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SUD SUDAN: SPIRALE DI VIOLENZE NELLO STATO DEL JONGLEI

news / SudSudan

SUD SUDAN: SPIRALE DI VIOLENZE NELLO STATO DEL JONGLEI

7 Set 2009

di Alda Cappelletti, Coordinatrice Sud Sudan

Non accenna a interrompersi la spirale di violenze tribali che sta martoriando il Sud Sudan dall’inizio dell’anno e che ha provocato finora 200 vittime e oltre 250 mila sfollati. Lo Stato del Jonglei è quello più colpito: continui scontri tra le tribù dei Dinka, dei Murle e dei Lou Nuer. L’ultimo grave episodio risale al 28 agosto scorso quando, nella contea di Twich East, si sono contati 42 morti, tra cui 7 soldati dell’esercito regolarizzato dello SPLA (Sudan people liberation army), e oltre 60 feriti, i più gravi dei quali evacuati dalla Missione di pace delle Nazioni Unite UNMIS nella capitale Juba; le violenze hanno causato un numero ancora imprecisato di sfollati che si sono riversati nelle cittadine di Panyagor e Wonglei, nella contea Twich East.
La contea è una delle maggiori aree di intervento di INTERSOS, che lavora nei villaggi di Wonglei e di Pan Piol supportando le fasce più deboli della popolazione, in particolare le donne e i bambini. Insieme alla costruzione di una scuola elementare, sono stati formati gli insegnanti locali ed è stata avviata un’associazione di insegnanti e genitori per la gestione della scuola; la costruzione di un centro per le donne è stata accompagnata da corsi di formazione professionale - corsi di alfabetizzazione, taglio e cucito, panificazione -e dalla distribuzione degli strumenti per dare inizio ad attività commerciali delle donne di Wonglei.
In un recente incontro tenutosi nella città di Bor, necessario ad organizzare una missione di soccorso congiunta delle agenzie delle Nazioni Unite e delle ONG presenti sul territorio, il Governatore dello Stato del Jonglei Kol Manyang ha sottolineato come non si debba parlare di guerra tribale e come tutti gli scontri rientrino nella categoria dei furti di bestiame che si verificano tradizionalmente ogni anno. Questa affermazione contrasta, tuttavia, con il fatto che la popolazione civile, soprattutto donne e bambini, sia oggetto di violenza come mai in passato, segnando quindi nella natura degli scontri un cambiamento profondo.
Le violenze continue rischiano di minare lo svolgimento delle prime elezioni multi partitiche del Sudan che si terranno nell’Aprile del 2010. Se gli scontri persistono sarà difficile garantire il voto elettorale nelle aree colpite così come condurre le attività di sensibilizzazione. Le elezioni dell’Aprile 2010 sono fondamentali per il successo degli accordi di pace firmati nel 2005 che hanno segnato la fine di una delle più lunghe e sanguinose guerre civili africane.
Il 14 settembre prossimo a Bor, nell’istituto intitolato a John Garang, è convocata una conferenza di pace alla quale sono stati invitati 230 delegati provenienti da tutte le contee dello Stato ed appartenenti ai maggiori gruppi etnici. Nonostante i delegati Murle abbiano fatto sapere di voler disertare l’iniziativa, le speranze della società civile sudanese sono comunque riposte in questi tre giorni di conferenza che potrebbero riportare la pace nello Stato del Jonglei.
 

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