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CICLONE SIDR IN BANGLADESH
L'intervento di ITALIAIUTA con Intersos - Sarankhola –
28 maggio 2008
Il Bangladesh è diverso da come me l’aspettavo. Fiumi
e corsi d’acqua dappertutto. E un verde brillante e rigoglioso.
Più ci si allontana da Dacca, più il paesaggio muta
e diventa dolce e rilassante. Ma basta poco per vedere i segni della
devastazione lasciati da SIDR, uno dei cicloni più violenti
che abbia mai colpito il paese.
Sono passati sei mesi da quel giorno dove in poche ore è
cambiata la vita di centinaia di migliaia di bangladesi. Case e
capanne distrutte, animali annegati, campi e risaie sommerse d’acqua
salata. Certo qui, a differenza della Birmania, ha funzionato il
sistema di “early warning”, l’avviso alla popolazione
che ha viaggiato grazie alle onde radio e grazie al quale gli abitanti
in gran parte sono riusciti a mettersi in salvo. Ma i danni sono
stati ingentissimi.
Solo grazie ad una immediata mobilitazione coordinata tra governo,
aiuti umanitari provenienti da tutto il mondo e la fitta rete di
associazioni locali si è potuto evitare che la catastrofe
fosse ancora più ampia. ITALIAIUTA, mediante INTERSOS e una
rete di ONG locali, ha effettuato distribuzioni di tende, taniche
per la raccolta dell’acqua, set da cucina, sistemi di potabilizzazione
(ancora in funzione) e altri materiali per alleviare le condizioni
della popolazione nelle aree più colpite.
Oggi però gli interventi di cui c’è bisogno
sono quelli per superare l’emergenza, ritornare verso la “normalità”
e al tempo stesso cercare di mitigare gli effetti dei prossimi cicloni.
E allora ecco l’intervento di ricostruzione del college Matrivasa
che ITALIAIUTA sta realizzando nei pressi di Sarankhola. Una struttura
da utilizzare per fare lezione nei periodi di normalità,
ma realizzata in modo che possa essere un riparo sicuro quando il
prossimo ciclone arriverà (perché, purtroppo, arriverà).
O le “early primary school” centri di aggregazione nelle
località distanti dalle scuole statali, dove i bambini possano
trascorre insieme delle ore spensierate e i genitori possano toccare
con mano l’importanza della formazione scolastica.
E di interventi da fare ce ne sarebbero ancora tanti. Prima che
arrivi il prossimo ciclone.
Alessandro Guarino

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