HAITI A 6 MESI DAL SISMA
13 Lug 2010
Le attività iniziate subito dopo il terremoto del 12 gennaio scorso nell’area di Leogane servono a dare assistenza e riparo a migliaia di persone rimaste senza casa, assicurando alle comunità assistite il ripristino delle condizioni essenziali alla ripresa della vita quotidiana. Siamo impegnati nella protezione e nel miglioramento del benessere psicosociale della popolazione colpita, con attenzione particolare alle categorie più vulnerabili (donne, anziani, bambini), per consentire l’elaborazione del trauma attraverso esperienze e laboratori ludico- ricreativi. Obiettivo di ricostruzione: riabilitare il Sanatorio di Sigueneau per consentire di riprendere la cura degli oltre 190 pazienti affetti da HIV/Aids e tubercolosi ora sfollati.
Intersos è presente ad Haiti nei villaggi di St.Antoine e Lafferonet, nel Municipio di Gressier, e Mithon, Dampus, Flon, Croix-de-Perés, Mariani, Corridor e la città di Leogane, nel Municipio di Leogane.
In totale i beneficiari diretti delle attività del progetto sono ad oggi circa 12.450, mentre sono circa 31,000 i beneficiari indiretti che godono del miglioramento delle condizioni igieniche.
Abbiamo distribuito 255 tende, di queste 239 in campi spontanei nei villaggi di Mithon, Dampus, S.Antoine e Lafferonay, e 16 a scuole, orfanotrofi e nel Sanatorio di Sigueneau. Abbiamo fornito anche 1.885 plastic sheets sia agli sfollati che hanno trovato riparo nei campi spontanei di S.Antoine, Dampus, Mhiton, Flon, Croix-de-Perés, Mariani e Corridor che alla popolazione dei 25 quartieri che compongono il villaggio S.Antoine, permettendo loro di restare vicini alle proprie case. In totale sono 12.312 le persone che hanno ricevuto materiali di protezione. Inoltre sono stati organizzati in ogni sito dei Team, interamente composti dai beneficiari, che hanno ricevuto una sessione di formazione sul montaggio delle tende e sullo scavo di canali di scolo per favorire il drenaggio della pioggia. Successivamente sono stati supportati e supervisionati durante il settaggio dei campi e abbiamo fornito loro il materiale necessario per scavare i canali di scolo. Le operazioni di drenaggio sono ancora in corso a Lafferonay e sono state già completate a Dampus.
Sono 9.980 le persone che hanno ricevuto beni di prima necessità quali set per cucina, kit igienici, materassi, coperte, taniche per il trasporto dell’acqua e lampade solari, distribuiti nei campi spontanei, nei quartieri e nei villaggi dell’area di St.Antoine e nelle strutture di accoglienza come ospedali, orfanotrofi e scuole. Negli orfanotrofi e negli ospedali sono stati anche distribuiti biscotti energetici per i bambini (forniti attraverso il contributo di AGIRE) e alcuni kit di giochi forniti da Unicef.
Sono state costruite circa 150 latrine familiari e i primi 38 blocchi di latrine nei campi spontanei di S.Antoine, Dampus e Mithon e abbiamo avviato una sessione di formazione sul loro uso e mantenimento. A Dampus abbiamo avviato delle attività di promozione dell’igiene rivolta alla popolazione del campo, alle famiglie che hanno una latrina familiare e ai bambini nei ‘Child friendly spaces’. Abbiamo distribuito 150.000 litri d’acqua potabile con un servizio di trasporto cisterna ai campi di S.Antoine e Dampus. In questo modo 675 persone hanno beneficiato di 14.814 litri di acqua al giorno per bere, cucinare e lavarsi. Sono state individuate le posizioni di scavo dei pozzi in cui verranno installate delle pompe a mano e stiamo prendendo contatto con le autorità competenti e con le ditte.
INTERSOS in linea con le strategie dei cluster, sta lavorando con i comitati delle comunità beneficiarie per supportare processi di ritorno volontario delle popolazione dei campi spontanei. Non si parla ancora di ritorno alle proprie case, che richiederà attente valutazioni da parte di team tecnici ufficiali organizzati in coordinamento dal governo e dalle nazioni unite (UNOPS), ma piuttosto si vuole supportare, laddove c’è la possibilità senza rischi, l’avvicinamento dei beneficiari ancora presenti nei campi, alle proprie abitazioni sia valutando e consigliando tramite i nostri tecnici rispetto all’esistenza di rischi, sia aiutando nel trasferimento della tenda/plastich sheets dai campi, che tramite la costruzione di latrine temporanee familiari. Il prossimo passo sarà verificare casa per casa che le indicazioni fornite dai tecnici siano state rispettate.
INTERSOS ha partecipato alle attività del Cluster Education e del Cluster Protection sia a Port au Prince che a Leogane, focalizzando l’attenzione soprattutto sul Coordinamento per i Centri Ricreativi per bambini e la ripresa delle attività scolastiche. Abbiamo svolto delle indagini nelle aree di intervento per capire meglio i bisogni della popolazione e fornire dei servizi appropriati. Abbiamo realizzato e attivato 4 Centri Comunitari/ Child Friendly Spaces, dove vengono svolte attività ricreative e di sensibilizzazione. E’ stato inoltre considerato uno spazio per l’approvvigionamento di piccole quantità di acqua per i bambini. Questi spazi sono stati attrezzati con delle latrine e delle tende per permettere delle attività al chiuso durante i mesi di pioggia; inoltre sono stati forniti di kit ricreativi e materiale educativo. I bambini registrati per essere inseriti nelle attività dei Child Friendly Space sono 410 e vivono sia nei campi di S.Antoine, Dampus, Mithon e Lafferonet che nelle aree adiacenti. Questo proprio nella logica di sostenere anche la popolazione che ha scelto di restare a vivere nei propri villaggi.
Invece di assumere staff indipendente, abbiamo scelto (almeno per la fase iniziale di “formazione on the job” a animatori appartenenti alla comunità beneficiaria in modo da garantire la sostenibilità dell’attività stessa) di stipulare un accordo con la ONG locale ‘Group de Reflexion pour l’Encadrement et le Developpement Social’, già operativa da diversi anni nel settore sociale e nel lavoro con i bambini. Tutto il personale inoltre ha ricevuto una sessione di formazione sulla promozione dell’igiene, il prossimo passo sarà quello di assicurarsi che coloro che sono stati formati trasmettano le proprie conoscenze ai bambini dei Centri e ai loro genitori.
Abbiamo lavorato anche per facilitare il ritorno dei bambini a scuola nelle aree di St. Antoine, Mithon, Dampus e Lafferonet attraverso diversi incontri con i direttori degli istituti scolastici e Unicef, fornendo dati sullo stato delle scuole, sul personale scolastico e sui bambini che frequentavano gli istituti prima del terremoto.
Stiamo preparando l’avvio di attività di sensibilizzazione, in particolare, oltre alla ‘Back to School Campaign’, realizzeremo una campagna di ‘Hygiene promotion’ mirata soprattutto alle donne e si sta studiando la possibilità di realizzare una campagna di ‘ Environmental promotion and Risk Preparedness’, visto il pericolo costante di cicloni, alluvioni e terremoti. In particolare per le attività legate alla promozione di corrette abitudini igieniche, il personale locale di INTERSOS ha ricevuto una formazione ad hoc da UNICEF secondo la metodologia Training of Trainers (ToT) e stiamo ora pianificando la formazione dei beneficiari sul terreno da parte del nostro personale.
Per quanto riguarda il supporto ai casi particolarmente vulnerabili, in un primo momento, in coordinamento con i comitati comunitari abbiamo identificato le persone più bisognose di aiuto e le abbiamo messe in contatto con le ong che svolgono servizi di assistenza. Stiamo lavorando per garantire la sostenibilità dell’intervento, l’obiettivo è rafforzare le reti di solidarietà all’interno della comunità . Per questo motivo formiamo lo staff dei Centri comunitari e i comitati su come identificare i casi di persone più vulnerabili e come metterli in contatto con le organizzazioni competenti.
Siamo inoltre subentrati nella gestione delle attività dei campi di Shekina e Cospic, dove portiamo avanti programmi Cash for work per la costruzione di un centro comunitario e di sistemi di drenaggio dell’acqua piovana. L’attività più importante è quella di dare supporto alle famiglie che scelgono di lasciare il campo per tornare a vivere vicino alle proprie case, il compito attuale è quello di censire i nuclei familiari in partenza e informare dettagliatamente chi si occupa di accoglierli nei villaggi d’origine.
Siamo impegnati nella riabilitazione del Sanatorio di Sigueneau, una delle due strutture pubbliche presenti nel paese e specializzata nel trattamento di malati di tubercolosi e HIV/AIDS, andato completamente distrutto dal terremoto. Abbiamo portato a termine complicati processi di accreditamento con il Ministero della Sanità di Haiti e con l’OMS e abbiamo ricevuto le autorizzazioni da parte del Ministero dei Lavori Pubblici per gli standard di ricostruzione. Stiamo lavorando nel contempo al progetto tecnico che prevede almeno la riabilitazione delle strutture essenziali del Sanatorio. Stiamo inoltre prendendo contatti con altre realtà umanitarie presenti nel Paese nell’ottica di creare una sinergia con il progetto AGIRE che permetta di effettuare l’intera ristrutturazione del Sanatorio.
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