 |
INTERSOS
PER LE POPOLAZIONI DELL'IRAQ
Roma, 20 maggio 2003
Care amiche, cari amici,
l’emergenza in Iraq è solo in piccola parte dovuta
alla guerra. Ci eravamo preparati ad accogliere rifugiati
nei paesi confinanti, a ricostruire abitazioni e infrastrutture
sociali, a riaccompagnare a casa migliaia di sfollati. Fortunatamente
la guerra – pur nella sua drammaticità –
è finita presto, senza provocare gli orrori che abbiamo
sempre visto nel passato, salvo l’enorme quantità
di ordigni esplosivi, sparsi ovunque, che quotidianamente
uccidono o feriscono.
Strana sensazione quella che si ha ora in Iraq: il vecchio
non c’è più, ma il nuovo non esiste ancora
e tarda a stabilizzarsi. L’Iraq è in una incerta
e pericolosa fase di transizione, di malintesa e contraddittoria
“libertà”, in cui possono esprimersi sia
il buon senso e l’assunzione di responsabilità,
sia la delinquenza accompagnata da saccheggi e da impunità.
La guerra è stata preparata con attenzione. Purtroppo
non è stata data altrettanta importanza alla costruzione
della pace: il dopo guerra è infatti troppo carico
di incertezze, di superficialità, di errori. Se questa
fase si prolungasse ancora a lungo, senza dare le necessarie
risposte per governare il paese e costituire la nuova rappresentanza
politica della società, allora il rischio di una grave
emergenza sociale e forse umanitaria potrebbe trasformarsi
in realtà.
Esiste in Iraq uno stato di povertà generalizzata,
con punte di estrema miseria ed emarginazione, che durano
da anni e sono andate crescendo con la sciagurata gestione
del potere di Saddam Husseyn aggravata dalle sanzioni economiche
e dall’isolamento internazionale degli ultimi tredici
anni. Abbiamo visitato molte località, da Nord a Sud:
Mosul, Baghdad, Karbala, Ad Diwaniya, Bassora e abbiamo cercato
di individuare alcuni tra i più gravi problemi sociali
per capire dove intervenire con priorità.
Abbiamo subito provveduto a fornire tre tonnellate di medicinali
e materiali medicali all’ospedale pediatrico Al Mansur
di Baghdad, 200 posti letto, per garantire la continuità
delle attività ospedaliere e di pronto soccorso nell’immediato
periodo del dopo guerra. Un’altra fornitura è
prevista per il mese di giugno.
Due altri interventi saranno realizzati a partire dalla fine
di maggio.
Il primo è finalizzato alla rapida bonifica di aree
infestate da mine e ordigni esplosivi: una dozzina di operatori
umanitari dell’Unità per la Mine Action di INTERSOS
provvederanno a sminare, bonificare, individuare aree pericolose,
educare la popolazione – ed in particolare i bambini
– al rischio rappresentato dagli ordigni esplosivi.
Ogni giorno infatti vi sono bambini feriti o uccisi dall’esplosione
di ordigni con cui stavano giocando.
Il secondo si propone di ridare dignità a persone sole,
abbandonate a sé stesse. Si tratta di sostenere un
migliaio di anziani soli, donne e uomini, collocati in cinque
ospizi, alcuni dei quali richiedono urgenti lavori di ristrutturazione
(in particolare servizi igienici, cucine rete idrica ed elettrica).
Ci ha molto colpito il degrado degli ospizi e lo stato di
abbandono di queste persone, già private del normale
rapporto con la propria famiglia e comunità di riferimento.
Vogliamo introdurre il concetto e la pratica dell’assistenza
all’anziano - ora accudito per pochi minuti dal solo
personale delle pulizie – attraverso un programma di
formazione di operatori sociali appositamente selezionati
e sensibilizzati. E, ove possibile, riportare l’anziano
presso la propria famiglia.
Questi sono i primi interventi che cercheremo di realizzare
al meglio e da subito. Si tratta di progetti ambiziosi che
richiedono, oltre all’impegno risoluto, adeguate risorse
finanziarie. Ancora una volta vi chiediamo di sostenerci ed
aiutarci.
Un cordiale saluto e un vivo ringraziamento,
Nino Sergi
Segretario Generale
Come sostenerci.
Roma, 9 aprile 2003
Care amiche, Cari amici,
la guerra non può essere la soluzione vera
e definitiva dei problemi. Abbiamo assistito e continuiamo
ad assistere ai suoi effetti devastanti in molte parti del
mondo. Sulle popolazioni innanzitutto: persone innocenti talvolta
ignare di quanto sta succedendo, spesso le più povere
e indifese, a cui non rimane altra soluzione che la fuga.
E sulle cose: strade, ponti, aeroporti, infrastrutture di
ogni tipo, abitazioni, scuole…. All’inizio di
una guerra, non si può mai sapere quale sarà
il limite alle distruzioni e devastazioni.
Più volte, dopo un conflitto, gli operatori
di INTERSOS sono entrati in città fantasma, con poche
persone, spaventate, dove ogni edificio appariva come uno
scheletro cadente. Queste realtà, ripetutamente viste,
fanno dire un no alle guerre come strumento per la soluzione
delle controversie internazionali. Nel caso iracheno, abbiamo
ritenuto che la feroce dittatura di Saddam Hussein potesse
e dovesse essere sconfitta in altre forme e con l’indispensabile
coinvolgimento dello stesso popolo iracheno che, lui solo
e non altri, potrà poi garantire la continuità
del cambiamento.
Alla fine del 2000, di fronte all’acuirsi
della situazione, abbiamo deciso di dare avvio ad una missione
umanitaria in Iraq. Agli inizi di dicembre la responsabile
dell’area progetti di INTERSOS è stata a Baghdad
ed ha assunto un primo impegno a sostegno del più importante
ospedale pediatrico della città.
Nella speranza che la guerra
cessi quanto prima, tre sono ora le nostre linee di intervento:
1. All’interno dell’Iraq, abbiamo iniziato a sostenere
l’ospedale pediatrico Al Mansour di Baghdad, con 300
posti letto. Di fronte ai numerosi casi di tumori e leucemie
(causati probabilmente anche dall’impiego dell’uranio
impoverito nella precedente guerra del Golfo), alle malattie
respiratorie, alle infezioni intestinali e alle svariate malattie
che colpiscono i bambini vi è una grave carenza di
farmaci, materiali sanitari, apparecchiature idonee, mentre
c’è una buona preparazione del personale medico
e infermieristico. La mortalità infantile è
passata dal 50/1000 del 1990 al 133/1000 del 2001.
La guerra ha sconvolto le nostre previsioni. Oltre ai farmaci
specialistici (in particolare quelli per la leucemia) e al
latte in polvere per i bambini, abbiamo dovuto provvedere
all’invio di materiali necessari per l’emergenza
feriti: flaconi di soluzione fisiologica, anestetici, disinfettanti,
cannule, siringhe, cateteri, bende e garze. L’ultimo
convoglio, caricato su un camion e tre pulmini, è partito
da Damasco, in Siria, l’8 aprile e ad Abu Kamal, presso
la frontiera irachena si è unito ad un convoglio di
aiuti della Mezza Luna Rossa siriana, accompagnato dal Ministro
della Sanità della Siria che avrebbe personalmente
chiesto un corridoio umanitario ai comandi militari americani,
appena varcata la frontiera.
L’Unità per lo sminamento di INTERSOS
è inoltre pronta ad intervenire per bonificare le aree
infestate dalle micidiali bombe
cluster che sono state usate in quantità durante
i bombardamenti. Si tratta di interventi urgenti per salvare
le vite dei civili di fronte a questi strumenti di morte attivi,
come le mine, anche dopo la fine del conflitto.
2. All’esterno dell’Iraq, due operatori
di INTERSOS stanno organizzando l’accoglienza dei profughi
iracheni, in collaborazione con l’Alto Commissariato
delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Iran. Abbiamo visitato
i siti lungo la frontiera, nella provincia di Kermanshah,
dove sono previsti gli eventuali campi di accoglienza. Si
tratta di un’area in corrispondenza con la regione di
Baghdad e del Kurdistan orientale. Finora non si è
registrato alcun significativo arrivo di profughi, ma tutto
è pronto per poterli accogliere nel caso fosse necessario.
Anche in Siria, altri due operatori di INTERSOS stanno realizzando
un lavoro analogo, in coordinamento con l’Alto Commissariato
per i Rifugiati e con la Mezza Luna Rossa. I punti di riferimento
sono le province di Dayr az Zawr e di Al Hasakah che si trovano
in corrispondenza delle aree nord occidentali dell’Iraq.
Nel caso non si producessero esodi di profughi,
gli stessi operatori di INTERSOS entreranno in Iraq, appena
le condizioni permetteranno l’arrivo degli aiuti. Con
altri operatori specializzati nei vari settori di intervento
(in particolare sanità, acqua, sminamento, ricostruzioni),
cercheranno di contribuire a dare le risposte immediate sia
su Baghdad che in altre province bisognose.
Vi ringraziamo per il vostro aiuto che, per noi
di INTERSOS, rappresenta anche un incoraggiamento ad affrontare,
con spirito di solidarietà e con sempre maggiore impegno,
le situazioni umanitarie più gravi.
Con viva cordialità,
Nino Sergi
Segretario Generale
Come sostenerci.


|