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LE DONNE NELLA SOMALIA IN CARESTIA, VIOLENZE E ABUSI IL PRIMO PERICOLO

approfondimenti / Somalia

LE DONNE NELLA SOMALIA IN CARESTIA, VIOLENZE E ABUSI IL PRIMO PERICOLO

9 Ago 2011

La situazione dei diritti umani in Somalia è disperata. Mentre fuggono dalla Somalia per  cercare sicurezza, le donne e le ragazze attraversano zone dove si aggirano gruppi armati e banditi, e giungono spesso in campi affollati e potenzialmente pericolosi. La protezione delle donne a rischio in questa crisi e’ un aspetto urgente visto le continue minacce per la loro vita.Le violenze di genere (GBV) - più specificamente lo stupro e altre forme di violenza sessuale, violenza domestica e le mutilazioni genitali femminili - sono problemi gravi in tutte le regioni della Somalia.

I conflitti per le scarse risorse sono aumentati durante la siccità e mettono le donne e le ragazze di fronte a un ancora più alto rischio di subire violenze sessuali. La scarsità di risorse basilari per la sopravvivenza puo’ anche creare tensioni nei nuclei familiari con il rischio di violenza domestica; le famiglie a volte ricorrono a pratiche tradizionali dannose come i matrimoni precoci e forzati, per proteggere i beni materiali della famiglia. Ma la violenza sessuale e lo stupro sono la più grande preoccupazione per donne e ragazze in fuga dalla siccità in tutta la Somalia.

Secondo la valutazione effettuata dalla IRC – International Rescue Commitee nel luglio 2011 le violenze contro le donne e le ragazze sono sempre di piu’ perpetrate all’interno dei campi sfollati. Nei campi la violenza sessuale è diffusa, in modo particolare quando le donne e le ragazze si spostano per raccogliere legna da ardere o per usare la foresta per i propri bisogni. Infatti, durante la siccità le donne e le ragazze spesso devono camminare molto a lungo per trovare le fonti d’acqua o per utilizzare i servizi igienici - aumentando la loro esposizione alla violenza e agli abusi sessuali. Di conseguenza, la mancanza di accesso ai servizi di base crea forti problemi per la protezione delle donne. Per questo c’e’ bisogno di latrine costruite in modo appropriato e sufficienti, distribuzioni sicure dei beni umanitari (le donne riferiscono che subiscono violenza ai punti di distribuzione da uomini che si spingono a forza verso la cima delle file o che rubano gli aiuti a donne e ragazze).

Spesso le donne e le ragazze vivono nelle zone di periferia dei campi poco illuminate e insicure, in rifugi che non hanno serrature e che le lasciano esposte a furti, intrusioni e molestie. Le donne e  le ragazze single  più spesso vivono in tende e rifugi di fortuna, senza alcuna garanzia di sicurezza. Donne e ragazze denuciano che gli attacchi violenti ai loro ripari avvengono soprattutto durante la notte.

L'esclusione economica che espone le donne a violenza sessuale e abusi, la stigmatizzazione sociale, la generale mancanza di servizi sanitari e psico-sociali stanno influenzando le donne sopravvissute con effetti devastanti: una ricerca sulla violenza sessuale intrapresa su circa 600 casi di stupro mostra che dopo un periodo di 6 mesi, il 10% delle donne aggredite si e’ suicidata e il 25% e’ scomparso.

L’esperienza maturata dai conflitti passati rivela che le importanti differenze tra gli uomini e le donne spesso non sono riconosciute dalla comunità umanitaria. Le possibilità di accesso al cibo, alla salute, alloggio, acqua potabile e servizi igienici sono diversi per uomini e donne. Report dal campo evidenziano un forte aumento di abusi contro la popolazione sfollata dalla Carestia in cerca di cibo. Tra questi saccheggi, aggressioni, estorsioni, e lo stupro delle donne. D'altra parte, i ragazzi e gli uomini si trovano si fronte ad un alto rischio di essere arrestati e reclutati forzatamente da gruppi di insorti. Le norme sociali in Somalia possono limitare il diritto delle donne di muoversi liberamente, soprattutto la sera e in alcune zone ad alto rischio. Nel Sud, i movimenti per le ragazze e le donne sono limitati e le donne non sono in grado di muoversi liberamente per accedere ai servizi di base. Dove i servizi sanitari sono forniti da medici di sesso maschile, le donne non possono accedervi. Le donne tra i 13 e i 24 anni sono più colpite dalla violazioni dei diritti rispetto ai maschi.

Le sopravvisute alle violenze spesso non ricevono le necessarie cure salvavita perché non si sentono protette e sicure. Molte temono che le loro famiglie le biasimino, che le comunità le respinga come "reiette" con l’accusa di essere una vergogna per le famiglie.

Gli interventi di INTERSOS si prendono cura delle sopravvissute alle violenze e si concentrano sulla riduzione dei rischi delle violazioni attraverso la creazione di opportunità di sostentamento. Lo staff di INTERSOS che sta affrontando l’emergenza Carestia in Somalia sta dando una risposta alle donne vittime attraverso il coinvolgimento dei servizi sanitari disponibili, garantendo l'accesso gratuito alle cure mediche per le chi ha subito violenza e sistemi di protezione e prevenzione insieme alle Comunita’sfollate, le prime che devono attivarsi per dare sicurezza alle donne piu’vulnerabili.

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