A MOSUL SERVE UN’AVANZATA UMANITARIA

In Iraq, l’offensiva militare nei confronti della città di Mosul ha costretto centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni per sfuggire alle violenze.

Gli operatori umanitari di INTERSOS sono stati i primi a raggiungere le aree liberate dai combattimenti. Quella che si sono trovati di fronte è una situazione drammatica, sia per il livello della distruzione che per i bisogni della popolazione.

Il livello di stress psicofisico tra gli sfollati è estremo. Quelle che incontriamo sono persone disidratate, denutrite, traumatizzate, che hanno bisogno di assistenza immediata a cominciare dalla diffusa carenza di cibo e acqua e dall’assenza di cure mediche. Gli ospedali, così come le scuole, sono semi distrutti e abbandonati.

Con i Team Mobili, il nostro personale medico garantisce cure di emergenza e interventi salva – vita. A sostegno dell’infanzia sono stati realizzati, all’interno degli insediamenti, spazi a misura di bambino, dove fornire assistenza psico-sociale, formativa e ricreativa ai minori.
Oggi la fase principale della battaglia è finita, ma gli abitanti di Mosul e delle aree circostanti hanno più che mai bisogno del nostro aiuto.

A MOSUL CI SONO VITE UMANE DA SALVARE E PROTEGGERE. È IL MOMENTO DI UNA AVANZATA UMANITARIA.

DONA A INTERSOS

12

COPERTE TERMICHE

Coperte termiche per una famiglia di 4 persone per affrontare le notti più fredde

35

DIGNITY KIT

kit composto da assorbenti igienici, salviette, sapone e biancheria intima per 3 donne

110

KIT EMERGENZA

Pentole, taniche, secchi, coperte, materassi, zanzariera, stoffa, telo di plastica per una famiglia di 5 persone

Mai come in questo momento, c’è davvero bisogno di andare oltre noi stessi. Grazie all’impegno quotidiano dei nostri operatori, siamo riusciti ad essere la prima organizzazione internazionale a raggiungere alcune delle aree appena liberate dai combattimenti, prestando un aiuto fondamentale alla popolazione.

Barbara Foresti

Coordinatrice dei progetti di INTERSOS in risposta all’emergenza Mosul