casi sospetti sono state identificate in tutte le strutture sanitarie dove siamo presenti.

In Somalia, INTERSOS supporta da 27 anni l’ospedale di Jowhar, nella regione del Middle-Shabelle. Anche qui sono state introdotte misure di prevenzione per il personale sanitario e per i pazienti, formazione specifica per gli operatori sanitari, e identificazione dei percorsi di triage e delle aree di isolamento, mentre sono stati rafforzati ed estesi i progetti di accesso all’acqua e all’igiene in altre aree del Paese.

 

L’INTERVENTO IN MEDIO ORIENTE

 

In Medio Oriente, sono stati rafforzati e adattati tutti i programmi di protezione. In particolare, in Libano, INTERSOS è impegnata nell’individuazione e ristrutturazione di oltre 30 aree di isolamento dedicate ai rifugiati siriani che vivono negli insediamenti informali presenti in molte aree del Paese, nella distribuzione di kit di igiene, nel sostegno alle famiglie di rifugiati siriani in difficoltà a causa della crisi economica e occupazionale accentuata dalla pandemia. L’attenzione alla prevenzione della pandemia tra i rifugiati siriani caratterizza anche l’adattamento all’emergenza dei progetti di INTERSOS in Grecia e in Giordania.

In Siria, INTERSOS collabora alla strategia definita dalla Mezzaluna Rossa (Syrian Arab Red Crescent) nelle aree della prevenzione e del controllo della diffusione del virus e della gestione dei casi, garantendo l’adeguamento e la preparazione delle strutture sanitarie locali e distribuendo materiale sanitario essenziale e medicinali.

In Iraq, INTERSOS supporta 10 strutture sanitarie nel governatorato di Ninewa. Le attività già realizzate riguardano la formazione del personale sanitario locale, la distribuzione di materiale sanitario e medicinali e l’informazione ai pazienti e ai partecipanti alle altre attività di protezione promosse dalla nostra organizzazione.

In Afghanistan, infine, i nostri team mobili medici, impegnati in aree rurali di difficile accesso, hanno concentrato l’attenzione sulla diffusione di patologie respiratorie e sull’informazione delle comunità locali.

 

 

MISURE DI PREVENZIONE E SMART WORKING

 

Come organizzazione umanitaria, il nostro primo e più immediato obiettivo è stato assicurare l’incolumità delle persone che assistiamo e del nostro personale, continuando a garantire il nostro intervento in Italia e in tutte le missioni nonostante le difficoltà causate dalla pandemia. In osservanza del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020, abbiamo deciso di chiudere i nostri uffici di Roma e Milano fino al 18 maggio, garantendo il proseguimento delle attività attraverso lo smart working, evitando e prevenendo ogni comportamento potenzialmente a rischio, e contribuendo attivamente alla tutela della salute collettiva.

Un Crisis Management Team interno (CMT) è stato creato con l’obiettivo di supportare il coordinamento della strategia di risposta umanitaria e degli interventi di INTERSOS nelle missioni colpite dalla pandemia.

 

LA NOSTRA AZIONE UMANITARIA NON SI FERMA. RESTA AL NOSTRO FIANCO!

 

RIMANI IN CONTATTO CON NOI

LEGGI ANCHE