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L’ACQUA IN DARFUR, FONTE DI RICONCILIAZIONE E RINASCITA
di Claudio Deola, Gennaio 2009
Ci sono contesti in cui un pozzo non è semplicemente un’opera di approvvigionamento idrico. Tra questi spicca il West Darfur, una regione in cui la scarsità di risorse ambientali e idriche è uno degli elementi alla base del conflitto in corso. INTERSOS dal 2004 è a fianco della popolazione colpita dalla crisi iniziata nel 2003, le attività svolte sono indirizzate alle comunità nomadi dedite alla pastorizia e a quelle sedentarie di agricoltori.
Negli ultimi due anni INTERSOS sta portando avanti un programma per facilitare il ritorno delle comunità sfollate ai villaggi di origine. La strategia di intervento si basa sulla collaborazione delle comunità per la creazione dei servizi di base, per la riconciliazione e l’attenuazione dei conflitti tribali in corso, dovuti in gran parte alla difficile condivisione delle precarie risorse naturali del Darfur.
L’acqua e l’ambiente ricoprono un ruolo fondamentale. INTERSOS ha scelto di affidarsi alle tecniche tradizionali di approvvigionamento idrico, con interventi di riparazione di fonti d’acqua esistenti, insieme a importanti campagne di promozione dell’igiene, e con distribuzioni di piante, sementi, attrezzi, sapone e kit per l’igiene personale
I pozzi tradizionali sono stati preferiti ai pozzi trivellati, sono infatti considerati uno strumento per la riconciliazione tra le comunità in Darfur, in quanto richiedono la partecipazione attiva dei comitati locali forniscono acqua a più persone contemporaneamente e non incoraggiano la sedentarizzazione delle comunità nomadiche, evitando quindi di aggravare la problematica questione della proprietà della terra. A questo si aggiungono buona sostenibilità e facile manutenzione.
INTERSOS nel corso del 2008 ha rifornito d’ acqua circa 15.000 nuclei familiari - circa 75.000 persone, grazie alle realizzazione di 13 nuovi pozzi tradizionali, alla riparazione di 22 pozzi trivellati esistenti, e alla formazione di 22 comitati locali per la gestione delle risorse idriche e naturali. Le posizioni dei nuovi pozzi tradizionali sono state determinate dal dialogo con le comunità locali interessate con lo scopo di ridurre gli attriti tra gli agricoltori e le tribù nomadi. Gli operatori di INTERSOS hanno fatto da mediatori tra le comunità e hanno fornito assistenza tecnica per la costruzione degli acquiferi sotterranei.
Inoltre la gestione di 4 vivai dove sono stati piantati e successivamente diffuse quasi 100.000 piantine di alberi da bosco e da frutto ha reso possibile aiutare nel settore ambientale circa 28.500 persone. Sementi di cereali e attrezzi per l’agricoltura sono stati distribuiti a 12.300 nuclei familiari, circa 61.500 persone.
Nel 2009 la strategia di mediazione del conflitto attraverso interventi di miglioramento delle risorse ambientali sarà ancora rafforzata con la distribuzione di 250.000 alberi, e la semina di cespugli e pascoli lungo le rotte delle popolazioni nomadi. |