IRAQ.
BASTA SANGUE, BASTA BARBARIE. INTERSOS,
4 ottobre 2004

foto di lucio melandri - intersos
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Dopo l'orrore
dei bambini uccisi, continua la barbarie con il quotidiano brutale
spargimento di sangue. Apprendiamo con immenso dolore la notizia
della feroce uccisione di altre persone rapite in Iraq. Tra loro
Ayad Anwar Wali, l'imprenditore italo-iracheno rapito il 31 agosto
a Baghdad.
Nelle ore di angoscia che abbiamo vissuto durante il sequestro di
Simona, Simona, Mahnaz e Ra'ad abbiamo chiesto, sperato e pregato
che tutte le persone rapite venissero liberate e che finisse la
violenza omicida. Avevamo sperato che la loro liberazione fosse
l'inizio di una svolta, l'avvio delle altre liberazioni. Così
non è. La condanna di questi atti di vero e proprio terrorismo
e disumana crudeltà è senza appello.
Ci sentiamo vicini alla famiglia di Ayad come a tutte le famiglie
delle vittime, irachene e di altri paesi. Con forte sofferenza.
Ci sentiamo colpiti, profondamente. E' la nostra umanità
che è quotidianamente colpita: quella in cui crediamo e per
cui ci battiamo, quella che non cessa di credere nel valore assoluto
di ogni essere umano.
Di fronte alle sfide del terrorismo e della barbarie facciamo appello
a tutti: forze politiche, organizzazioni della società civile,
comunità religiose, singole persone. Non è il tempo
delle contrapposizioni. Ognuno si adoperi perché di fronte
al terrorismo si possa giungere, pur senza rinunciare alle proprie
convinzioni, ad una reale condivisione delle responsabilità
e si possano affrontare i gravi problemi, iniziando dalla complessità
di quello iracheno, con la ricerca congiunta di soluzioni credibili,
attuabili, condivise ed efficaci. E' il nostro auspicio e la nostra
speranza.
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