Intersos
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Rapiti due operatori di Medici Senza Frontiere in Congo



Due operatori dell'organizzazione Medici Senza Frontiere sono scomparsi in Congo mentre a bordo di una jeep (chiaramente identificabile dal logo dell'organizzazione) si stavano recando verso il campo sfollati di Jina, nella regione di Djugu.
A ciò si aggiunga che, nella settimana precedente, era stato arrestato un capo missione di Msf in Sudan, e un responsabile dei progetti in Darfur era stato fermato in seguito alla pubblicazione di un documento sulle donne vittime di violenza sessuale nella regione. Entrambi sono stati rilasciati su cauzione, ma ad essi è vietato allontanarsi dal Paese.
I due operatori scomparsi in Congo sono un francese e un congolese. Alcuni testimoni riferiscono di averli visti, mentre venivano fermati e condotti, a piedi, da alcuni uomini armati non identificati, verso un luogo sconosciuto. Da ieri si sono perse le loro tracce. Con un comunicato, l'organizzazione umanitaria - che da oltre quattro mesi conduce attività di assistenza medica presso le popolazioni sfollate della regione di Djugu - chiede ai rapitori di trattare i due operatori con rispetto e umanità.
Vista la situazione che si è determinata con i rapimenti, MSF ha deciso di sospendere le proprie attività fuori da Bunia. Solo l'ospedale cittadino di Bunia "Bon Marché" continuerà a garantire le cure a tutti coloro che hanno bisogno di assistenza chirurgica o medica.
Intersos auspica l'immediata liberazione dei due operatori di MSF.

3 giugno 2005