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YEMEN, DALL’UFFICIO DI SANA’A LA TESTIMONIANZA DEL COORDINATORE INTERSOS

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YEMEN, DALL’UFFICIO DI SANA’A LA TESTIMONIANZA DEL COORDINATORE INTERSOS

19 Set 2011

Sana'a. ‘Dal nostro ufficio si sentono da ore forti esplosioni e raffiche di continuo. La Prima divisione armata del generale Ali Moshen ha allargato il suo raggio di azione e sono in corso degli scontri con l’esercito’. E’ Alessandro Guarino, coordinatore di Intersos in Yemen a raccontare cosa sta accadendo in queste ore nella capitale. ‘Ci sono aerei che sorvolano l’area degli scontri dove ci sono già stati oltre 20 morti. Tutta la zona è chiusa con check point e non si può entrare. Chi sta nell’area non si muove. Alcuni di questi check point  sono a ridosso del nostro ufficio ’. Gli scontri sono cominciati ieri dopo una marcia dei manifestanti antigovernativi che si è svolta in aree normalmente non “utilizzate” per i cortei,  provocando la forte reazione dell’esercito. ‘Si parla anche di una possibile manovra volta a cercare lo scontro ma niente può essere confermato. I movimenti in città sono pochi. L’aeroporto rimane aperto ma può esser raggiunto solo su strade alternative a quella principale dove stanno avvenendo gli scontri’.

‘La gente ha paura ed è tesa’ spiega l’operatore umanitario di INTERSOS. ‘Ad inizio settimana c’erano speranze che finalmente il piano previsto con l’iniziativa dei paesi del Golfo andasse in porto e venisse finalmente approvato dal Presidente. Quanto sta succedendo riporta tutto ad uno stato di indeterminazione e fa temere il peggio, con scontri armati da guerra civile’.

‘A Sana’a oggi il nostro drop in center, il centro di accoglienza per rifugiati e donne vittime di violenza, sta risentendo degli scontri in strada soprattutto perché lo staff yemenita rischia molto ad avventurarsi fuori a casa per raggiungere il centro. Ad Aden, dove comunque c’è tensione, si continua a dare assistenza ai rifugiati, migranti e sfollati che avevano lasciato Abyan dopo le violenze dei mesi scorsi’ continua Alessandro Guarino. ‘Per adesso non è chiaro quale sarà l’effetto umanitario che avranno questi scontri, è difficile capire se ci saranno movimenti di sfollati verso altre città o ritorni in massa verso i villaggi di origine. Ma davvero è ancora presto per dirlo’.

INTERSOS dall’inizio delle violenze in Yemen sta portando soccorso alla popolazione yemenita sfollata a San’a, ad Aden e ad Harad, a pochi chilometri dal confine con l’Arabia Saudita, insieme al lavoro che svolge dal 2008 in favore dei rifugiati e migranti dal Corno d’Africa.

Per informazioni e interviste con Alessandro Guarino, coordinatore in Yemen:
Ufficio Stampa INTERSOS
Paola Amicucci
328.0003609 - comunicazione@intersos.org

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