| SERBIA
INTERSOS e' presente
nei Balcani dal 1995, inizialmente in Bo snia
Erzegovina e in seguito con missioni in Albania, Kosovo, Montenegro,
Serbia e Macedonia. Fin dall'inizio della sua esperienza nei Balcani,
INTERSOS ha concentrato
il suo intervento a sostegno del ritorno delle minoranze (sia IDPs
e rifugiati).
Un'esperienza particolarmente signficatva e' stata quella maturata
nel contesto post bellico della Bosnia Erzegovina prima (dal 1995
al 2000),del Kosovo e della Serbia dal 1998 in poi. Intersos Serbia
sta al momento realizzando un programma per l'integrazione locale
di rifugiati e IDPs vittime delle guerre balcaniche degli anni '90.
Al momento Intersos sta assistendo IDPs dal Kosovo e rifugiati dalla
Bosnia e dalla Croazia su tutto il territorio della Serbia.
La Serbia offre asilo al piu' alto numero di profughi
in tutta Europa. Al momento, vivono in Serbia
207.993 IDPs originari del Kosovo e circa 106.700 rifugiati dalla
Croazia e dalla Bosnia Erzegovina, residenti in centri collettivi
o affittando abitazioni private. Nonostante siano passati piu' di
dieci anni dalla fine del conflitto nell'ex Jugoslavia, molte questione
rimangono irrisolte e rappresentano una minaccia per la stabilita'
dell'intera regione. La questione degli IDPs e dei profughi nei
Balcani e' una delle eredita' piu' pesanti del conflitto e rappresenta
l'emergenza profughi piu' grave in Europa dalla Seconda guerra mondiale,
con piu' di 3 milioni e mezzo di civili sradicati dalle loro terre.
A differenza dei profughi dalla Croazia e dalla Bosnia,
ch e
in gran parte hanno avuto la possibilita' di ritornare nel loro
paese di origine, il numero dei ritorni in Kosovo e' molto limitato.
Il problema principale della popolazione IDP e' una cronica mancanza
di certezze circa il proprio futuro. Il loro destino dipende dall'esito
dei negoziati sullo status del Kosovo.
Il governo serbo, in cooperazione con UNHCR, EAR
e altri donors e organizzazioni non governative operanti sul terreno
e' riuscito a chiudere la maggior parte dei centri collettivi in
Serbia. I dati in merito confermano che il numero dei rifugiati
nei centri collettivi e' diminuito in maniera significativa, cosa
che non e' avvenuta per gli IDPs, a dimostrazione del fatto che
la questione del loro ritorno rimane problematica e che donor e
ONG non hanno prestato la necessaria attenzione/assistenza a questa
categoria.
Negli utlimi 5 anni la strategia di INTERSOS
in Serbia e' stata quella di incoraggi are
i rifugiati e gli IDPs a trovare una sistemazione alternativa a
quella dei centri collettivi dove hanno vissuto fin dal loro arrivo
in Serbia, una sistemazione alternativa che risponda ai loro bisogni
e alle loro aspettative. Intersos ha realizzato dieci progetti in
Serbia, con l'obiettivo di fornire sostegno ai rifugiati e agli
IDPs affinche' uscissero dai centri collettivi cercando cosi' di
iniziare una vita piu' stabile e serena tramite una serie di soluzioni/famiglia
(incentivi per uscire dai centri collettivi, i cosidetti PIKAP;
sostegno psicologico e tecnico individuale, per aiutare le famiglie
a prendere la decisione migliore optando per il ritorno o per l'integrazione
locale; costruzione di alloggi). Il principale obiettivo e' sempre
stato quello di incoraggiare i rifugiati a trovare soluzioni durevoli
per la loro vita: in questo modo sono state sostenute e realizzate
diverse iniziative volte al ritorno a casa o all'integrazione locale.
Negli ultimi due anni INTERSOS
ha intensificato la sua azione a favore anche dei rifugiati e degli
IDPs che vivono fuori dai centri collettivi, sostenendoli in varie
forme (realizzazione di alloggi e donazione a sostegno di attivita'
agricole) nel loro processo di integrazione locale.
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