HERAT:
IN MOSTRA I PRODOTTI DEGLI STUDEN TI DEI CORSI DI ARTIGIANATO ORGANIZZATI
DA INTERSOS
Dai vetri blu di Herat, alle
ceramiche, dalle calligrafie ai tappeti tradizionali. Questi i prodotti
esposti dal 15 al 17 settembre presso i locali della scuola d’arte
di Herat. A produrre le opere esposte gli studenti dei corsi di
artigianato organizzati da Intersos nell’ambito del programma
di emergenza rivolto a sfollati e popolazioni rientrate nelle comunità
di origine nella provincia di Herat. Il progetto, partito nel 2007
con il contributo della Cooperazione Italiana, punta a favorire
la reintegrazione sociale ed economica delle fasce vulnerabili,
con un’attenzione specifica al recupero delle tradizioni artistiche
locali. Questo intervento, svolgendosi parallelamente alle attività
in risposta all’emergenza, ha lo scopo di reintegrare socialmente
coloro che sono rientrati in Afghanistan dopo un lungo periodo di
esilio e coloro identificati come i più vulnerabili tra la
popolazione residente, come ad esempio le donne. Questo obiettivo
si può raggiungere promuovendo attività generatrici
di reddito e favorendo il reinserimento nel mondo del lavoro. In
questo ambito si inseriscono le attività di Intersos ad Herat.
Si va dall’organizzazione di corsi di formazione in manifattura
e restauro di tappeti, soffiatura del vetro, produzione di ceramiche
ed arti calligrafiche, al supporto della Facoltà di Belle
Arti dell’Università di Herat. L’obiettivo finale
è l’inserimento professionale degli studenti che avranno
terminato con successo la formazione e l’eventuale commercializzazione
dei prodotti. A beneficiare del programma Intersos sono 160 studenti
universitari che accedono alle strutture del centro, 48 studenti
(24 uomini e 24 donne) selezionati per i quattro corsi e 4 insegnanti.
L’esibizione, che ha visto la presenza delle autorità
locali e della comunità locale ed internazionale presente
ad Herat, ha visto gli studenti interagire con gli invitati spiegando
loro le tecniche di realizzazione e i materiali utilizzati. L’evento
è stato un momento aperto anche allo scambio di opinioni
sul contenuto artistico dei prodotti e sulla riscoperta delle tradizioni
che non può perdersi nemmeno in un contesto difficile come
quello afghano.
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