| YEMEN: INTERSOS, E' EMERGENZA RIFUGIATI CORNO D'AFRICA
(AGI) - Roma, 19 mag. - La mancanza in Yemen di una chiara legislazione che persegua la protezione dei rifugiati preoccupa Intersos, presente nello Yemen con una nuova missione -coordinata con l'Alto commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr)-nella zona urbana di Basateen, sorta di quartiere-baraccopoli, e nel campo di al-Kharaz. Il 55% della popolazione del campo di Kharaz, riferisce INTERSOS è composta da bambini e ragazzi sotto i 18 anni, vulnerabili e bersaglio di abusi e violenze sessuali". Altrettanto seri i problemi all'interno di Basateen, l'area urbana di Aden dove vivono circa 14.500 rifugiati somali, dove l'emergenza riguarda "distribuzione di cibo e beni di prima necessita', scarse condizioni igieniche e di salute della comunità', forte aumento della criminalità' e di casi di violenze e abusi sessuali".
Storicamente lo Yemen si situa lungo la rotta migratoria che collega i Paesi del Corno d'Africa, da sempre tormentati da forte instabilità' politica, ai ricchi Stati del Golfo.
Dallo scoppio della guerra civile in Somalia nel 1991 migliaia di rifugiati somali raggiungono ogni anno le coste yemenite: una media di 25.000 migranti attraversano il Golfo di Aden ogni anno affrontando un pericoloso ed estenuante viaggio a bordo dei barconi dei contrabbandieri ai quali i somali si affidano per la traversata e durante la quale in molti perdono la vita, uccisi dagli stessi contrabbandieri oppure per affogamento, gettati in acqua troppo lontano dalla costa, nel tentativo di sfuggire ai controlli della guardia costiera yemenita. Nel 2007 circa 450 somali e 600 etiopi hanno perso la vita durante la traversata e, hanno ricordato da Intersos, "i primi mesi del 2008 hanno gia' visto 300 tra morti e dispersi lungo i 600 chilometri di costa tra il porto di Aden e la città' Muqalla. I somali rappresentano la componente maggiore tra gli immigrati che raggiungono lo Yemen, seguiti da un largo gruppo di etiopi, e, in misura minore, eritrei, iracheni e palestinesi".
Secondo le ultime stime circa 100.000 somali vivono attualmente nello Yemen, per lo più' concentrati nelle zone urbane di Sana'a e di Basateen (Aden), mentre circa 9.500 rifugiati sono ospitati nel campo di al-Kharaz. Molti rifugiati, raggiunta la costa yemenita, decidono di proseguire il viaggio per raggiungere la capitale, oppure di entrare illegalmente in Arabia Saudita o nei Paesi del Golfo in cerca di occupazione, senza richiedere il sostegno di Unhcr.
Il governo yemenita, firmatario della Convenzione Internazionale sullo statuto dei Rifugiati del 1951, accorda ai somali lo status di rifugiati prima fornendo, tramite Unhcr, documenti di riconoscimento che consentono ai rifugiati liberta' di movimento e facilitano l'accesso all'istruzione.
Questa "generosa" politica di apertura, derivata per lo piu' dai forti legami storici, religiosi e sociali che lo Yemen ha storicamente mantenuto con la vicina Somalia, hanno sottolineato da Intersos, "e' tuttavia contraddetta dal fatto che il governo non concede ai rifugiati un regolare permesso di lavoro, il che rende estremamente difficile per i somali trovare un'occupazione e limitare la dipendenza dagli aiuti umanitari forniti da Unhcr e dalle altre organizzazioni umanitarie che operano nel territorio". La mancanza di opportunita' di lavoro che colpisce soprattutto i giovani che terminano le scuole superiori e vedono frustrati i loro sforzi e le possibilità' di raggiungere l'indipendenza economica, unita a una forte sensazione da parte dei rifugiati somali della mancanza di protezione, assistenza adeguata e soluzioni durevoli, rimangono tra le sfide maggiori che le organizzazioni internazionali si trovano ad affrontare.
Gli interventi di Intersos saranno rivolti da una parte a sostegno della strategia di auto sostegno, volta a diminuire il livello di dipendenza dei rifugiati ospitati dall'assistenza esterna delle organizzazioni umanitarie, tramite corsi professionali, apprendistati, attivita' di micro credito.
Dall'altra, Intersos interverrà' nel campo della protezione attraverso la realizzazione di una analisi sui rischi per identificare gli individui maggiormente a rischio all'interno della comunità' e direzionarli a centri specializzati nella consulenza sociale, legale e psico-fisica, organizzati da Intersos. Le attività' includeranno inoltre una campagna di informazione su violenza sessuale e assistenza alle donne vittime di abusi. (AGI)
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