'Un’esperienza così terribile che non può non cambiarti la vita'.Così racconta Gabriel Hilaire, uno degli operatori haitiani di INTERSOS,...
Missione
INTERSOS è intervenuta ad Haiti a pochi giorni dal terribile sisma che ha sconvolto il paese il 12 gennaio 2010.
In quei primi giorni, INTERSOS ha scelto di agire nell’area di Leogane, una delle zone più duramente colpite dal terremoto, che ancora era raggiunta dagli aiuti umanitari con estrema difficoltà. In quest’area abbiamo da subito gestito due campi per gli sfollati haitiani rimasti senza case a cui se ne sono aggiunti presto altri due, e distribuito a loro e agli altri abitanti di Leogane, acqua e beni di prima necessità.
PRIMA FASE: IL SOCCORSO IN EMERGENZA
Nel corso del gennaio 2010 INTERSOS, come partner di AGIRE nell’ambito della risposta umanitaria delle ONG Italiane, ha inviato ad Haiti una squadra di emergenza per provvedere all’assistenza e al supporto della popolazione colpita dal terremoto. La missione al suo arrivo ha rilevato a Port au Prince un numero consistente di organizzazioni già operanti o pronte ad operare nella capitale a scapito delle aree rurali più vicine al punto da cui il sisma si è propagato. INTERSOS ha così deciso di concentrare il suo operato nell’area di Leogane, estremamente vicina all’epicentro, in cui si sono riscontrati danni alle abitazioni dell’ 80-90% e il numero delle vittime ammontava a circa 8000 persone.
Dopo i primi sopralluoghi nelle zone rurali di Leogane e Gressie, Intersos ha iniziato a offrire un primo supporto umanitario alla popolazione:
255 tende sono state distribuite e installate, di queste 239 in campi spontanei nei villaggi di Miton, Dampus, S.Antoine e Lafferonay, e 16 a scuole, orfanotrofi e nel Sanatorio di Sigueneau, installate anche grazie al contributo dei comitati d’urgenza creati all’interno dei campi.
1,885 teli di plastica sono stati distribuiti nei campi spontanei di S. Antoine, Dampus, Miton, Flon, Croix-de-Perés, Mariani e Corridor e alla popolazione dei 25 quartieri che compongono il villaggio di S.Antoine.
3000 kits di Beni di Prima Necessità (NFIs) sono stati distribuiti alla popolazione: 1,182 taniche per l’acqua e 164 materassi (fondi AGIRE), 40 kitchen sets, 80 hygiene kits and 500 coperte (donazione MAE/DPC) e 1,929 lampade solari (donazione World Bank e consegnate in loco da EDH ) distribuite nei campi spontanei, nei quartieri e villaggi dell’area di St. Antoine e nelle strutture di accoglienza come ospedali (3), orfanotrofi (3), scuole (1).
Un primo campo è stato quindi montato nell’area di Milton e successivamente a Dampus e poi a S.Antoine. Nei campi ci si è anche occupati dell’allestimento dei servizi igienici, dell’approvvigionamento di acqua potabile e di attività psicosociali per i bambini. Successivamente INTERSOS ha supportato i ritorni volontari di parte della popolazione dei campi nelle vicinanze delle proprie abitazioni.
Sono state realizzate, con il contributo della Croce Rossa Canadese, 300 latrine sia per la popolazione nei campi che, in una fase successiva, per le famiglie che hanno deciso di rientrare nelle vicinanze delle loro case. Sono state installate quattro cisterne ed è stato effettuato un servizio di fornitura d'acqua per garantire fin dalla prima fase di emergenza l’approvvigionamento di acqua potabile. Per assicurare un rifornimento continuo è stato montato un potabilizzatore vicino alla cisterna che convogliava l’acqua del fiume, per controllare quotidianamente il livello di cloro è stato coinvolto e formato un responsabile della comunità. In una fase successiva a quella di emergenza, a sostituzione del rifornimento d’acqua tramite cisterna, sono stati installati 4 pozzi dotati di pompa a mano per l’approvvigionamento di acqua potabile.
Per garantire il funzionamento e il mantenimento delle latrine e delle pompe d’acqua è partita una campagna di formazione e di promozione all’igiene sia per il personale che per la popolazione locale in collaborazione con UNICEF, WASH e IOM.
ALCUNI DATI FINANZIARI RILEVANTI IN QUESTA PRIMA FASE:
Per gli interventi di realizzazione e gestione dei campi la spesa totale è stata di 101.317,00 € (fondi AGIRE).
Per la costruzione delle latrine e la riabilitazione dei punti d’acqua INTERSOS ha impiegato complessivamente 154.690,88 € (fondi AGIRE).
INTERSOS ha inoltre contribuito con 5.344,80 € ad interventi di supporto nutrizionale a favore della popolazione colpita dal sisma (fondi AGIRE).
257.827,20 € sono stati donati da UN-OCHA per un progetto per la gestione di altri 2 siti spontanei nell’area di Leogane per un totale di circa 6000 persone. La gestione, come per i siti precedenti, è stata fatta tramite il coinvolgimento diretto della popolazione per facilitare processi di presa di coscienza e la ripresa del tessuto sociale, garantendo così sia la sostenibilità degli interventi che la possibilità di realizzare futuri progetti di ricostruzione e sviluppo efficaci.
LA SECONDA FASE – LA RICOSTRUZIONE
In una fase che idealmente è distinguibile dalla prima di emergenza, ma che temporalmente inizia dopo i primi mesi dall'intervento, INTERSOS si è attivata per la ricostruzione delle strutture dell’isola, concentrandosi sul progetto di ricostruzione del Sanatorio di Siguenau, una delle uniche due strutture sull’isola (l'altra è nella capitale) specializzate nel trattamento di malati di tubercolosi e HIV/AIDS, andata completamente distrutta dal terremoto.
Il Sanatorio, alle dirette dipendenze del Ministero della Salute, è gestito dalla Congregazione delle Piccole Sorelle di Santa Teresa del Bambin Gesù, e ha riportato un numero ingente di danni dopo il terremoto, a causa non solo della vicinanza all’epicentro, ma anche per il terreno liminoso e sedimentario su cui è stato costruito. Inizialmente, gli operatori di INTERSOS hanno provveduto ad individuare alcune strutture che, avendo riportato danni lievi, hanno potuto continuare a funzionare garantendo il trattamento ambulatoriale dei pazienti e dall’altro canto la possibilità di residenza delle Suore che gestiscono il centro.
Il complesso si Siguenau consisteva di 26 edifici, tra padiglioni e reparti più i servizi esterni, secondo la tradizione locale. Gli edifici aventi diverse destinazioni d’uso erano: 4 padiglioni degenza donne, 3 padiglioni per degenza uomini, 1 padiglione per bambini (poco usato e destinato quindi ai trattamenti quotidiani), reparto di MDRTB, reparto di HIV, refettorio con annessa cucina e depositi, laboratorio analisi, clinica esterna per i trattamenti quotidiani, farmacia, unità per il personale medico, sala conferenze, residenza delle sorelle con annessa cucina, dormitorio per il personale ed altri servizi, chiesa usata come scuola durante i giorni feriali, 4 unità di servizi igienici, 1 lavatoio, 1 camera mortuaria, centrale elettrica con generatore, cisterna sotterranea, serbatoio a caduta.
Il piano di ricostruzione del Sanatorio deciso dal Ministero della Salute (MSPP) è stato finalizzato solo a Agosto 2010, e INTERSOS, si dedicherà alla costruzione della clinica esterna sia per gli adulti che per i bambini.
Dopo una fase iniziale di analisi, la ricostruzione del centro è stata progettata secondo criteri di sostenibilità sia ambientale che sociale e principi anti-sismici. Il progetto di ricostruzione, al momento in fase di attuazione, prevede che il centro, una volta ultimato, fornisca non solo servizi di base, ma anche assistenza specialistica per le patologie respiratorie.
Una prima fase si assessment e di valutazione dei dati è stata portata avanti nella prima fase di Emergenza, in strettissima collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Ministero della Salute Haitiano e la Congregazione che gestisce il centro.
Attraverso una procedura di gara, INTERSOS ha aggiudicato il contratto di ricostruzione del Sanatorio di Sigueneau, del valore di 531.461,50 USD (fondi AGIRE e MEDIAFRIENDS), a cui si sono aggiunti 12.000,00 € donati da AUSER NAZIONALE.
I fondi AGIRE destinati agli interventi di riabilitazione e costruzione del centro del Sanatorio, inclusi gli studi di fattibilità e progettazione, ammontano a 376.200,00 €.
Alla pagina approfondimenti/haiti in questo sito ( http://www.intersos.org/notizie/approfondimenti/presentazione-al-ministe... ) è possibile scaricare e consultare in italiano/francese/inglese i piani esecutivi definitivi di ricostruzione del Sanatorio.
CHIARIMENTI UTILI PER CAPIRE I TEMPI DELLA RICOSTRUZIONE
Ricostruire un centro ospedialiero pubblico ad Haiti è un processo delicato, ecco perchè, ai fini di una totale trasparenza, è utile elencare elementi importanti della fase di progettazione e ricostruzione:
- La procedura per avere l'autorizzazione a ricostruire, (essendo questo un ospedale pubblico) da parte del Ministero della sanità, dal PDNA ( Post Disaster Need Assessment) e da ICRH (International Commission for the Reconstruction of Haiti), ha richiesto molto tempo, anche per via del momento particolare che attraversava Haiti in quei mesi. Dopo molti passaggi, si e' ottenuto il via libera il 12 maggio del 2010. Questo ha richiesto un dettagliato piano di fattibilità iniziale da parte di intersos.
- Intersos segue da sempre un approccio di un certo tipo basato sul lavoro con la comunità locale : il progetto esecutivo è stato fatto con compagnia locale inserendo quindi anche una componente di formazione "by doing", che ovviamente ha allungato i tempi ma ha assicurato sostenibilità nel tempo.
- Intersos sta ricostruendo solo un padiglione (la clinica esterna) di tutto il complesso ma il progetto esecutivo è stato da Intersos preparato per tutto l'ospedale. Questo per aiutare il Ministero della Sanità di Haiti nel trovare altri donatori per il resto dei padiglioni.
- Una volta preparato lo studio di fattibilità il Ministero della Salute ha deciso di cambiarlo. Dopo che già avevamo firmato con una ditta il contratto per la preparazione del Progetto Esecutivo, l'11 agosto 2010 il Ministero ha cambiato idea e deciso di rifare un nuovo piano, più ambizioso, allargando tutto il complesso ed ampliandone i servizi. E' stato dunque necessario rinegoziare un nuovo piano con la ditta, e questo ha allungato i tempi, ma - appunto - questo è stato necessario per una volontà precisa del Ministero Haitiano.
- Prima di lanciare il tender per la costruzione della clinica esterna (quella costruita da Intersos) è stato necessario chiedere l'autorizzazione del Ministero della Sanità sul 'Piano Esecutivo'. A causa dei problemi elettorali e dell’epidemia del colera, tale autorizzazione è arrivata solo a Marzo 2011. Il notice per il ritiro della documentazione del tender da parte delle ditte interessate è stato pubblicato il 22 marzo. L’aggiudicazione dei lavori (alla ditta 'Bourvilsa') dopo le opportune visite sul terreno e stretti controlli rispetto alle capacità delle aziende partecipanti (che hanno portato via tempo ma necessarie visto il contesto haitiano per procedere a una ricostruzione in sicurezza e senza sorprese) è stata fatta a fine giugno, Purtroppo la firma del contratto con la ditta selezionata ha riportato dei ritardi a causa di problemi burocratici nel rilascio da parte della ditta dei certificati di garanzia. Il contratto di costruzione e’ stato firmato il 27 luglio.
- Il piano inziale dei lavori prevedeva la fine dei lavori per il 12 gennaio 2012. A causa di alcuni ostacoli, di natura operativa puramente ordinaria, al cantiere i lavori procedono, al momento, con ritardo rispetto ai tempi e alle fasi stabilite.
La costruzione del complesso sara' terminata per la fine di giugno 2012.
Il cantiere è rimasto sospeso da Gennaio a Febbraio 2012, in quanto i nostri esperti hanno trovato della anomalie nei test sul cemento effettuati sulla struttura e si è voluto di conseguenza procedere a ulteriori analisi che hanno richiesto tempo, considerando il difficile contesto di haiti.
LE CIFRE TOTALI:
L’azione di INTERSOS ad Haiti è partita nel febbraio 2010 con l’avvio di progetti che si prevede saranno portati a termine entro febbraio 2012, con lo stanziamento da parte di AGIRE di 1.520.000,00 € , di questi 1.280.000,00 € sono già stati versati e mentre 240.000,00 € fanno parte di un'ultima tranche ancora da trasferire.
12.000,00 € sono stati donati da AUSER NAZIONALE e utilizzati per la ricostruzione del Sanatorio di Sigueneau.
257.827,20 € sono stati donati da UN-OCHA per il settore del Camp Management.
108.533,62 € sono stati donati da Fabbica del Sorriso- MEDIAFRIENDS e sono destinanti alla ricostruzione della Clinica Esterna Pediatrica del Sanatorio di Sigueneau.
Contesto
Il 12 Gennaio 2010 un tragico e devastante terremoto ha colpito Haiti, provocando secondo le stime ufficiali quasi 200.000 vittime, con circa 3 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria.
I servizi di base sono andati distrutti e i meccanismi di protezione dei più vulnerabili, già precari in uno dei paesi piu poveri e tormentati del mondo, si sono disperatamente indeboliti.
Le priorità per la popolazione a diversi mesi dal sisma restano ancora il cibo, i rifugi, l’acqua e i servizi igienici, l’assistenza sanitaria e la protezione.
L'epidemia di Colera, scoppiata nell'ultima parte del 2010, ha poi messo, e sta mettendo, a dura prova la capacità di resistenza della popolazione. Intersos ha reagito, in coordinamento con tutta la comunità internazionale, intensificando i suoi interventi nel settore Acqua-Sanità con l'installazione di nuove latrine e con campagne per la promozione dell'igiene nei siti dove eravamo presenti.
Oltre tutto questo chiaramente è in corso la grande sfida per la ricostruzione del paese e la ripartenza della vita civile. INTERSOS partecipa al processo di ricostruzione della vita nel paese grazie al supporto di AGIRE e di altri donatori tra cui UNOCHA, MEDIAFRIENDS e di AUSER.
Interventi in corso
INTERSOS dopo la primissima fase di emergenza sta ora proseguendo nella sua attività di supporto alla popolazione colpita dal terremoto con speciale attenzione alle categorie più vulnerabili della popolazione - i bambini - e con attività di ricostruzione di strutture sanitarie.
INTERSOS continua ad assistere le popolazioni ospitate nei campi di Lafferonet e Dampus, mentre nei campi di Mithon e St. Antoine i nostri operatori stanno completando le operazioni di supporto ai primi ritorni spontanei degli sfollati nelle vicinanze della loro abitazione di origine.
Abbiamo realizzato 300 latrine sia per la popolazione nei campi che, in una fase sucessiva, per le famiglie che hanno deciso di rientrare nelle vicinanze delle loro case. Abbiamo installato quattro cisterne ed effettuato servizio di fornitura d'acqua per garantire fin dalla prima fase di emergenza l’approvigionamento di acqua potabile. Per assicurare un rifornimento continuo abbiamo montato un potabilizzatore vicino alla cisterna che convogliava l’acqua del fiume, per controllare il livello di cloro quotidianamente abbiamo coinvolto e formato un responsabile della comunità.
In una fase sucessiva, a sostituzione del rifornimento d’acqua tramite cisterna, abbiamo realizzato 4 pozzi dotati di pompa a mano per l’approvigionamento di acqua potabile, e siamo usciti dunque dalla fase di emergenza. Per garantire sostenibilita’ agli interventi, abbiamo organizzato dei corsi per la manutenzione e il corretto utilizzo delle pompe a mano e formato dei team di promozione all’igiene.
Abbiamo distribuito beni non alimentari di prima emergenza come coperte, materassi, set da cucina e kit igienici. Due team di INTERSOS hanno partecipato alle operazioni di valutazione organizzate dal coordinamento delle Nazioni Unite per la gestione dei campi, il cosidetto ‘cluster per il Camp Coordination e Camp Management’ con l’obiettivo di mappare tutti i campi spontanei presenti nell’area di Leogane e individuare i terreni a rischio di inondazione.
All’interno di questo coordinamento, abbiamo finalizzato con UN-OCHA un progetto per la gestione di altri due siti spontanei (per 6 totali quindi) nell’area di Leogane per un totale di circa 6000 persone. La gestione, come per i siti precedenti, è fatta tramite il coinvolgimento diretto della popolazione per facilitare processi di presa di coscienza e la ripresa del tessuto sociale, garantendo così sia la sostenibilità degli interventi che la possibilità di realizzare efficaci futuri progetti di ricostruzione e sviluppo.
L’intervento ha previsto anche la costruzione di latrine comunitarie per i campi e una prima risposta ai bisogni di acqua tramite il trasporto di acqua potabile e successivamente tramite la costruzione di 5 pozzi profondi.
In un fase successiva, abbiamo supportato la popolazione dei campi desiderosa di avvicinarsi alla propria abitazione, tramite una valutazione della sicurezza del terreno in prossimita’ della propia abitazione per il montaggio della tenda e la costruzione di una latrina famigliare.
Ci siamo da subito impegnati per la ricostruzione del Sanatorio di Siguenau, una delle uniche due strutture sull’isola (l'altra è nella capitale) specializzate nel trattamento di malati di tubercolosi e HIV/AIDS, andata completamente distrutta dal terremoto.
Dopo aver fornito letti e beni di prima emergenza ai pochi pazienti, sui 189 totali che ospita la struttura, costretti a rimanere nel sanatorio in condizioni disperate, siamo partiti col progetto tecnico che prevede la riabilitazione di tutto il complesso. E successivamente alle necessarie fasi di studio iniziali è partita la progettazione con la supervisione di un esperto INTERSOS.
La gara per questo progetto è stata lanciata a Giugno 2010 invitando le 10 ditte piu affermate di Port au Prince e a luglio si è firmato il contratto per la progettazione del "Clinical Plan" elaborato secondo i requisiti e le norme in materia di igiene e salute studiate in concerto con l’ Organizzazione Mondiale della Sanità e le norme prescritte dal Ministero della Salute pubblica e della popolazione. Questo prevede la realizzazione di un centro di eccellenza per la cura delle malattie respiratorie, (tra cui la tubercolosi, la MDRTB tubercolosi relisiente e l'HIV), arricchito da strutture specializzate per servono a migliorare la qualità degli inteventi e alla degenza dei malati: cliniche esterne, laboratori di analisi generiche e specialistiche, unità chirurgica e di emergenza, unità di ricovero per malati per una corta o lunga degenza e un padiglione pediatrico. Si tratta di un progetto molto importante che INTERSOS sta portando avanti con l'aiuto dei fondi ricevuti da AGIRE, MEDIAFRIENDS, PD Lazio, AUSER e altri donatori privati, ma che ha bisogno di un ulteriore sostegno per la sua concretizzazione. Intersos, dopo la stesura dei progetti preliminari dei 18 edifici che compongono il nuovo complesso, si è impegnata nella progettazione esecutiva e nella costruzione di uno dei padiglioni pianificati: La Clinica Esterna.
La sua realizzazione è parte di un programma di interventi concertati con diversi partners coinvolti nella gestione o comunque interessati alla realizzazione del nuovo sanatorio di Leogane come ad esempio l’ambasciata giapponese che interverrà con la costruzione di 4 padiglioni. Terminata la fase di progettazione esecutiva, a marzo 2011, è stata lanciata una nuova gara d’appalto per la realizzazione dell’edificio la cui costruzione sarà ad opera di una impresa edile locale supervisionata da un responsabile di progetto INTERSOS.
I lavori per la realizzazione delle struttura sono stati assegnati a giugno, a luglio il cantiere ha avuto inizio e si concluderà a gennaio. La Clinica Esterna, che segue tutti i principi e gli standards previsti nella progettazione preliminare, è costituita da due aree fondamentali; area adulti ed area dedicata ai bambini ed organizzate secondo una serie di ambulatori specialistici:
- n.2 ambulatori per la TB
- n.1 ambulatorio di cardiologia
- n.1 ambulatorio per la cura dell’asma,
- n.1 ambulatorio per le malattie da tabacco
- n.1 ambulatorio dedicato alle malattie pediatriche
INTERSOS è inoltre attiva con un'importante attività di sostegno di centri ricerazionali e di supporto ai bambini sempre della zona di Leogane. I centri vengono chiamati "Child Friendly Spaces" e sono in totale 4.
L’obiettivo è fornire un servizio di riferimento a organizzazioni e istituzioni specializzate per affrontare i casi sanitari e psicosociali più difficili, organizzare iniziative ricreative per i bambini dei campi, avviare campagne di sensibilizzazione e promozione di comportamenti adeguati per mantener l’igiene, l’uso delle latrine e dell’acqua potabile, la protezione dell’ambiente, in particolare per la gestione dei rifiuti.
L’ong locale ‘Groupe de Réflexion pour l’Encadrement et le Développemment Social’ è il partner haitiano che collabora con noi nelle attività ricreative per i bambini. anche nella formazione di rappre. Il lavoro con una realtà locale e il complete coinvolgimento della comunita’ beneficiaries nella realizzazione delle attivita’ stesse, ci da la possibilità di garantire sostenibilità al progetto e supportare lo sviluppo autonomo della società civile del paese.
Intersos nel Paese
Dopo i primi giorni in cui siamo stati impegnati ad organizzare l’invio di materiali di prima emergenza (tende, potabilizzatori per l’acqua, moduli abitativi temporanei, teli di plastica), INTERSOS nel gennaio 2010 ha inviato ad Haiti una squadra di emergenza per provvedere all’assistenza e al supporto della popolazione colpita dal terremoto. La missione al suo arrivo ha rilevato a Port au Prince un numero consistente di organizzazioni già operanti o pronte ad operare nella capitale a scapito delle aree rurali più vicine al punto da cui il sisma si è manifestato. Abbiamo deciso quindi di concentrare i nostri sforzi nell’area di Leogane. In questa zona, molto vicina all’epicentro, si sono riscontrati danni alle abitazioni dell’ 80-90% e il numero delle vittime ammonta a circa 8000 persone. Di quest’area sono stati identificati i villaggi piu’ colpiti per dare riparo e assistenza alla comunità sfollata. INTERSOS è intervenuta mettendo a disposizione tende e beni di prima necessità per l’allestimento di 4 campi, che sono stati montati nelle vicinanze dei villaggi distrutti per rispettare la volontà degli abitanti di non abbandonare i luoghi originari di residenza. In totale INTERSOS ha gestito un totale di 6 campi fornendo anche l’allestimento dei servizi igienici, l’approvvigionamento di acqua potabile e attivita’ psicosociali per i bambini. Successivamente INTERSOS ha supportato i ritorni volontari di parte della popolazione dei campi nelle vicinanze delle proprie abitazioni.
Testimonianze
Gertrude, Johnny e i loro tre figli sono di Mariani, un paese sulla costa nel comune di Gressier, Haiti. La loro abitazione è stata distrutta nel terremoto che ha colpito l’isola lo...
Di Irina Loria, INTERSOS
Lui mi segue in continuazione e ogni tanto salta intorno ai miei passi con il sorriso sulla faccia. I villaggi haitiani sono pieni dei bambini che ancora...
di Pia Cantini
In queste ultime settimane INTERSOS ha supportato le comunità di Dampus e St. Antoine. Nella zona di St. Antoine, dove la comunità è molto...
Dalla Provincia di LEOGANE, il racconto di Pia Cantini
A 3 settimane dal sisma il villaggio di Dampus, Comune di Logane non era ancora stato visitati e raggiunto da nessuno, come molti...
di Pia Cantini
E’ passato un mese dal tragico terremoto qui ad Haiti, e oggi è una giornata di lutto nazionale, tutto si è fermato, le autorità locali...
Di Marco Rotelli
'Siamo malati' ci dice un po’ fatalmente ma senza tristezza, Lucas, un ragazzo che ci segue nel cortile del sanatorio di Sigueneau mentre camminiamo...
Di Marco Rotelli e Saverio Ojetti
Nell'incontro con le autorità di Léogane, data l'ampiezza delle distruzioni e degli edifici pericolanti, INTERSOS si...
Leogane - Port au Prince
Di Marco Rotelli Capo Missione Intersos
Ad ormai 10 giorni dalla scossa che ha sconvolto Haiti, la sua capitale Port au Prince, rimane bloccata dalle macerie...
Approfondimenti
Nell'ambito degli interventi di Intersos in aiuto alla popolazione di Haiti colpita dal terremoto, vogliamo qui pubblicare la presentazione ufficialmente consegnata da INTERSOS-Haiti al...
In allegato i due documenti pdf:
Progetto originale in lingua inglese, "Proposal of Reconstruction and Rehabilitation", relativo alla ricostruzione e riabilitazione del Sanatorio...
La portaerei Cavour ritorna oggi a Civitavecchia da Haiti. Si è trattato di un’operazione umanitaria? Qualche spunto di riflessione in una nota di INTERSOS.
Oggi rientra...
Gli aiuti umanitari all'estero aprono seri interrogativi sulle competenze e i rapporti istituzionali.
Le emergenze internazionali hanno suscitato, nell’ultimo...
Gallery
|
HAITI |
News
INTERSOS insieme a AGIRE-Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, lancia “Nou Viv! Storie di Vita ad Haiti a due anni dal terremoto”, un viaggio multimediale che racconta...
'Siamo malati' ci dice un po’ fatalmente ma senza tristezza, Lucas, un ragazzo che ci segue nel cortile del sanatorio di Sigueneau mentre camminiamo alla ricerca della direttrice....
Il sisma, la necessità dell’intervento- Il 12 Gennaio 2010, un tragico terremoto ha colpito Haiti, provocando secondo le stime ufficiali quasi 200.000 vittime, con circa 3.000.000 di...















