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INTERSOS
E
LE POPOLAZIONI AFGHANE
(2001-2002)


Eravamo in India, nello Stato del Gujarat, dove siamo intervenuti per portare soccorso alle popolazioni e ricostruire due villaggi distrutti dal terremoto, quando nel luglio 2001 il Consiglio di INTERSOS decise di ampliare le attività nell'area dell'Asia centrale ed in particolare in Pakistan e in Afghanistan. In agosto, ad Islamabad e a Peshawar, il responsabile dell'Unità per le emergenze programmò l'avvio di un intervento nei campi dei profughi afghani, in collaborazione con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ed una missione nel nord Afghanistan dove la prolungata siccità aveva provocato una pluriennale carestia con conseguenze disastrose sulla popolazione, già afflitta da privazioni e vessazioni di ogni tipo da parte del folle regime talebano.
I tragici eventi dell'11 settembre hanno stravolto il programma iniziale, ma l'hanno al contempo accelerato ed ampliato. Il 25 settembre una prima squadra di quattro operatori umanitari, composta da persone che avevano a lungo operato in Afghanistan negli anni precedenti e quindi conoscitori di quella realtà, hanno effettuato una prima missione conoscitiva in Pakistan per fornire gli elementi utili a definire le nuove priorità. INTERSOS è riuscita così, da metà ottobre, ad essere operativa prima nei campi dei profughi afghani nei pressi di Peshawar e poi in quelli lungo il confine afghano. E' stato inoltre messo a punto un primo intervento urgente all'interno dell'Afghanistan, in una delle province più lontane, più povere e più colpite dalla siccità e dalla carestia, quella di Faryab ai confini con il Turkmenistan. Già erano iniziati i bombardamenti: occorreva comunque far giungere il cibo necessario alla popolazione. Alcuni operatori di INTERSOS hanno organizzato quindi dal Turkmenistan, in collegamento con le altre organizzazioni umanitarie che operavano nel nord dell'Afghanistan, l'invio di alimenti complementari alla farina di grano già garantita dal Programma Alimentare Mondiale. Altri interventi sono poi seguiti, a ritmi accelerati, quanto accelerati erano i bisogni che si presentavano ai nostri occhi. Nel Faryab, a Jalalabad e nelle province orientali, a Kabul, a Kandahar: per aiutare il ritorno dei profughi dai paesi vicini e degli sfollati interni, per perforare o riparare pozzi al fine di garantire acqua potabile nei villaggi, per riparare e rendere agibili scuole, per assistere i più poveri e bisognosi delle periferie di Kabul, per ricostruire un ospedale, per togliere le mine e le micidiali bombe cluster dai terreni frequentati da bambini e gente inerme.
La povertà dell'Afghanistan e le sofferenze della sua gente sono il frutto di anni di guerre, di lotte intestine e, da ultimo, del terrore talebano. I bombardamenti "intelligenti" dal sette ottobre ad oggi hanno portato altre distruzioni e altre morti: vittime che per la quasi totalità nulla avevano a che vedere con il terrorismo, vittime che chiedevano solo di poter vivere in pace, dato che tutto il resto gli era già stato tolto.


INTERSOS IN PAKISTAN

I campi profughi: ridare dignità alla vita quotidiana

Le statistiche ufficiali parlano di 2,5 milioni di rifugiati afghani in Pakistan. In particolare nei territori nelle Province del Nord Ovest (NWFP), vicino a Peshawar. In realtà sono molto più numerosi: più o meno inseriti nel tessuto sociale del paese vivono per lo più di espedienti, traffici e commercio. Chi ha avuto la fortuna di ricostruirsi una vita, una casa, chi - i più numerosi - vive da anni sotto le tende o gli stracci nelle periferie.
Altri, nel corso degli anni, sono stati raccolti in campi rifugiati sotto l'egida dell'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR).

Dal mese di ottobre dell'anno scorso INTERSOS è attiva con operatori umanitari in attività di assistenza nei nuovi campi sorti nelle "aree tribali", vicino al confine tra Pakistan ed Afghanistan. Grazie al sostegno iniziale delle Organizzazioni sindacali italiane, dei soci sostenitori, di gruppi di solidarietà, della Cooperazione Italiana del Ministero Affari Esteri ed in partenariato con l'UNHCR (Alto Commissariato per i Rifugiati) e con il WFP (Programma Alimentare Mondiale), INTERSOS in collaborazione con altre organizzazioni umanitarie ha avviato interventi mirati a soddisfare i bisogni fondamentali di circa 38.000 rifugiati: dalla prima accoglienza, alla distribuzione del cibo, dell'acqua, delle coperte, ma anche la creazione di centri aggregativi, culturali, sportivi, alla organizzazione di momenti di incontro e ricreazione.

Interventi basati sulla capacità di gestire nell'emergenza fasi delicate, sulla competenza tecnica e la dedizione degli operatori, ma anche sulla abilità di coinvolgere i rifugiati stessi e le loro rappresentanze per affrontare e risolvere le problematiche quotidiane.

Gli interventi, con la presenza di sei operatori internazionali, decine di operatori locali e la collaborazione di alcune organizzazioni locali, ancora oggi continuano per garantire l'assistenza ai rifugiati afghani, ma soprattutto per dare loro gli strumenti per poter vivere con dignità e responsabilità la vita quotidiana e preparare il ritorno a casa.

Campo
Località
N° Rifugiati
N° Famiglie
N° Donne
N° Bambini
Old Bagzai
Kurram Agency
9.045
1.554
3.505
1.631
Ashgarò
Kurram Agency
15.209
2.406
6.023
2.781
Basu
Kurram Agency
7.045
1.264
2.895
1.749
Bar Kalay
Bajaur Agency
5.895
862
2.179
1.566
TOTALI
37.994
6.086
14.602
7.727

Attività realizzate:

  • Coordinamento e gestione delle attività, in collaborazione con il C.A.R. (Commissariato Governativo Pakistano per i Rifugiati Afghani) tramite il coinvolgimento delle comunità e la creazione di comitati di rappresentanza;
  • Accoglienza e ricezione dei rifugiati : installazione delle tende e dei servizi, distribuzione pasti caldi;
  • Distribuzione di cibo in collaborazione con WFP;
  • Distribuzione generi di prima necessità;
  • Installazione e manutenzione sistemi distribuzione di acqua potabile;
  • "Mine Awareness": formazione e sensibilizzazione al problema delle mine e degli ordigni esplosivi;
  • Servizi alla Comunità: identificazione ed assistenza ai nuclei e categorie vulnerabili, riunificazione di nuclei familiari, corsi di alfabetizzazione, attività ricreative e sportive per giovani, centri di ritrovo ed ascolto per le donne, realizzazione di attività legate alla cultura ed alla tradizione afghana.


L'anello spezzato: la condizione della donna afghana

Le immagini di donne coperte dai Burka sono diventate simbolo di una realtà quotidianamente vissuta da milioni di donne: la rinnegazione della propria persona, della propria immagine, del proprio "sé".

Ma il Burka è solo la punta di un iceberg, di cui il sommerso si fonda su storie di violenza, assenza totale dei diritti e sottomissione.
Eppure la donna, in Afghanistan, è ancora oggi un anello fondamentale di una catena sulla quale grava il peso della famiglia, della sopravvivenza dei figli e del mantenimento della casa.

Grazie al cofinanziamento della Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri Italiano, INTERSOS ha avviato un intervento denominato "Promozione delle condizioni socio-culturali ed economiche delle donne afghane rifugiate in Pakistan".
Obiettivo fondamentale del progetto è proprio quello di collaborare ad un processo di "riappropriazione" da parte della donna rifugiata della consapevolezza della propria dignità di persona e di soggetto sociale. Tale intervento, della durata di 18 mesi, si sta realizzando in stretta collaborazione con una ONG afghana, il Centro di Risorse per le Donne Afghane (AWRC).

Le attività programmate:

      • Rafforzamento delle capacità della associazione AWRC, tramite un percorso formativo volto alla crescita della guida associativa, la rappresentanza e la gestione tecnica ed amministrativa;
      • Realizzazione di incontri, corsi e sessioni formative, rivolti a tremila donne afghane, tese alla trasmissione delle norme fondamentali per la cura del proprio corpo, la salvaguardia sanitaria dei loro bambini e l'accesso ed utilizzo di servizi sanitari appropriati;
      • Avvio di attività generatrici di reddito, tramite corsi di formazione e costituzione di un "fondo rotativo" per l'avvio di prime attività. Tale intervento è rivolto inizialmente a trecento donne afghane.
      • Avvio di corsi di alfabetizzazione rivolti a 3.200 donne afgane
      • Avvio di corsi di alfabetizzazione rivolti a 3.000 tra bambine e bambini afghani

L'intervento, avviato nei campi profughi in Pakistan prevede inoltre la possibilità di essere parzialmente realizzato anche all'interno del territorio afghano laddove le donne beneficiarie avessero la possibilità di tornare nei villaggi di origine.


Il rimpatrio: il ritorno alla normalità ?

Dal marzo di quest'anno, terminati gli eventi bellici più cruenti dell'azione militare internazionale ed avviato un difficile processo teso alla stabilizzazione politica del paese, l'attenzione della comunità internazionale e delle organizzazioni umanitarie si è volta principalmente al difficile compito di creare le condizioni per rendere possibile il rientro delle popolazioni rifugiate e sfollate nelle aree di origine. In questi ultimi cinque mesi circa un milione di persone sono rientrate volontariamente in Afghanistan.

Anche INTERSOS, in stretto coordinamento con le altre organizzazioni umanitarie sta partecipando a questo delicato compito: l'Afghanistan di oggi è un paese distrutto, sofferente, carente di ogni infrastruttura e servizio basilare.
In molte aree del paese manca ogni tipo di struttura: dall'acqua, alle abitazioni, ai servizi sanitari e scolastici.

Uno sforzo grandissimo teso a rispondere ancora oggi alle necessità urgenti della popolazione all'interno del paese, ed al tempo stesso al ripristino o alla creazione di servizi fondamentali per far sì che le famiglie che tornano non trovino solo mucchi di macerie e mine ad attenderle.
Uno sforzo strutturale ed organizzativo imponente, che sappia coniugare alle competenze tecniche degli operatori anche la sensibilità e l'attenzione rivolta alle fasce più vulnerabili della popolazione, ai gruppi etnici più emarginati, alle categorie più deboli.
Che sappia ridare a questo popolo quella dignità e quella fierezza che lo contraddistinguono.
Che sappia ridare loro la voglia di ricercare la pace.



INTERSOS IN AFGHANISTAN

Primi interventi di emergenza

In seguito agli attentati terroristici dell'11 settembre ed al conseguente attacco dell'alleanza occidentale nei confronti del regime talebano in Afghanistan, tutte le organizzazioni umanitarie internazionali hanno dovuto abbandonare il territorio afghano per motivi di sicurezza.
Tale evento ha influito pesantemente su una popolazione che già da tempo viveva in condizioni di alta criticità.
Per far fronte a tale situazione INTERSOS ha avviato, fin dal mese di dicembre dello scorso anno un intervento di distribuzione alimentare rivolto alle popolazioni della regione del Faryab, duramente colpita da tre anni di siccità.
Hanno beneficiato di questo intervento, finanziato da ECHO (Ufficio Umanitario della Commissione Europea) oltre duecentomila persone dei distretti di Almar, Pashtun Kot e Khoja Musa: l'obiettivo raggiunto è stato quello di fornire alle famiglie delle regioni più remote, un kit alimentare composto da fagioli, zucchero, olio e sale che si integrasse alla farina fornita dal Programma Alimentare Mondiale. Le distribuzioni hanno aiutato 38.490 famiglie a sopravvivere al rigido inverno afghano.

Distretto Villaggi assistiti Famiglie assistite Fagioli Ton. Olio Ton. Zucchero Ton. Sale Ton. Totale Ton.
Almar 57 12.537 188,595 62,865 37,719 9,430 298,609
Khoja Musa 47 6.480 97,200 32,400 19,440 4,860 153,900
Pashtun Kot 68 19.437 291,555 97,185 58,311 14,580 461,631
Totale 172 38.454 577,350 192,450 115,470 28,870 914,140

Inoltre, grazie al finanziamento ed al sostegno della Fondazione BNC, è stato possibile rispondere immediatamente a due emergenze venutesi a creare nel nord del paese: la situazione degli sfollati nei campi nelle vicinanze della città di Mazar El Sherif e il terremoto di Nahrin. In collaborazione con l'organizzazione umanitaria IRC, è stata distribuita la stessa tipologia di alimenti in quattro campi profughi (Shaharak-e-Afghania, Cinema-e-dehadi, Shaikabad e Dasht-e-Shor) e alla popolazione colpita dal terremoto a Nahrin.

  Famiglie beneficiarie Olio
Ton.
Fagioli
Ton.
Zucchero
Ton.
Sfollati 3040 30,40 101,54 20,06
Terremotati 3110 31,80 106,50 21,00

Un ulteriore intervento di prima emergenza si è realizzato nel mese di dicembre nella provincia orientale di Kunar dove, con il sostegno di UNHCR, è stato possibile distribuire agli sfollati ed alle categorie più vulnerabili, generi di prima necessità, con l'obiettivo di aiutare la popolazione ad affrontare l'inverno.


La presenza attuale di INTERSOS

Dopo i primi interventi di emergenza effettuati ancora durante i bombardamenti ed i combattimenti in varie aree dell'Afghanistan, gli operatori di INTERSOS hanno avviato una fase di impostazione della presenza sul territorio finalizzata a tre obiettivi fondamentali: a) assistere la popolazione più fragile e vulnerabile presente soprattutto nelle aree più remote del paese; b) avviare interventi di bonifica delle mine ed ordigni esplosivi e di riabilitazione dei servizi essenziali per creare le condizioni per il ritorno delle popolazioni sfollate e rifugiate; c) sostenere le popolazioni residenti e coloro che dopo anni rientrano nei villaggi di origine, a riconquistare la normalità della vita quotidiana, in un ottica di auto-sufficienza, integrazione e dialogo inter-etnico.
Allo scopo INTERSOS ha avviato e sviluppato la sua presenza in diverse regioni del paese, ove oggi operano una trentina di operatori internazionali e centinaia di operatori locali.


KABUL, capitale del paese e sede di coordinamento delle attività dell'organizzazione:

      • Riabilitazione e ricostruzione dell'Ospedale Kair Khana. Intervento in collaborazione con UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) su finanziamento del Governo italiano: si tratta della riabilitazione e parziale ricostruzione di un ospedale nella parte settentrionale della capitale. Scopo dell'intervento è il rapido ripristino dei servizi sanitari per la popolazione della città, con particolare attenzione al servizio materno-infantile.
      • Programma di supervisione, addestramento ed equipaggiamento per la bonifica di terreni ed edifici infestati da mine e bombe cluster, nelle aree di Kabul, Jalalabad, Herat: in collaborazione con il Mine Action Center delle Nazioni Unite su finanziamento della Commissione europea.
      • Assistenza agli "extremely vulnerable individuals" (individui estremamente vulnerabili): sotto il coordinamento dell'UNHCR, INTERSOS sta creando una "rete" urbana di assistenza rivolta alle persone più deboli. Si tratta in particolare di persone sfollate, anziani, portatori di handicap, bambini non accompagnati, vedove: sono beneficiari di un intervento che prevede la presa in carico ed un percorso che porti alla risoluzione delle problematiche più emergenti, che si basa sul coinvolgimento delle comunità e l'utilizzo delle risorse locali.
      • Riabilitazione del canale di irrigazione di Lalandar per favorire la ripresa delle attività legate all'agricoltura in alcuni villaggi nei dintorni della capitale (intervento sostenuto da UNAMA - Missione delle Nazioni Unite in Afghanistan)

MAIMANA, capoluogo della Provincia di Faryab, nella regione settentrionale del paese:

      • Riparazione di edifici scolastici e riavvio delle attività educative. Con il sostegno finanziario della Cooperazione inglese (DFID), dell'Associazione "Marco di Martino" di Pescara è stata riabilitata la "Scuola Femminile Setara", che attualmente permette a circa 1800 alunne di seguire regolarmente le lezioni (dopo gli anni del divieto talebano), dal ciclo primario a quello superiore. Inoltre, grazie ai fondi messi a disposizione dalla holding HDP, da RCS e dalla Fondazione BNC è in fase di completamento l'opera riabilitativa e di ampliamento di una seconda scuola femminile che sarà dedicata alla giornalista Maria Grazia Cutuli.
      • Interventi di riabilitazione di pozzi, sistemi idrici ed acquedotti, per garantire la fornitura di acqua potabile. In seguito alla grave siccità che ha colpito il paese negli ultimi anni, alla distruzione ed alla mancata manutenzione dovuti agli eventi bellici, si è reso necessario intervenire urgentemente nel settore, al fine di dare la possibilità alla popolazione residente nell'area, soprattutto nelle aree più remote, di ottenere il fabbisogno idrico indispensabile alla sopravvivenza. Con il sostegno finnziario di ECHO, UNHCR ed IOM (Organizzazione Intergovernativa per le Migrazioni) e della Fondazione BNC, ingegneri idrici ed ambientali di INTERSOS, con l'ausilio di tecnici locali stanno provvedendo alla costruzione e riabilitazione di pozzi e altri sistemi per la fornitura e distribuzione di acqua potabile. Più di quaranta i pozzi scavati o riparati e dotati di pompe, si sono rese utilizzabili alcune sorgenti d'acqua, ed è in fase di avvio la riabilitazione dell'acquedotto e della rete di distribuzione della città di Maimana.
      • Distribuzione di alimenti: dopo la prima fase di emergenza focalizzata al garantire la sopravvivenza delle popolazioni in pericolo, continuano con il sostegno del PAM (Programma Alimentare Mondiale) interventi di distribuzione di generi alimentari rivolti alla popolazione coinvolta in interventi di pubblica utilità, agli alunni delle scuole, ed alle categorie più vulnerabili della popolazione.

JALALABAD, capoluogo della Provincia di Nangarhar, nella regione orientale del paese:

      • Programma integrato per sostenere il ritorno di profughi e sfollati: in coordinamento con UNHCR e con altre organizzazioni umanitarie, al fine di sostenere il rientro dei rifugiati e degli sfollati nelle loro aree di origine, da alcuni mesi INTERSOS sta realizzando diversi progetti nelle province dell'est: Nangarhar, Kunar, Laghmand e Nuristan. Nello specifico si tratta di tre interventi particolari: a) ricostruzione di 5.000 abitazioni per le famiglie rientrate, tramite un processo di auto-ricostruzione ed assistenza tecnica; b) "data collection sistem": raccolta di informazioni a livello di distretti e villaggi finalizzata all'analisi dei bisogni prioritari della popolazione; c) attività generatrici di reddito: interventi finalizzati alla creazione di possibilità di lavoro e formazione professionale di alcune fasce più deboli della popolazione.
      • Bonifica di aree infestate da mine e bombe cluster.

KANDAHAR, capoluogo della Provincia omonima, nella regione meridionale del paese:

      • La provincia è ancora oggi caratterizzata da alta instabilità, insicurezza e presenza di mine. INTERSOS ha iniziato recentemente un intervento, in collaborazione con UNHCR, per portare assistenza ai rifugiati che stanno ritornando dal Pakistan (acqua, servizi sociali, attività educative).
      • E' in fase di preparazione un programma di bonifica del territorio da mine e bombe cluster.

HERAT, capoluogo della Provincia omonima, nella regione occidentale del paese:

      • Programma di bonifica di terreni infestati da mine e bombe cluster: addestramento e supervisione, in collaborazione con il Mine Action Center delle Nazioni Unite.

Ottobre 2002