SUD EST ASIATICO
 
 
 
 
 
 
   
 
   
 
   
 
   
 

INTERSOS CONTINUA LA DISTRIBUZIONE DI BENI DI PRIMA EMERGENZA E INTERVIENE A SUPPORTO DELL’OSPEDALE YOS SUDARSO


30 Ottobre 2009
di Saverio Ojetti – Padang, Sumatra Occidentale, Indonesia


Il Governo indonesiano ha annunciato l’avvio della fase Immagine astrattadi ricostruzione che partirà il prossimo 1 novembre. Si stima che durerà circa due mesi, ma nella realtà i tempi sono incerti. Nel frattempo sono cominciati i lavori di demolizione. Si scavano fosse per seppellire detriti ancora misti ad oggetti privati, mentre la città di Padang si rianima, come dimostra il traffico caotico. I ragazzi cercano di tornare alla loro vita di studenti ma le condizioni delle strutture scolastiche sono precarie. “Le aule sono completamente inagibili, è crollato tutto. 11 ragazzi sono rimasti sotto queste macerie, i loro corpi li hanno recuperati soltanto poche ore fa. Alcuni erano in classe, altri nel cortile, vicino alle loro macchine, rapiti nelle loro conversazioni”. Racconta Wae, insegnante di Tecnica al College di STBA Prayoga, mentre indica macerie umide schiacciate dal peso degli scavatori in funzione. “Nonostante tutto ricominciamo le attività sotto queste tende donate dalle organizzazioni internazionali, con la speranza che il sole ci dia prima o poi tregua e ci lasci riprendere fiato dall’afa di questi ultimi giorni”. Alcune tende blu, poco distanti dall’edificio crollato, sono le aule che ospiteranno i ragazzi, felici di incontrare nuovamente i propri compagni.
Nonostante la voglia di normalità, 300 mila famiglie necessitano ancora di assistenza e di un rifugio, soprattutto ora che siamo alla vigilia della stagione delle piogge. INTERSOS ha distribuitoImmagine astrattatende, coperte, generatori per l’elettricità e bacini di raccolta idrica per sopperire alla mancanza di acqua e di servizi igienici. Il lavoro di distribuzione di beni di prima emergenza prosegue in queste ore, nonostante le difficoltà dovute alle forti piogge. Coperte, strumenti da cucina e biscotti energetici, vengono forniti per alleviare le sofferenze di comunità che spesso hanno perso tutto.
INTERSOS è inoltre intervenuta a supporto delle attività dell’ospedale Yos Sudarso, nel cuore di Padang, dove i malati vengono curati all’aperto, in strutture d’emergenza. “Il Governo ci lascia lavorare ma di certo non ci aiuterà nella ricostruzione” sottolinea con convinzione Padre La Ruffa, “perciò il supporto di INTERSOS in questa fase, grazie alla messa a disposizione di tende, generatori e bacini di raccolta idrica è più che mai necessario. Si tratta di materiali indispensabili che permetteranno ai nostri pazienti degenze più sicure”. Padre La Ruffa, con altri 3 missionari Saveriani, è a Padang dal 1951. Da qualche anno gestisce l’ospedale Yos Sudarso, che anche se danneggiato dal terremoto ha da subito accolto i feriti della città di Padang. “L’emergenza ha portato dolorema anche un grande esempio di collaborazione e fratellanza. Medici cattolici e medici musulmani hanno lavorato insieme per il bene di pazienti di entrambe le fedi e continuano a farlo”.
Il  villaggio di montagna di Lubuk Laweh, situato nel cuore orientale del distretto di Padang Pariaman, nasconde la storia più triste. 369 persone sono rimaste seppellite da una enorme slavina che si è staccata di Immagine astrattacolpo dalla parete di una collina sovrastante. 301 persone, molte delle quali erano fuori a lavorare nei campi, sono sopravvissute per miracolo. Tra loro Yani, coltivatore di cocco di 22 anni. Era sposato con una ragazza altrettanto giovane e aveva quattro figli. Quando ha sentito la scossa è rientrato al villaggio correndo con i suoi compagni e non ha trovato più nulla. “Una terribile sensazione mi ha morso l’anima, appena ho sentito la scossa ho cominciato a correre verso il villaggio. Avevo paura, una paura tremenda. Non c’era più nulla, solo una piatta marea di sabbia che copriva tutto. Non sapevo dove guardare, mi sono sentito vuoto, rigido, perso. In un istante ho perduto tutto ciò che avevo”. Yani ha ricevuto dal governo qualche pugno di riso e 15 dollari per comprare carne e verdura nei vicini villaggi. Le organizzazioni internazionali hanno prontamente provveduto a spostare i sopravvissuti in tende poco distanti dal luogo del disastro. La collina, franata a causa del terremoto e delle forti piogge, era la loro fonte di reddito. Ora i sopravvissuti dovrebbero spostarsi e trovare altre zone da poter coltivare. Ma per Yani e per il resto della comunità, non se ne parla di abbandonare questa terra, che nasconde ancora troppi ricordi.       

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INTERSOS DISTRIBUISCE TENDE AI TERREMOTATI
DELLA PROVINCIA DI WEST SUMATRA

20 Ottobre 2009Immagine astratta
di Saverio Ojetti – Padang, Sumatra Occidentale, Indonesia


Una piatta nuvola uniforme copre il cielo e la pioggia cade costante nella provincia di West Sumatra, chiamata ancora una volta a stimare ufficialmente i danni provocati dal terremoto dello scorso 30 settembre. L’ultimo bollettino governativo parla di 1.117 morti, 1 milione e 250 mila persone che devono cominciare a fare i conti con ciò che il terremoto ha portato via e 200mila case rimaste seriamente danneggiate. Le strade allagate di Kota Padang e di Pariaman rimandano alla nuova emergenza causata dalle piogge torrenziali di questi giorni. Gli sforzi del Governo e delle Organizzazioni internazionali presenti nella zona, si concentrano al momento sui bisogni primari di 150 mila famiglie seriamente in difficoltà nei distretti di Padang e di Padang Pariaman. INTERSOS si è già attivata con la distribuzione delle prime tende, giunte da poche ore all’aeroporto Internazionale di Padang, con i voli messi a disposizione dal Ministero degli Affari Esteri. Il partner locale Karina (Caritas Indonesia) fornisce un costante Immagine astratta ed indispensabile supporto logistico per ridurre al minimo i tempi di consegna e provvedere alla messa a punto dei nuovi rifugi temporanei. Almomento sono state fornite tende ad una cinquantina di famiglie del distretto di Padang. Ma le necessità non si fermano alle oltre 100 mila tende indispensabili per affrontare la stagione delle piogge ormai alle porte. I servizi igienici scadenti e la mancanza di acqua sono un problema costante per oltre 250 mila persone colpite dalla violenza delle scosse, così come la scarsità di cibo. Molte comunità di montagna sono ancora isolate e gli abitanti sono costretti a fare lunghi viaggi alla ricerca di provviste. Insieme alla distribuzione delle tende, individuata in queste ore come prioritaria, INTERSOS e il team di Karina stanno provvedendo anche alla messa a punto di bacini di raccolta idrica, in modo da fornire acqua potabile a circa 100mila famiglie.   

INTERSOS partecipa all'appello di AGIRE per l'emergenza nel Sud Est Asiatico.

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SUD EST ASIATICO: APPELLO STRAORDINARIO DI AGIRE

A 12 GIORNI DAL SISMA RIAPRONO LE SCUOLE,
IL RACCONTO DI UN OPERATORE INTERSOS TRA LE MACERIE DELLA CITTA’

12 ottobre 2009
di Saverio Ojetti - Padang, Sumatra Occidentale, Indonesia

Nonostante il ricordo bussiImmagine astratta ancora feroce alla mente della gente del posto, la città costiera di Padang prova a risollevarsi dalle macerie e rimanda a scuola i propri ragazzi. Le oltre mille scuole seriamente danneggiate dal terremoto hanno riorganizzato alla meglio la propria attività scolastica. Ci si domanda ai bordi delle strade, nei caffè, nei taxi tra il traffico caotico, se le fratture interne degli edifici rimasti in piedi possano reggere alla prossimo scossa. I ragazzi intanto si arrangiano e provano a resistere sorridenti ore sotto unsole cocente, dentro tende semi aperte arrangiante in cortili o su fondamenta fradice di vecchie aule. Dopo una valutazione della condizione attuale di otto edifici scolastici nelle zona ovest di Kota Pandang, secondo le indicazioni della ong Karina affiliata di Caritas Indonesia, INTERSOS ha verificato l’inagibilità quasi totale della maggior partedegli edifici e la necessità di provvedere subito alla distribuzione di piùquante tende possibili per permettere un rapido e totale recupero delle attività scolastiche, nell’attesa che il Governo locale faccia la sua parte e dia pronta risImmagine astrattaposta partendo con i lavori di ricostruzione e di ristrutturazione.  

Ancora restano da chiarire i numeri definitivi delle vittime. Il Governo annunciava ieri il nuovo bollettino: 807 morti, 241 dispersi ed 891 feriti gravi, molti dei quali in serio pericolo di vita. Il pensiero più angoscioso è per i prossimi giorni, vigilia della stagione delle piogge, che non darà tregua agli accampati nelle tende almeno fino ad Aprile. Al centrodi coordinamento per la risposta umanitaria di Padang, sciolta la presenza delle squadre di recupero, si discute oggi di logistica, distribuzione di materiali e pianificazione,  sviluppo ancora incerto di una emergenza ormai in fase di stabilizzazione.

INTERSOS partecipa all'appello di AGIRE per l'emergenza nel Sud Est Asiatico.

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SUD EST ASIATICO: APPELLO STRAORDINARIO DI AGIRE

INTERSOS NELLA VALLE DI LUMBU LAWEH, SIMBOLO DEL DISASTRO


8 ottobre 2009

di Marco Rotelli - Pariaman, Sumatra Occidentale, Indonesia.

Il rumore meccanico e ripetitivo delle macchine scavatImmagine astrattarici rompe il brusio di insetti che si diffonde nella fitta ed umida foresta della zona di Lumbu Laweh nel distretto di Pariaman, Sumatra occidentale. Lumbu Laweh era un gruppo di piccoli villaggi dove vivevano 40 famiglie, circa 200 persone. L'onda di fango che a causa delle scosse sismiche dalle colline circostanti si è proiettata nella piccola valle ha travolto e sepolto tutto, uomini, animali, abitazioni e campi di riso, uccidendo oltre 50 persone e lasciando disperse molte altre. Sono solo una piccola parte delle vittime di questo ennesimo disastro naturale che il sud est asiatico ha subito in questi anni e negli ultimi giorni con una impressionante sequenza di drammatici eventi. Eppure l'area di Lumbu Lawe rappresenta un simbolo del disastro, un evento riconoscibile, diverso dalle case distrutte in molti villaggi o dai grandi palazzi delle città collassati sulle loro fondamenta e strutture. E' il ritratto della devastazione totale, di un mare marrone che non lascia dubbi sulla gravità della situazione. E proprio nelle ultime ore si sono ingrossateImmagine astratta le fila di persone che vanno in visita ai luoghi del disastro. In visita ai parenti per portare conforto o le condoglianze ai molti lutti.  In solidarietà agli amici sopravvissuti o ai villaggi noti. Per curiosità, per vedere davvero cosa è successo in quelle valli verdi di foresta e di campi di riso. Tutti, indipendentemente dalla ragione che li ha portati lassù rimangono ammutoliti di fronte alla macchina gialla che da lontano sposta fango ed acqua.

Padang, al centro di coordinamento per la risposta umanitaria seppur accampati tra tende/ufficio, generatori di corrente elettrica, bacheche informative che mostrano l'aggiornamento dei dati, automobili e camion, cavi elettrici, computer portatili, radio e telefoni che squillano in continuazione i lavori cominciano ad essere più ordinati e concentrati nella programmazione dello sviluppo delle azioni necessarie. Ad oltre una settimana dal sisma, secondo il governo indonesianoImmagine astratta lo sforzo congiunto con la comunità internazionale dovrà aderire ad un programma preciso. In prima istanza, evacuazioni durante le prime due settimane dal sisma, somministrazione di servizi di base per tutto il mese di ottobre, 'emergency recovery' e raccolta dati e verifica accurata dei danni nelle prossime due settimane. All'inizio di novembre si terranno incontri con le comunità circa i criteri di ricostruzione, basati sulle precedenti crisi di Java occidentale, si avvierà poi la formazione degli esperti strutturali. L’inizio dellaricostruzione è previsto per metà novembre fino alla fine di aprile 2010. Oggi siamo concentrati nel fornire assistenza alle vittime. Ricoveri per le famiglie ancora costrette a dormire sotto teli di plastica recuperati dalle macerie o forniti dalle organizzazioni, oppure ammassate nelle moschee e nei mercati da dove inevitabilmente dovranno sgombrare presto. Garantire i servizi indispensabili, dall’acqua potabile, il cibo ma anche l'assistenza psicologica necessaria peImmagine astrattar ridurre i segni invisibili del trauma. Stiamo assistendo all’avvicendamento del personale umanitario: via gli addetti al recupero vittime e spazio alla logistica, agli spostamenti di materiale, agli esperti d'acqua per potabilizzare le fonti disponibili, ed alla pianificazione. Rapidamente come è arrivata, l'emergenza si sviluppa in stabilizzazione e recupero, fasi diverse ma altrettanto impegnative. INTERSOS, attraverso il team inviato nei giorni scorsi in Indonesia si preoccupa ora di rendere efficaci gli sforzi in aiuto della popolazione. In situazioni simili, a fianco di una azione diretta, rapida ed urgente dell'organizzazione serve identificare quali altri attori, organizzazioni, gruppi e comunità possano meglio sfruttare quanto disponibile, conoscendo le aree coinvolte e agendo in una prospettiva di recupero e di prevenzione del ripetersi di conseguenze così gravi in futuro. E' un processo che si basa sull'attenta analisi dei programmi e delle attività in corso, dalle collaborazioni, dalle capacità di complementare le proprie risorse e forze verso uno sforzo comune.

INTERSOS partecipa all'appello di AGIRE per l'emergenza nel Sud Est Asiatico.

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SUD EST ASIATICO: APPELLO STRAORDINARIO DI AGIRE

INTERSOS NELL’AREA DEL TERREMOTO:
ARRIVANO I PRIMI SOCCORSI ALLE VITTIME

06 ottobre 2009

di Marco Rotelli - Padang, Sumatra Occidentale, Indonesia.

LImmagine astrattaa situazione nelle aree colpite a Sumatra dal terremoto dello scorso 30 settembre seppur sotto controllo non appare chiara, i numeri sono provvisori. Alle 608 vittime accertate si aggiunge un numero ancora molto elevato di persone disperse. Le aree più pesantemente colpite sono le zone di Padang e Pariaman, dove circa 90,000 abitazioni ed edifici sono stati danneggiati. Nella città di Padang le operazioni di ricerca sono terminate ma molti villaggi sono ancora difficilmente raggiungibili, perchécollegati alle strade solo da piccoli sentieri.
INTERSOS ha raggiunto la zona del terremoto e sta lavorando con il Governo indonesiano che dirige le operazioni di soccorso, con il coordinamento umanitario delle Nazioni Unite, e con le principali organiImmagine astrattazzazioni umanitarie presenti ed attive nell'area. In particolare in queste ore INTERSOS e Terre des Hommes Italia, entrambe aderenti all'appello lanciato dall'agenzia di risposta umanitaria AGIRE, rappresentanti della Croce Rossa Italiana e del Ministero Affari Esteri stanno discutendo la destinazionespecifica del materiale che verrà trasportato via area dalla base UNHRD di Brindisi. Il cargo trasporterà tende, coperte, beni di prima necessità, contenitori per l'acqua e medicinali come contributo alla risposta all'emergenza in corso. Una volta effettuate le operazioni di ricerca delle vittime e dei superstiti inizia infatti una delle fasi più critiche da affrontare per le comunità coinvolte e le organizzazioni umanitarie, siamo ancora in piena emergenza ma l'obiettivo diventa progressivamente quello di iniziare a fornire e poi garantire le condizioniadeguate alle famiglie e comunità colpite affinché possano affrontare con maggior serenità le notevoli difficoltà che il processo di normalizzazione e ricostruzione inevitabilmente comportano dopo un evento simile.

INTERSOS ha raggiunto l'Indonesia negli scorsi giorni con un team di emergenza di due persone e partecipa all'appello per il Sud Est asiatico lanciato da AGIRE.

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Immagine astrattaSUD EST ASIATICO: APPELLO STRAORDINARIO DI AGIRE
INTERSOS STA INVIANDO SUL CAMPO
DUE OPERATORI PER AVVIARE LEOPERAZIONI DI PRIMO SOCCORSO

1 ottobre 2009

INTERSOS insieme a AGIRE,la rete italiana risposta alle emergenze, si mobilitano per rispondere all'emergenza terremoto nell'isola di Sumatra, in Indonesia.
Il 30 settembre, alle 17.16 locali, un terremoto di magnitudo 7.6 Immagine astrattadella scala Richter ha colpito la città costiera di Padang, nell'area occidentale di Sumatra. Il successivo sciame sismico ha aggravato la situazione, apparsa fin da subitograve. Le prime stime parlano di centinaia di morti, mentre migliaia sono le persone intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati. Il sisma, il cui epicentro è stato localizzato nei fondali al largo di Padang, è stato avvertito anche nella capitale Jakarta, a Singapore e in Malesia. Le macerie e le alte fiamme provocate dalle tubature del gas danneggiate, ostacolano l'accesso alle aree colpite. A queste difficoltà si aggiunge l’interruzione dei sistemi di comunicazione e delle linee elettriche. Il governo indonesiano ha pubblicamente richiesto l'aiuto internazionale e alcune organizzazioni presenti nell'area sono intervenute per verificare la situazione, registrare i bisogni più urgenti eprogrammare gli interventi necessari. INTERSOS sta predisponendo l’invio sul posto due operatori per avviare le operazioni di primo soccorso in coordinamento con altre organizzazioni non governative locali. La Farnesina ha messo a disposizione un cargo contenente tende, purificatori per l'acqua, coperte e generi di prima necessità.

 

 

© 2008 Intersos