Intersos
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

E’ l’8 aprile: i Roma sono in festa.

Ohtoto Aprili Sumnaleskoro Dive e Romene

“Aide, Aide”. Un uomo sullacinquantina sprona ilsuo cavallo-gras ad iniziare il corteo tirandolo a sè. Una folla di Roma, bambini e bambine, vecchi, giovani madri, popolano la strada di Radanski Pat, il quartiere romadi Stip. Soltanto Roma, nessun gadze, tranne noi di Intersos: un’italiana e un macedone.
Sono le cinque del pomeriggio dell’8 Immagine astratta aprile, un giorno del tutto ordinario in Macedonia ma non per loro. E’ la loro festa, la festa di tutti i Rom, Roma, Sinti… volgarmente chiamati da noi gadze gipsy o zingari, sparpagliati nel mondo. Da quell’8 aprile 1971 in cui l’ONU ne riconobbe la loro specificità etnica e linguistica (8 of April Word Day of Roma).
Rom, Roma, Sinti, Egyptian, Gitani, Travellers chiamati in modo diverso a secondo del luogo dove si sono insediati nel corso dei secoli. Spesso inconsapevoli delle loro stesse tradizioni, a volte della loro stessa lingua. Eppure essi continuano a rivendicare la loro appartenenza, a ribadire di essere Roma, di essere in qualche modo diversi da tutti gli altri; i gadze. Forse è l’unico cosa che li fa sopravvivere, regalando loro un identità altrimenti negata.
Sono stati preparati tre carri, karavane, addobbati con fiori e drappi coloratissimi. Per ogni carro una donna/bambina seduta al suo interno, sono bellissime, vestite come si usava una volta. Sparpagliati alle loro spalle diversi tipi di verdura e frutta di stagione, di cibo, uova e galline vive, lampade a petrolio, utensili vari. Uno dei carri porta con se anche una pecora, un altro una capra, al loro seguito, legate ad una corda. Il ricordo di un modo di vivere passato: un viaggio continuo alla ricerca di cibo.
Tre carri, tre famiglie-familije diverse. Su seimila Roma soltanto queste hanno potuto affrontare le spese per l’addobbo. Anche l’8 aprile può passare inosservato quando si è troppo poveri e anche solo il pensarci può diventare un lusso. D’altra parte, erano anni che questo giorno non veniva festeggiato.
Dopo più un’ora di attesa tra musica e balli il corteoImmagine astratta ha finalmente inizio. Fino a quel momento le donne/bambine strette in un cerchio umano hanno danzato insieme al loro cocchiere la musica roma suonata da tre ragazzi.
Il corteo sfila lentamente e in silenzio tra le strade di Stip. Esce da Radanski Pat e prosegue per la strada che costeggia il fiume: pochi i curiosi gadze, troppo pochi.
L’ultima tappa è un teatro non molto distante dal centro della città. Ci sarà uno spettacolo di danze e musica roma organizzata da Cerenja, un’associazione roma e patrocinato da Intersos.
Il teatro è grande ma non abbastanza per accogliere tutti i roma, sono molti quelli che restano in piedi. Anche qui nessun macedone tranne il sindaco della città, alcuni membri del consiglio municipale, e alcuni ragazzi dell’associazione Cerenja SOS e noi di Intersos.
Lo spettacolo ha inizio e durerà tre ore: danze e musiche roma, macedoni, balcaniche. I gruppi di artisti, tutti ragazzi e ragazzi molto giovani, si esibiscono in modo eccellente in una mescolanza di generi: folk, rap, disco, melodic. Troppo poco forse per parlare di un reale scambio interculturale ma pur sempre qualcosa.
E intanto noi di Intersos, noi gadze, siamo qua in piedi ai bordi del palco, completamente rapiti dal contesto, orgogliosi, ognuno a suo modo, di aver reso possibile tutto questo.

Aprile 2006

 

Sara Marullo, operatrice Intersos in Macedonia