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A NOWSHERA E CHARSADDA TORNA IL MIELE DEGLI APICOLTORI LOCALI

news / Pakistan

A NOWSHERA E CHARSADDA TORNA IL MIELE DEGLI APICOLTORI LOCALI

27 Ott 2011

A più di un anno dall’alluvione che ha devastato il Pakistan INTERSOS prosegue il suo impegno in favore della popolazione colpita col sostegno al settore dell’apicoltura, pesantemente danneggiato dalle inondazioni del 2010, che avevano spazzato via le fragili strutture utilizzate per la produzione del miele.Da settembre 2011 in 10 villaggi dell’area di Nowshera e Charsadda abbiamo iniziato la distribuzione di kit di attrezzature per l’apicoltura e di 5 arnie per ciascuno dei 400 apicoltori coinvolti; per migliorare le loro competenze sono anche iniziati corsi di formazione di 5 giorni destinati a 40 apicoltori per ciascun villaggio. Il quinto giorno di formazione abbiamo coinvolto anche le mogli degli apicoltori: la formazione delle donne nasce dalla necessità di integrarle e coinvolgerle nelle fasi produttive e distributive della filiera del miele. L’esclusione sociale delle donne purtroppo segna fortemente le aree agricole e periferiche e il loro ruolo attivo, fondamentale nell’economia familiare, è oscurato.Le alluvioni hanno colpito un tessuto economico e produttivo già molto debole, segnato da povertà e mancanza di mezzi economici. L’apicoltura è un’attività ad alta potenzialità, estremamente diffusa e radicata in Pakistan e costituisce un settore produttivo tradizionale riconosciuto e apprezzato. La produzione pakistana ignora i prodotti legati al miele come propoli, cera e pappa reale, tutti importati dall’estero. Come racconta Calogero Di Gloria, operatore INTERSOS in Pakistan, i produttori pakistani non riescono ad arrivare sul mercato locale perché non sono in possesso né di competenze tecniche di produzione e di distribuzione né di attrezzature adeguate. “L’esempio più classico è quello della raccolta del miele: il miele in questo momento viene raccolto nei bidoni di gasolio” spiega Di Gloria. La scarsità di risorse economiche impedisce a questi produttori di avviare una equa e giusta filiera produttiva: il miele dei piccoli produttori arriva al mercato locale di Tarnab in taniche da 50 kg; da qui è acquistato, ad un prezzo sottostimato, da intermediari e distributori che si occupano di commercializzarlo e distribuirlo in Arabia Saudita.Per migliorare la vita degli apicoltori e delle loro famiglie si sta innalzando la qualità e l’igiene del miele: gli operatori INTERSOS si sono rivolti all’unica azienda produttrice della zona per integrare il processo produttivo con il confezionamento di barattoli di miele da un 1kg e la corretta etichettatura. In questo modo si vuole contribuire a creare una catena distributiva autonoma e certificata. Gli operatori impegnati nel progetto raccontano di una popolazione che ha risposto con ottimismo al rilancio della loro economia.“Con la comunità degli apicoltori di Nowshera si sta creando uno splendido rapporto” spiega Filippo Mancini, operatore umanitario da Peshwar. “E’ alta la consapevolezza di questi apicoltori incontrati tra Mohib Banda, Banda Sheikh Ismail, Banda Mullah Khan, i primi villaggi devastati dalla piena del fiume Kabul. Una zona dove campi coltivati e distese di arnie, case in mattoni, strade polverose, bambini, mucche, cavalli e asini, piccole botteghe e furgoncini stracolmi di umanità si mescolavano ma che poco più di un anno fa erano sommersi dalle acque del fiume. Gli apicoltori ci raccontano dell’impotenza provata quando non sono riusciti a mettere in salvo le proprie arnie, viste scivolar via dalla forza del fiume, o della rabbia per averle credute al sicuro nel cortile della casa e poi aver assistito all’arrivo della piena che ha inghiottito tutto. Ora possono ricostruire il futuro delle proprie famiglie conclude Filippo.

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