LA VIOLENZA GLOBALIZZATA E IL LAVORO UMANITARIO, NE DISCUTIAMO INSIEME
10 Set 2010
Come affrontare gli effetti di conflitti armati, di attentati e violenze diffuse che investono sempre piu' regioni del mondo? Per cercare una risposta efficace alla difficile domanda INTERSOS ha partecipato alla tavola rotonda 'La globalizzazione della violenza: conseguenze e risposte'.
L'evento prestigioso dal 9 all'11 settembre a Sanremo con ospiti da tutto il mondo è al centro delle celebrazioni per il 40esimo Anniversario dell'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario. Per INTERSOS, che lavora in molti paesi coinvolti in conflitti armati e in contesti di estrema insicurezza - dalla Somalia al Darfur e al Ciad, arrivando all’Afghanistan – è di grande interesse confrontarsi con esperti internazionali per migliorare i propri interventi umanitari.
Il cambiamento radicale della natura dei conflitti armati negli ultimi venti anni, con la crescita di attentati devastanti, con l’irruzione di nuovi attori come milizie paramilitari, insorgenti, ribelli e gruppi privati di sicurezza, con la travalicazione dei confini nazionali e con sempre maggiori conseguenze sulle popolazioni civili, coinvolge anche gli operatori umanitari che sono schiacciati da minacce incrociate, impediti nel loro lavoro di assistenza umanitaria e in alcuni gravi casi anche vittime della violenza stessa.
La globalizzazione della violenza è oggi una delle sfide da affrontare dal Diritto Umanitario. La riduzione dello spazio umanitario, la complessità di operare in regioni in stato di estremo bisogno ma fortemente pericolose richiede che si lavori per dare un quadro giuridico condiviso per ridurre i rischi e riuscire a portare aiuto alle vittime. E’ fondamentale per le ong operare attraverso l’imprescindibile neutralità e imparzialità dell'azione umanitaria, riconoscendo e analizzando il contesto e mantenendo coerente il ruolo di ogni organizzazione umanitaria.
Tra le personalità di spicco del mondo diplomatico, accademico, umanitario e politico che hanno portato la loro esperienza Jakob Kellenberger, presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa di Ginevra e William Lacy Swing, direttore generale OIM, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni di Ginevra e Patricia O’Brien, segretario generale aggiunto per gli Affari Giuridici delle Nazioni Unite.
Marco Rotelli, direttore generale INTERSOS
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