Intersos
 
 
 
 
 
 


 

L'INVERNO DEGLI OPERATORI DI INTERSOS NEL CAMPO DI MOHALLAH EID GAH IN PAKISTAN

L’inverno nella Kaghan Valley sembrava non dovesse finire. I mesi di dicembre, gennaio e febbraio sono stati lunghi per gli sfollati che avevano come unico riparo una tenda. Il maltempo, i ponti pericolanti e le frane del dopo terremoto hanno rallentato l’arrivo degli aiuti, in alcuni casi sono mancati anche i generi di prima necessità come la farina.

Con marzo, insieme alle prime  timide giornate di sole, e’ tornata anche la speranza. Al campo “Alberto Bonanni” di Mohallah Eid Gah intorno alle tende e’ nato il frumento seminato mesi fa, prima del terremoto. E’ la vita che vuole continuare. Nel villaggio, tra le stradine ancora piene di fango, tante persone si danno da fare, chi a recuperare i mattoni dalle rovine della propria casa crollata, chi a inchiodare assi e travi, tutti comunque a mettere insieme un qualcosa che, con un tetto di lamiera, sara’ la prossima casa. I bambini hanno ritrovato la voglia di giocare, con il primo sole sono tornate anche le interminabili partite di cricket, che qui e’ sport nazionale. Anche imitare gli adulti puo’ essere un gioco, cosi’ si vedono bambini tutti presi dall’ innalzare a fianco della propria tenda improbabili muri. C’e’ voglia di ripartire, a volte pero’ la buona volonta’ da sola non basta. Intersos in questi mesi del dopo terremoto è stata a fianco degli abitanti del campo “Alberto Bonanni”, spesso abbiamo dormito sotto le stesse tende donate dalla Cooperazione Italiana, abbiamo distribuito coperte, stufe, pentole e stoviglie. Abbiamo riattivato la distribuzione dell’acqua potabile e  costruito le latrine. Adesso però bisogna aiutare questa gente a ricostruirsi, insieme alle case, un futuro. Le richieste più frequenti riguardano le lamiere ondulate per i tetti, la ricostruzione della moschea del villaggio che e’ anche luogo di riunione e poi un campetto da gioco per i bambini e dei lavatoi comunitari per le donne. Con la primavera contiamo di far finalmente partire i primi cantieri, perche’ la speranza non va lasciata sola.

Marzo 2006