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TIPPY-TAP: BASTA POCO PER UN GRANDE AIUTO IN SUD SUDAN

news / SudSudan

TIPPY-TAP: BASTA POCO PER UN GRANDE AIUTO IN SUD SUDAN

15 Lug 2010

Anche le cose apparentemente inutili che normalmente finirebbero nella spazzatura possono aiutare a salvare delle vite in un campo profughi. Per esempio i contenitori di olio da cucina usati, con l’aiuto di un po’ di spago, possono essere trasformati in Tippy-Tap, dei piccoli lavandini portatili per lavarsi le mani.
Il vantaggio è duplice: oltre a essere costruiti con materiali di scarto, quindi a costo zero, e facilmente reperibili nel campo, questi lavandini consentono di ridurre al minimo gli sprechi di acqua pulita.
INTERSOS ha introdotto i Tippy-Tap come parte di una campagna di sensibilizzazione sull’igiene a Ezo, in Sud Sudan, dove aiutiamo 3000 rifugiati congolesi nel campo di Napere e assistiamo altri 11.000 sfollati interni. Con l’arrivo della stagione delle piogge il campo è scivolato in un’emergenza sanitaria per lo scoppio di un’epidemia di diarrea acuta (AWD), causata dall’uso improprio dell’acqua. Gli operatori INTERSOS si sono subito impegnati  per incrementare le attività di promozione dell’igiene. Hanno visitato i rifugi del campo per sensibilizzare ogni famiglia sui comportamenti più pericolosi e su cosa bisogna fare per limitare i rischi: bere acqua pulita, usare le latrine e lavarsi le mani prima di cucinare e di mangiare. In questa stagione dell’anno, con ruscelli e pozzi naturali pieni, per le famiglie è diventato molto più semplice procurarsi l’acqua da queste fonti spontanee e incontrollate piuttosto che dai pozzi sicuri, spesso lontani dalle loro case. Non si tratta solo di un problema di comodità, a questo si aggiunge infatti anche un fattore culturale. Un operatore comunitario congolese spiega che soprattutto le persone più anziane preferiscono bere l’acqua dei ruscelli anche se a rischio perché “è così che hanno sempre fatto e per loro è naturale”.
Per rispondere all’emergenza è indispensabile anche fornire ai rifugiati e agli sfollati gli strumenti adeguati per procurarsi e conservare acqua pulita. Molte famiglie, infatti, hanno solo uno o due contenitori che usano per l’acqua da bere e per cucinare e per quella per lavarsi. Inoltre, si tratta spesso di semplici secchi lasciati aperti, nei quali l’acqua si contamina facilmente. Sono state quindi distribuite 3000 taniche e 1900 secchi con coperchio e tappo per migliorare la conservazione dell’acqua potabile delle famiglie. Per disinfettare l’acqua raccolta sono state distribuite tavolette di cloro. Le attività di promozione dell’igiene restano comunque lo strumento primario per evitare epidemie di questo tipo ed è per questo che sono state estese anche alla scuola del campo. L’obiettivo è produrre un cambiamento duraturo nel comportamento dei bambini educandoli fin da piccoli a corrette pratiche igieniche, prevenendo in questo modo nuovi episodi di contaminazione delle risorse idriche.

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