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AFGHANISTAN : LA NOSTRA RISPOSTA A "IL GIORNALE"

Lo scorso 16 febbraio il quotidiano "Il Giornale" ha pubblicato in prima pagina un articolo, a firma di Filippo Facci, nel quale un anonimo lascia intendere che gli operatori di Intersos in Afghanistan sarebbero molto impegnati in attività festaiole, lontane dal comune senso della liceità. Di seguito pubblichiamo la nostra indignata rettifica, inviata al direttore responsabile dello stesso quotidiano che l'ha integralmente pubblicata, con evidenza, nelle pagine della politica internazionale.

Roma, 17 febbraio 2005



Egregio Direttore,
siamo profondamente indignati, noi di INTERSOS, i nostri soci ed i nostri sostenitori per l'operazione da voi fatta con l'Appunto, a firma Filippo Facci, "Fate l'amore non la guerra" apparso in prima pagina sul Suo giornale mercoledì 16 febbraio.
Abbiamo sempre avuto, in particolare nei paesi musulmani, un atteggiamento rispettoso delle popolazioni e degli usi e costumi locali. Le feste, uniche occasioni di incontro e di socializzazione dopo giorni e settimane di duro lavoro, hanno un carattere assolutamente privato e sono limitate al personale internazionale delle Ong, delle Nazioni unite, dell'Unione europea, dell'Ambasciata italiana, invitando anche giornalisti di passaggio. Sono momenti importanti per comunicare, confrontarsi, sostenersi in una realtà non facile. Una persona, immatura e torbida, sicuramente in Afghanistan per sbaglio, ha interpretato questi incontri come momenti di illecito svago, in una morbosa corrispondenza indirizzata non si sa a chi, ma da voi subito ripresa per rappresentare, negativamente, il vissuto di un'organizzazione umanitaria che gestisce attualmente dieci progetti in quattro province afgane, a beneficio di ben 660 mila persone, accogliendo profughi, garantendo acqua potabile, ricostruendo, assistendo bambini e persone in estremo bisogno, educando al pericolo rappresentato dalle mine ecc.
Ciò fa supporre che questo squallido attacco alla nostra organizzazione abbia ben altre origini e ben altre finalità. Le nostre posizioni sono state infatti sempre chiare e motivate, anche se non hanno coinciso con quelle espresse dal Suo giornale. La nostra coerenza e le nostre attività nel mondo ci fanno andare a testa alta. Le ricordiamo che INTERSOS è nata su iniziativa e sui valori di solidarietà espressi da Cgil, Cisl e Uil e che il nostro impegno nel pacifismo è profondo e reale, pur nell'autonomia delle nostre opzioni e dei nostri giudizi, basati sempre sulla realtà e sulla verità e non su scelte ideologiche. Mi permetta di dirLe che questo vostro modo di plasmare le "notizie" a vostro piacimento, senza tener conto della realtà e della verità, non fa onore al Suo giornale né alla professione che esercita.
Ci farebbe comunque piacere che il signor Filippo Facci, autore dell'Appunto, avesse il coraggio e l'onestà intellettuale, prima di parlare di Afghanistan basandosi sui pettegolezzi di Internet, di andarci davvero e di passare una settimana con noi, a Kabul e nelle province di Kandahar, Helmand e Faryab, per rendersi conto del reale lavoro che facciamo. Ovviamente, il giovedì sera (la vigilia del giorno festivo) potremo organizzargli una festa per presentargli i funzionari italiani ed internazionali, i nostri operatori e quelli delle altre Ong e magari qualche giornalista di passaggio, da lui subdolamente raffigurati come depravati in cerca di orge.
Con l'auspicio di maggiore serietà e verità da parte del Suo giornale, Le invio cordiali saluti,

Nino Sergi
Segretario Generale di INTERSOS