L’INTERVENTO UMANITARIO DI INTERSOS IN AFGHANISTAN
 
  1. Profilo paese
  2. Le attività di INTERSOS
  3. Gli interventi in corso
  4. Mappa
  5. Per saperne di più

1. Profilo paese
L'Afghanistan è spesso chiamato il "crocevia dell'Asia centrale" trovandosi in un punto nevralgico tra l’Europa e l’Asia e dove numerose civiltà eurasiatiche hanno interagito e spesso combattuto.
L’ultimo intervento militare è iniziato il 7 ottobre 2001, quando gli Stati Uniti e i loro alleati hanno rovesciato il governo talebano invadendo l’Afghanistan in reazione agli attacchi terroristici dell’11 settembre a New York, dando avvio alla “guerra al terrorismo”. Alla fine del 2001, i principali capi dell'opposizione afgana e della diaspora si sono incontrati per concordare il piano per la formulazione di una nuova struttura di governo che ha nominato Hamid Karzai presidente dell'Autorità afgana e quindi presidente del paese. Dopo sette anni dall’inizio del conflitto, l’Afghanistan è ancora un paese in guerra, dove il governo ha un ben limitato campo d'azione e i talebani stanno riacquistando influenza nel paese.
Per questo motivo, l’Afghanistan continua a vivere una situazione di profonda incertezza, con una prolungata crisi economica e con un processo di pace che continua a rimanere incompiuto, lasciando incompiuto anche il processo di edificazione istituzionale; gli investimenti stranieri rimangono molto limitati e solo recentemente i profughi sono definitivamente ritornati dal vicino Pakistan; nonostante la presenza sul territorio delle forze militari internazionali e afgane, l’insicurezza rimane ancora molto diffusa, con intere aree sotto il controllo talebano; la ricostruzione del paese, pur essendo stata avviata con significativi risultati, va a rilento sia a causa dell’insicurezza che degli insufficienti aiuti internazionali.

2. Le attività di INTERSOS
INTERSOS ha avviato le attività in Afghanistan attivita' intersosnel dicembre 2001, a Maimana, nella provincia nord-occidentale del Faryab e successivamente, nel 2002, a Kabul, Jalalabad e le province nord-orientali limitrofe, nonché Kandahar e Lashkar Gah al sud. Attualmente opera a Kabul e Herat. Ha focalizzato gli interventi per rispondere innanzitutto all’emergenza alimentare ed alle ricostruzioni più urgenti (nel 2001 e 2002) e per dare risposte concrete ed efficaci ad alcuni tra i bisogni prioritari (tra il 2003 ed il 2009).
Nelle province sopra indicate, le attività sono state molteplici:

- Distribuzioni di cibo e beni di prima necessità (Faryab e Balkh);

- Ricostruzione di scuole (in particolare due grandi istituti femminili per i cicli primario e secondario), di un ospedale e di centri sanitari (Faryab, Kabul e Wardak);

- Sminamento umanitario e bonifica di aree a rischio per la presenza diffusa di ordigni esplosivi con consulenze fornite all’ UNMACA, United Nations Mine Action Centre for Afghanistan (Kabul, Nangahar e Kandahar);

- Perforazione di pozzi e installazione di reti di distribuzione dell’acqua potabile (Faryab, Kandahar e Helmand);

- Accoglienza, tutela e organizzazione di un campo per 50 mila rifugiati rientrati dal Pakistan (Kandahar);

- Formazione di educatori sui rischi rappresentati dalle mine e sulle regole di comportamento (Kabul);

- Centro di prima assistenza e orientamento attivita' intersosai profughi e richiedenti asilo giunti a Kabul dal Pakistan;

- Ricostruzione delle abitazioni dei rifugiati rientrati dal Pakistan, e fornitura dei necessari materiali (Nangahar, Konar e Laghman);

- Assistenza alle famiglie e persone altamente vulnerabili tra gli sfollati e i rimpatriati (Kabul);

- Sostegno alle istituzioni locali con attività di formazione e supporto tecnico al personale addetto ai servizi sociali, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili (17 province);

- Assistenza ai richiedenti asilo ed a coloro ai quali è stato riconosciuto lo status di rifugiato (Kabul);

- Assistenza alle categorie vulnerabili tra la popolazione residente e centro di prima accoglienza per rifugiati espulsi dall’Iran (Herat);

- Corsi di formazione per insegnanti ed educatori, corsi di lingua e formazione professionale per ragazzi e ragazze nell’orfanotrofio maschile Khaja Abdullah-eAnsari e in quello femminile Shahid (Herat);

- Rafforzamento del NAB, organizzazione afgana per i non vedenti: corsi per bambini per l’integrazione nelle scuole pubbliche e percorsi di formazione professionale per adulti (Herat);  

- Sostegno all’Afghan Women Lawyer Foundation, AWLF, associazione di donne avvocato per l’assistenza legale a donne e ragazze in difficoltà (corsi di inglese, seminari su gestione e l’amministrazione, monitoraggio attività) (Herat).

- Le attività sono state realizzate in coordinamento e con il coinvolgimento delle amministrazioni locali e con il contributo finanziario di: Fondazione BNC, Associazione Marco Di Martino, ECHO, DFID, MAE-Cooperazione Italiana, UNFPA e UNOPS, UNHCR, UNICEF, OIM, PAM, Governo Afgano, UNDP, EuropeAid, UNMAS, USAID e sostenitori privati.


attività intersos



3. Gli interventi in corso (2009):

Assistenza ai più bisognosi tra i rifugiati espulsi dall’Iran. Formazione professionale e avvio al lavoro (provincia di Herat)
L’espulsione di afgani dall’Iran ha avuto punte molto elevate nel 2007 (più di 300 mila espulsioni) e si prevede nel 2009 saranno circa un milione gli afgani espulsi, molti dei quali presenti in Iran da circa vent’anni. INTERSOS ha cercato di sostenere, con le autorità e le Ong locali, le fasce più vulnerabili (bambini, anziani, donne sole con prole) con un centro di prima accoglienza e distribuzione di beni di prima necessità. L’ultima è stata realizzata prima del pieno inverno a beneficiodi 3.400 persone: sono state distribuite in particolare stufe, coperte e legna da ardere.
Per favorire un inserimento sociale dignitoso e garantire sicurezza ai più bisognosi, INTERSOS ha avviato un centro artigianale per assicurare addestramento professionale e lavoro ad alcuni tra essi, con l’obiettivo di coinvolgere le famiglie “allargate” una volta terminata la formazione e consegnata la dotazione necessaria per sviluppare autonomamente le attività.  Il centro artigianale cerca di recuperare le tradizioni artistiche di Herat nella produzione dei tappeti, delle ceramiche, del vetro e nella calligrafia artistica. 


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Sono partners di INTERSOS:

- le istituzionali locali, quali i Dipartimento provinciali del Lavoro e degli Affari Sociali, dei Rifugiati e Rimpatriati, dell’Educazione, della Cultura, e la Facoltà di Belle Arti dell’Università di Herat;

- alcune Ong e associazioni di utilità sociale di Herat.

Il progetto si suddivide in diverse attività:

  1. Supporto ai vulnerabili tra i ritornati e gli espulsi, con particolare attenzione alle donne sole capo famiglia;
  2. Monitoraggio dei rientri nelle province di origine e accompagnamentodei più vulnerabili;
  3. Centro d’arte con corsi  di  addestramento professionale:  manifattura  e  restauro  di tappeti, soffiatura del vetro, produzione di ceramiche, arti calligrafiche)  per gli originari di Herat (48 studenti: 24 uomini e 24 donne; 4 direttori dei corsi e insegnanti di supporto per alfabetizzazione o inglese);
  4. Supporto alla Facoltà delle Belle Arti dell’Università di Herat (160 studenti universitari accedono alle strutture del centro d’arte;
  5. Supporto alla commercializzazione delle produzioni nel primo periodo dopo la formazione.L’intervento è realizzato grazie al finanziamento del MAE, Cooperazione Italiana- Programma di emergenza.

ATTIVITA' INTERSOS

Formazione di operatori sociali delle istituzioni coinvolte nella protezione dei minori a rischio (minori non accompagnati ed orfani), Herat

Il progetto si articola in:

  1. Formazione di operatori e operatrici sociali (Dipartimento della Giustizia, dell’Istruzione, delle Donne, del Lavoro e Affari Sociali, Forze di polizia e Personale operante nel carcere minorile) in materia di diritti umani ed in particolare di diritti del fanciullo, nonché di tutela dei minori non accompagnati e degli orfani.
  2. Attività a duplice scopo formativo e ricreativo in favore dei minori presenti nel carcere minorile di Herat (sanità ed igiene, inglese, informatica, falegnameria e giardinaggio);
  3. Ricongiungimento familiare e de-istituzionalizzazione. Ritorno in famiglia o da parenti di quegli orfani che, per motivi economici, sono stati affidati all’orfanotrofio. Sostegno economico alle famiglie e possibilità ad un componente del nucleo familiare di apprendere un mestiere che possa garantire un reddito;
  4. Identificazione delle famiglie/parenti dei minori non accompagnati espulsi dall’Iran, di quelli in carcere e  degli orfani, in coordinamento con Unhcr, Unicef, Dipartimento Rifugiati e Rimpatriati e la Commissione indipendente afgana per i diritti dell’uomo.
  5. Attività di monitoraggio e formazione sui comportamenti da adottare nei confronti dei minori non accompagnati (al confine con l`Iran (Islam Qala) ed al Centro di transito Ghazerga).

ATTIVITA' INTERSOS

INTERSOS partecipa inoltre attivamente al Child Protection Action Network, CPAN, suddiviso in gruppi tematici al fine di migliorare l’assistenza ai più vulnerabili e facilitare la creazione di un sistema di riferimento per le organizzazioni e istituzioni coinvolte.
L’intervento è realizzato in coordinamento e con il contributo finanziario dell’UNICEF.

4. Mappa

 

5. Per saperne di più

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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