AFGHANISTAN
 
 
 
 
 
 
   
 
   
 
   
 
   
 

PREOCCUPAZIONE PER GLI OPERATORI UMANITARI EMERGENCY FERMATI IN AFGHANISTAN

INTERSOS, organizzazione umanitaria presente in Afghanistan da circa 10 anni, esprime preoccupazione per il fermo dei tre operatori italiani di Emergency, Marco Garatti,  Matteo dell’Aira e Matteo Pagani, a Lashkar Gah, nel sud dell’Afghanistan. La visita dell’ambasciatore italiano Claudio Glaentzer è un segnale positivo che fa prevedere, almeno per loro, una soluzione a breve. Lo speriamo e lo attendiamo con celerità.

L’ospedale di Emergency a Lashkar Gah ha svolto un’opera straordinaria, riconosciuta da tutte le organizzazioni umanitarie e dalla popolazione dell’Helmand, provincia periferica dove la risposta medico-chirurgica è debole e dove il conflitto si è duramente aggravato in questi ultimi anni. Occorre far di tutto perché questa struttura continui a funzionare e a garantire la sua preziosa assistenza.

In questo senso si auspica un diverso atteggiamento anche da parte degli esponenti politici italiani che, pur preoccupandosi della sorte degli operatori umanitari reclusi in Afghanistan, sembrano dediti a poco opportune polemiche politiche. Ci si sarebbe aspettato altro soprattutto dal nostro ministero degli Esteri a tutela di operatori umanitari che, con il loro lavoro, fanno onore all’Italia.

Riflessioni tra ong e istituzioni italiane sull’azione umanitaria nei contesti di guerra andranno certamente fatte, ma solo dopo che i tre operatori saranno liberati.

 

Roma, 12 aprile 2010

 

 

 

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