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BOSNIA ELEZIONI GENERALI 2010 - ATTESA E SPERANZE PER IL FUTURO

news / Bosnia-Erzegovina

BOSNIA ELEZIONI GENERALI 2010 - ATTESA E SPERANZE PER IL FUTURO

1 Ott 2010

Domenica 3 Ottobre la Bosnia Herzegovina e’ stata chiamata alle elezioni generali, che concludono una campagna elettorale iniziata il 3 di Settembre.

                                                            In realta’ pero’ come dice Vedad Kadic, Coordinatore Nazionale della missione INTERSOS nel paese, “il clima pre-elettorale ha condizionato negativamente la gia’ complicata situazione politica fin dall’estate”. Come rilevano molti osservatori internazionali infatti, soprattutto nella Federazione della Bosnia Herzegovina, la piu’ grande delle due entita’ che, insieme alla  Republika Sprska a maggioranza serba, compongono il paese, la confusa e sovraccaricata burocrazia ha da tempo portato ad una sostanziale paralisi del paese.

La campagna elettorale, in cui ben 47 partiti, 11 coalizioni e 13 candidati indipendenti si affrontano a suon di slogan piu’ o meno accativanti, ha oltremodo contribuito a rallentare, se non a bloccare del tutto il sistema politico, condizionando cosi decisioni fondamentali per la vita della Federazione e dell’intera Bosnia: la nomina dei nuovi giudici della Corte Costituzionale della Federazione di Bosnia Herzegovina continua a slittare, mentre, come racconta ancora Vedad, “per l’intera legislatura (iniziata nel 2006) nessun progresso si e’ verificato nell’iter legislativo per l’abolizione dei visti richiesti ai cittadini bosniaci per la circolazione in Europa. Poi, negli ultimi due mesi si e’ verificata un’improvvisa accelerazione, che sa molto di mossa pre-elettorale, che ha portato all’approvazione del documento finale da sottomettere al meeting dei 27 Ministri dell’Interno dell’Unione”.

Le risorse pur ampie del paese rimangono largamente non sfruttate, mentre gli investimenti, nazionali e stranieri, sono scoraggiati dal clima politico e dalla citata diffusa corruzione che ne condiziona le possibilita’ di profitto. Il timore degli osservatori internazionali piu’ accreditati e’ che un risultato incerto alle prossime elezioni provocherebbe un’ulteriore stallo e minerebbe la possibilita’ di condurre quelle necessarie riforme politico-amministrative, che, partendo dalla Federazione, influenzerebbero necessariamente e positivamente l’intera Bosnia. Il rischio, per alcuni concreto, e’ che le tensioni sociali, gia’ presenti e legate soprattutto alla crisi economica, possano nuovamente sfociare in scontri e violenze inter-etniche, che riportano alla mente i tragici anni del conflitto serbo-croato-bosniaco.

Segnali positivi si riscontrano comunque nella mobilitazione della societa’ civile e delle ONG nazionali, come conclude Vedad “che hanno condotto una ampia campagna di sensibilizzazione sui risultati della classe politica e sulla effettiva ed urgente necessita’ di rinnovamento (soprattutto l’organizzazione Centro per le Iniziative Civili – CCI). La campagna ha anche sottolineato la necessita’ di recarsi al voto, per scongiurare il rischio di un previsto alto tasso di assenteismo alle prossime elezioni”. Lo stesso rinnovamento dei partiti , soprattutto di quelli che si presenteranno nella Federazione Bosniaca, sembra costituire un confortante segnale di rottura col passato. Buona parte del futuro della Bosnia, della sua stabilita’ economica, della convivenza pacifica delle varie anime che la compongono, del suo ingresso in Europa, dipendono dalla forza con la quale il paese sapra’ reagire allo stallo attuale, a partire da Domenica.

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