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INTERSOS EMERGENCY RESPONSE UNIT

18 febbraio 2004

INTERSOS EMERGENCY RESPONSE UNIT nel Ciad Meridionale sta preparando un campo per accogliere circa 10,000 profughi sudanesi.

La Emergency Response Unit di INTERSOS, la nostra unità di intervento immediato per le emergenze umanitarie, ha iniziato la preparazione di un campo profughi che ospiterà circa 10,000 rifugiati sudanesi nella zona del sud-est del Ciad vicino al confine col Sudan e dall'Italia INTERSOS sta attivandosi per fare partire i primi aiuti.
"E' una lotta contro il tempo. Occorre un intervento umanitario immediato. La situazione sta deteriorandosi ed è necessario che la comunità internazionale porti subito la sua attenzione alla tragedia dei rifugiati Sudanesi".
Queste parole arrivano direttamente dal Ciad, dove Lucio Melandri, a capo della Emergency Response Unit di INTERSOS, sta gestendo sul campo l'intervento di INTERSOS nell'area, in coordinamento con UNHCR.
La popolazione in fuga dal Sudan, dalla regione del Darfur, è arrivata in Ciad dopo uno stremante viaggio a piedi e ha perso tutto. Hanno lasciato le scorte di cibo ma soprattutto la terra e il bestiame, gli unici mezzi di sostentamento. Non hanno nulla e potevano solo contare sulla solidarietà delle popolazione del Ciad, che pur nella difficoltà tenta di aiutarli nei limiti dei loro ridotti mezzi.
Ma la recente escalation del conflitto nel Sudan ha ora aumentato il flusso di profughi. E' fondamentale intervenire subito e installare ed attrezzare i nuovi campi di accoglienza prima che la stagione delle piogge inizi e lasci i rifugiati sudanesi al loro destino.
" Oltre ad occuparci dei rifugiati sudanesi riteniamo doveroso avviare una serie di interventi a favore della popolazione locale che ha accolto e sostenuto ormai da mesi i rifugiati e che, il più delle volte, vive in condizioni eguali o peggiori degli stessi rifugiati…" aggiunge Lucio Melandri, " L'impatto di una così grande, e repentinamente comparsa, massa di rifugiati sulle già scarse risorse a disposizione delle popolazioni locali è preoccupante. Le riserve di cibo per affrontare la stagione delle piogge si stanno consumando."
E l'emergenza riguarda anche l'aspetto sanitario. L'unico ospedale della zona sud del Ciad, a Goz Beida, sarà inaccessibile per i profughi durante la stagione umida, e le medicine nella zona stanno scarseggiando.
Nelle ultime settimane poi sembra che le milizie sudanesi stiano impedendo la fuga verso il Ciad. Negli ultimi giorni infatti solo persone fisicamente in salute, che riescono ad affrontare una difficile fuga, stanno riuscendo a passare il confine. Vecchi, donne e bambini pare non riescano più a scappare con facilità ma che siano costretti a tentare la fuga nella notte sotto il pericolo incombente della milizia sudanese.