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Kenya

| Progetto aperto

Missione

Progetti Kenya
Mer, 03/09/2011

INTERSOS è presente in Kenya dal 1993 con una base operativa a Nairobi che supporta la gestione degli interventi umanitari nella vicina Somalia e mantiene le connesse relazioni con gli enti donatori internazionali (Commissione europea, varie agenzie dell’ONU, Ambasciata Italiana) che sono tutti basati in Kenya.

La presenza pluriennale nella capitale keniota ha permesso a INTERSOS di entrare a fondo nella realtà locale, con le contraddizioni e coi bisogni tipici dell’area urbana. Nairobi è una metropoli dove dalle grosse banche internazionali del centro si passa in fretta alle baraccopoli delle periferie. Dove gli abitanti sopravvivono in condizioni di vita inaccettabili. Mancano spesso l’acqua potabile, cibo e servizi igienici. Il lavoro è un miraggio e la criminalità è padrona mentre l’AIDS rappresenta sempre una piaga purtroppo grandemente diffusa.

Nel 2001 INTERSOS ha iniziato a supportare le donne e i bambini colpiti da AIDS/HIV nello slum di Kayole-Soweto. Allo stesso tempo INTERSOS ha stretto un rapporto con WOFAK, una ONG locale, con cui è riuscita a realizzare diverse attività per la popolazione di Kayole allo scopo di contrastare l’espandersi del virus e di proteggere le persone affette dalla malattia. I progetti implementati insieme a WOFAK hanno raggiunto degli ottimi risultati grazie alla professionalità del partner locale e alla loro conoscenza dell’area di intervento.

Attualmente WOFAK gestisce 7 diversi centri in Kenya, di cui 4 a Mombasa, Kisumu, Homa Bay e Busia (SEGA), e 3 solo a Nairobi (Ngong Road, Kayole e Korogocho). Tutti questi centri cercano di fornire un ampio supporto alle donne e ai bambini colpiti dal virus, allo scopo di  garantire a queste persone un’assistenza che altrimenti non potrebbero ricevere. Le attività di WOFAK sono rivolte anche alla popolazione più a rischio e, attraverso un ampio programma di informazione, cerca di ridurre la diffusione della HIV/AIDS a livello nazionale. Grazie ai suoi 7 centri WOFAK riesce ad assistere in tutto circa 15000 donne e 5000 bambini.

 

Contesto

Il Kenya, paese dell’Africa orientale, ospita una popolazione di circa 33 milioni di abitanti. Considerato motore economico dell’area, il paese gioca indubbiamente un ruolo determinante nella stabilità e nelle dinamiche della regione.

Le violentissime sommosse avvenute a seguito delle elezioni del dicembre 2007 hanno dimostrato come la paralisi seppur temporanea del paese sia stata sufficiente ad influenzare negativamente le economie dei paesi limitrofi.

Pur caratterizzato da un settore industriale, produttivo e turistico in espansione, il Kenya continua a presentare indicatori di povertà allarmanti. Frequenti eventi climatici determinano gravissime carestie con la costante necessità di interventi di aiuto.

I servizi, in particolare quelli legati alla salute, sono particolarmente carenti in vastissime aree del paese.

Un triste primato del Kenya sono inoltre le dimensioni delle baraccopoli (slums) della capitale Nairobi. Sui circa 2,5 milioni di suoi abitanti totali, circa il 50% della popolazione vive in condizioni disumane in baraccopoli.

La baraccopoli di Kayole-Soweto è situata nella divisione di Embakasi, Eastland di Nairobi. La nascita di questa baraccopoli è dovuta al trasferimento, sulla base di direttive governative, di persone povere che precedentemente vivevano nel centro della città. La popolazione totale nell’area di Kayole è di 500.000 persone, 200.000 delle quali vivono nella baraccopoli di Soweto.

La maggioranza della popolazione di Kayole-Soweto svolge attività legate all’economia informale: venditori ambulanti, gestori di piccoli chioschi per la vendita dell’acqua, cibo, carbone o per la distillazione del chang’aa (liquore locale e illegale), piccoli baracchini adibiti a sartorie o falegnamerie. La maggior parte guadagna mensilmente tra i 2.000 e 2.500 scellini keniani (20/25 Euro), ma gli introiti mensili sono sicuramente inferiori nel caso dei gruppi vulnerabili come ragazze madri, donne, bambini di strada, orfani, malati, anziani e disabili.

Molti dei giovani che vivono nello slum non hanno completato la scuola primaria a causa delle difficili situazioni famigliari e sono senza lavoro. L’uso di droga e l’abuso di alcool, fenomeni in espansione specie nelle aree suburbane, porta i giovani chiaramente a situazioni di fortissimo disagio e spesso di dipendenza da alcool o droghe o alla criminalità comune.

Le case sovraffollate, la mancanza di acqua pulita e di un sistema di raccolta dell’immondizia e dei servizi sanitari, giocano un ruolo importante nella diffusione di malattie. All’interno o nei pressi delle baraccopoli non esistono servizi sanitari pubblici.

La Municipalità non fornisce un regolare servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.

L’acqua è acquistata dai venditori privati, e l’approvvigionamento è possibile solamente tre volte a settimana. La maggior parte degli abitanti non può permettersi l’acquisto di acqua e utilizza quindi quella del fiume Nairobi, dei ruscelli o l’acqua stagnante delle pozze che si formano durante la stagione delle piogge aggravando situazioni già critiche.

L’elettricità è disponibile soltanto in poche zone ed è fornita dal City Council. La maggior parte utilizza lampade a kerosene, e per cucinare si utilizzano carbone, pezzi di legno e plastica o si utilizzo forni di paraffina.

In generale le condizioni di vita negli slums sono da considerarsi estreme, al limite dell’umano, associate ad assenza di servizi, controllo e opportunità.

Programmi di varie organizzazioni non governative ed associazioni dimostrano come attraverso interventi volti a migliorare la consapevolezza delle proprie condizioni e a fornire stimoli per tracciare un percorso di riscatto, la popolazione, in particolare quella più giovane, raggiunge importanti obiettivi che hanno, a loro volta una ricaduta positiva su larghe fasce della comunità degli slums.

Interventi in corso

INTERSOS in Kenya sta implementando un progetto finanziato del Ministero degli Affari Esteri, Cooperazione Italiana allo Sviluppo, nella baraccopoli di Kayole, a Nairobi. Il progetto si sta svolgendo in stretta collaborazione con una delle associazioni di donne sieropositive più importanti e attive del Kenya, WOFAK (Women Fighting AIDS in Kenya). WOFAK è un’associazione fondata e composta da donne keniote sieropositive. Questo progetto prevede attività per la formazione e sensibilizzazione della comunità della baraccopoli di Kayole sulla lotta all’HIV-AIDS e grazie a questo progetto è stato construito un centro per l’accoglienza e il supporto delle donne e e dei bambini affetti-infetti dal virus dell’HIV sempre a Kayole.

Fondamentale per tutto l’intervento e’ l’attività’ di formazione e sostegno al personale locale di WOFAK e le attività socio-educative annesse, quali, per esempio, l’organizzazione di giornate dedicate per bambini e giovani della baraccopoli e l’organizzazione di spettacoli teatrali sul tema della prevenzione dell’HIV.

Il progetto “Stop AIDS – Prevenzione e protezione degli individui più vulnerabili nelle comunità di Kayole e Soweto, Nairobi”, ha lo scopo di contribuire, nella sfera sociale, alla riduzione della diffusione della AIDS e delle sue drammatiche conseguenze sull’ambiente sub-urbano di Nairobi.

Il progetto durato dal 2007 al 2010 ha raggiunto numerosi risultati tra cui il miglioramento della capcità della comunità di riferimento di contrastare la HIV/AIDS (attraverso corsi su HMIS – Health Information Management System, sviluppo dell’HMIS, corsi di formazione agli educatori, corsi di formazione sull’assistenza psicologica ai bambini, corsi per lo sviluppo di proposte, corsi di formazione per il monitoraggio e la valutazione) e campagne di sensibilizzazione sull’HIV/AIDS, educazione sessuale e assistenza alle donne affette dalla malattia. Attraverso questo progetto è stato supportato ed equipaggiato il “Day care Centre di Kayole”, un centro in cui vengono realizzate attività promozionali, di consultazione e di previdenza sociale. Questa struttura rappresenta una speranza per tutta la comunità di Kayole-Soweto ed è un luogo sicuro per molte persone, in particolare per le donne e i bambini colpiti dall’HIV/AIDS. Il centro è aperto ogni giorno e tutta la comunità può usufruire del servizio fornito dai diversi consulenti disponibili. Inoltre più di 150 bambini arrivano quotidianamente al centro per ricevere il pasto offerto da INTERSOS e WOFAK, probabilmente l’unico della giornata.

La seconda fase del progetto ha consistito  nell’ampliamento del vecchio edificio attraverso la costruzione di un centro di soccorso di tre piani in cui vengono trattati diversi casi.

Vale la pena ricordare ulteriori progetti culturali gestiti da INTERSOS e WOFAK che coinvolgono giovani e bambini dello slum di Kayole, tra cui:

-Gender Festival: “Women Leadership roles”-supportato dalla Cooperazione Italiana

-Il progetto MEDIAFRIENDS del 2008-2009 in cui sono state svolte attività di nutrizione per i bambini orfani e organizzazione delle feste di Natale per loro.

-Fondazione San Zeno nel 2010 – In cui sono state svolte attività di microcredito per le donne del Centro di Kayole e corsi di formazione per la gestione di piccole attività economiche.

-Il progetto culturale “La strada dei sogni” nel 2011 supportato dalla Regione Liguria e dall’associazione teatrale Musicalmente di Genova. Il gruppo teatrale ha fornito un corso intensivo di teatro a 30 giovani di Kayole. Durante lo svolgimento delle attività sono stati selezionati due partecipanti per un viaggio in Italia come programma di scambio culturale.

-Esibizione fotografica “STOP AIDS in Kayole e Soweto”.

Il futuro della partnership tra INTERSOS e WOFAK:           

Da Luglio 2011, INTERSOS e WOFAK stanno preparando un progetto multi-settoriale con come componente principale un Centro di formazione professionale. L’obiettivo del progetto è quello di ridurre l’impatto socio-economico dell’HIV e dell’AIDS tra i giovani, gli orfani e le donne affette dalla malattia, attraverso iniziative di miglioramento dei mezzi di sostentamento e di capacity-building per gli abitanti degli slum. Il progetto supporterà anche il programma di nutrizione gestito da diversi anni da WOFAK e avvierà attività culturali e programmi di  scambio culturale con anche il coinvolgimento di giovani medici europei.

 

Intersos nel Paese

INTERSOS, in partnership con l’associazione keniota di donne sieropositive, WOFAK (Women Fighting AIDS in Kenya), sta realizzando il progetto ‘Un freno all’AIDS - prevenzione nella comunità locale e protezione dei più vulnerabili nella baraccopoli di Kayole e Soweto’, con l’obiettivo di dare un contributo significativo alla riduzione della malattia e delle sue drammatiche conseguenze nell’ambiente suburbano di Nairobi.

Il progetto mira a incidere soprattutto sul contesto sociale, migliorando e rafforzando la capacità della comunità di Kayole-Soweto di combattere contro l’HIV con le “proprie forze”. Le attività prevedono la formazione e la sensibilizzazione della popolazione dello slum sull’HIV e la costruzione di un centro per l’accoglienza di donne e bambini affetti dal virus dell’HIV.

Questo centro è stato inaugurato nel 2009, e la cerimonia di inaugurazione è visibile in un Video caricato sulla YouTube Television di INTERSOS e anche su questo sito alla sezione “Guarda la YOUTUBE Tv di INTERSOS”.

Lavoriamo inoltre per formare e sostenere il personale del nostro partner locale, WOFAK. Dal 2001 infatti, INTERSOS supporta l’implementazione del progetto ‘Feeding program for OVC in Kayole’, che mira prima di tutto a fornire un pasto al giorno per 150 bambini e a supportarli nel corso della crescita. Obiettivo del progetto infatti non è solo seguire i bambini nell’alimentazione, ma anche nella vita di tutti i giorni, aiutandoli nello studio e nel trovare un lavoro attraverso un attento lavoro di accompagnamento e di formazione.

Alla realizzazione di questo progetto ha contribuito anche MEDIAFRIENDS.

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