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Mauritania

| Progetto aperto

Missione

PROGETTO MAURITANIA
Mar, 01/03/2012

La Mauritania è abitata da popolazioni nomadi discendenti dagli Almoravidi e dai Berberi e anche da alcune etnie africane, che si sono stabilite soprattutto nel sud del paese. Negli anni ’80 nel paese iniziò una campagna di discriminazione contro la popolazione nera, che ha raggiunto il suo apice nel 1989 costringendo circa 36.000 persone a lasciare il paese.

Negli ultimi anni il governo della Mauritania ha espresso l’intenzione di rimpatriare e reintegrare i rifugiati che al tempo scapparono dal paese. INTERSOS dal 2009 e’ quindi presente nel paese per collaborare con UNHCR per il ritorno a casa in sicurezza e dignità da parte dei rifugiati mauritani.
 

A inizio 2012 INTERSOS  si è attivata per dare soccorso al nuovo flusso di rifugiati in Mauritania. Dal Mali circa 50.000 persone hanno attraversato il confine per trovare protezione e sono raccolte nella città di Fassala, in maggioranza donne e bambini. La situazione è critica dal punto di vista igienico e della sicurezza alimentare, lo staff di INTERSOS sta portando aiuti immediati per assicurare cibo, riparo e accoglienza, condizioni igienico-sanitarie di base.

La crisi è iniziata con una serie di attacchi armati lanciati dal 'Movimento nazionale di liberazione dell'Azawad'-MNLA nella regione settentrionale del Mali, l'Azawad, abitata da popolazioni tuareg. Numerosi scontri e combattimenti con l'esercito maliano hanno spinto migliaia di persone a cercare riparo nei paesi confinanti.

Contesto

La Mauritania è uno dei paesi più poveri al mondo. Il suo territorio è quasi completamente desertico e ospita circa 3 milioni di abitanti. Il Nord del Paese è popolato da nomadi discendenti dagli Almoravidi e dei Berberi mentre a Sud la valle del fiume Senegal, l’unica area dove è possibile l’agricoltura tradizionale, è abitata da etnie africane come i Pulaar, Wolof, Soninke e Bambara.

Durante la recessione economica degli anni ’80, la diminuzione delle risorse naturali e l’opportunismo politico portarono a una campagna di discriminazione nei confronti della popolazione nera del sud. Nel 1989 l’odio, le deportazioni, le espropriazioni e l’insicurezza costrinsero circa 50.000 persone a lasciare il Paese per trovare riparo in Senegal e Mali.

Queste persone, riconosciute ufficialmente con lo status di rifugiati da UNHCR, per anni hanno vissuto grazie agli aiuti delle proprie famiglie, del governo del Senegal e delle organizzazioni internazionali. Nell’ultimo periodo, nonostante debba affrontare difficoltà economiche, l’instabilità politica e la minaccia della desertificazione, la popolazione della Mauritania sta lavorando duramente per migliorare la proprio situazione. L’attuale governo, salito al potere attraverso un colpo di stato, è stato poi riconosciuto da elezioni democratiche. Con l’aiuto della comunità internazionale, il paese ha per la prima volta la possibilità di raggiungere uno sviluppo economico sostenibile e inclusivo.

A causa della siccità che ha colpito tutta la regione del Sahel nel 2011, la Mauritania si trova in una situazione di insicurezza alimentare elevata. Le Nazioni Unite stanno lanciando un appello per poter far fronte a questa nuova situazione di emergenza. In seguito agli scontri tra l’esercito regolare maliano e il movimento nazionale di liberazione dell’ALZAWAD (MNLA) nel Nord del Mali, a fine gennaio  e febbraio 2012, è iniziato un afflusso costante di rifugiati, di etnia Tuareg e arabo berberi, nell’estremo sud-est della Mauritania.

L’alto commissariato delle Nazioni Unite e le ONG internazionali e nazionali si stanno coordinando per far fronte a questa ennesima emergenza.

Interventi in corso

A novembre 2011, una nuova fase di rimpatrio dal Senegal è iniziata, che si concluderà a fine marzo 2012. A dicembre 2011 gli individui rimpatriati in Mauritania dall’inizio dell’operazione sono 21.800. Altri 4/5.000 sono attesi nel primo trimestre del 2012. INTERSOS, accompagna i nuovi arrivi nei loro villaggi d’origine e distribuisce una sovvenzione in denaro, la razione alimentare per 90 giorni, beni di prima necessità e il materiale per poter costruire una casa di una stanza.
 

Le attività di INTERSOS nel 2012 si focalizzano soprattutto sulla reintegrazione sociale ed economica di coloro che ritornano nel paese.  I principali settori di intervento sono:

- Allevamento, costituzione di cooperative per l’allevamento intensivo di ovini, capaci di creare un fondo rotativo di credito per diverse associazioni di donne.

- Ambiente. In particolare lavoriamo per riforestare il territorio,  piantare alberi da frutta e aumentare la consapevolezza della popolazione sul consumo corretto della legna da ardere sulla tematica ambientale.
 

- Attività generatrici di reddito, con sistemi di micro credito, formazione a chi vuole aprire una piccola impresa, cooperative small scale business, sostegno all’allevamento e alla creazione di cooperative che si occupano della commercializzazione e  conservazione del cibo.
 

- Formazione professionale e stage, diamo la possibilità di accedere a delle formazioni ad hoc per dei giovani disoccupati e forniamo attrezzi e strumenti per vari mestieri: elettricista, scalpellino, meccanico, saldatore, fabbro, carpentiere, sarto, tessitore.
 

- Educazione, le aule di alcune scuole sono state riabitate per poter accogliere i nuovi alunni recentemente rientrati dal Senegal. Corsi di recupero per l’apprendimento della lingua araba sono stati organizzati per consentire ai bambini scolarizzati in Senegal di accedere alla scuola Mauritana. 2 sale polifunzionali di informatica sono state fornite e sono funzionanti negli istituti superiori di due regioni.

Per l'emergenza rifugiati dal Mali del 2012, un team di 4 persone si è mobilitato per portare aiuti di prima necessità. Nella città di Fassala al confine con Mali vengono accolti i rifugiati, poi spostati al Campo di M’beira a 50Km da Fassala, il trasporto collettivo è organizzato per proteggere in modo particolare i più fragili, donne bambini e anziani.

Noi di Intersos operiamo nel Campo di M’beira. Ci occupiamo dei cosiddetti Servizi Comunitari: identificazione e supporto ai vulnerabili, attività di protezione di bambini e delle donne. Inoltre, viene assicurata l'educazione con classi temporanee ai bambini del campo.

Intersos nel Paese

INTERSOS ha iniziato le sue operazioni nel paese nel marzo del 2009. Continua a essere il primo partner di UNHCR nel paese e collabora strettamente con WFP – Programma Alimentare Mondiale, UNICEF, l’Agenzia per il rimpatrio dei rifugiati del Governo Mauritano, GTZ e molte ong locali.

Obiettivo di questo sforzo congiunto è rimpatriare e reintegrare, nel pieno rispetto dei diritti umani, circa 26.000 rifugiati che dal Senegal vorrebbero tornare a casa.

Più di 22.000 persone sono state rimpatriate con convogli organizzati, mentre il resto sarà assistito nelle fase di rimpatrio che saranno intraprese spontaneamente, senza convogli organizzati.

Le attività di INTERSOS nel 2009 si sono concentrate soprattutto sulla logistica dei convogli e sui bisogni essenziali, come abitazioni, acqua e cibo. Ci siamo occupati anche di interventi nei settori dell’educazione e formazione, agricoltura, allevamento e attività generatrici di reddito.

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