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Somalia
VA CERCATA UNA SOLUZIONE POLITICA E TROVATO UN DIALOGO CON I MOVIMENTI ISLAMISTI IN SOMALIA
26 Lug 2011
Al Meeting alla FAO per sollecitare i governi a prendere impengi concreti per l'EMERGENZA CORNO D'AFRICA ha partecipato Nino Sergi, presidente INTERSOS, con un suo contributo.
INTERSOS, ONG umanitaria, è presente in Somalia e nella regione da 20 anni.
Un grande ringraziamento per questo incontro e per gli ulteriori impegni che saranno presi dai governi e dalle istituzioni finanziarie internazionali.
Nella sua introduzione il Direttore Generale Jacques Diouf, ha toccato un punto che voglio riprendere, perché strettamente legato alla questione di cui stiamo parlando.
Oggi la comunità internazionale ha il dovere di intervenire con urgenza per il salvataggio di centinaia di migliaia di persone colpite dalla crisi e di pianificare le operazioni necessarie allo sviluppo della produzione agricola e alimentare.
La crisi che ci sciocca oggi continua - sicuramente meno acuta, ma con una sofferenza permanente - da anni per centinaia di migliaia di sfollati e rifugiati a causa di problemi irrisolti. Ci sono infatti questioni politiche che la comunità internazionale non ha voluto guardare con attenzione rinunciando a fare tutto il possibile per contribuire a risolverli, definitivamente.
Ne cito due in particolare.
1) Il conflitto tra Etiopia ed Eritrea, che pesa sulla regione e in altri conflitti come quello in Somalia o all'interno della stessa Etiopia, con le conseguenze umanitarie che tutti conosciamo. Spero - è un appello urgente - che questa nuova crisi, vera catastrofe umanitaria, sia l'occasione per una decisione della Politica, dei governi e delle istituzioni internazionali di prendere il controllo di questo problema e contribuire con forza e decisione alla sua soluzione.
2) Somalia. Le istituzioni di transizione sono riconosciute e sostenute dall'Unione Africana e dalla comunità internazionale. E 'giusto e positivo. Bisogna però guardare la situazione sul terreno e riconoscere che in questo momento otto regioni del centro-sud sono occupate dagli Shabab e ISBUL-Islam. Nel 2006 la comunità internazionale ha rifiutato di aprire un dialogo politico con le Corti islamiche ed è stato un errore. Oggi, anche se in un contesto diverso, rischiamo di fare lo stesso errore. L'apertura di un dialogo politico con gli Shabab e ISBUL-Islam non può essere evitato, ci piaccia o no. I risultati sono incerti, quasi zero all'inizio, ma vale la pena provare con convinzione.
Un po' più di coraggio da parte della comunità internazionale potrebbe contribuire a risolvere i problemi politici e la pace duratura e, di conseguenza, evitare le crisi umanitarie che si ripetono, causando sofferenze a un numero crescente di persone.
Grazie.
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