 |
CIAD:AEREO
DI AIUTI AI PROFUGHI DEL DARFOUR/SUDAN IN CIAD
Roma, 08 aprile
2004
Continua l'intervento di INTERSOS nella grave crisi umanitaria
in corso nella regione del Darfour in Sudan.
Le dichiarazioni di Kofi Annan -segretario Generale dell'ONU
"Sudan a rischio genocidio" danno l'idea dell'ampiezza
di questa crisi umanitaria.
Grazie al Ministero degli Affari Esteri Italiano è
stato possibile effettuare un volo, partito oggi alle 10 dalla
base UNHRD di Brindisi con materiale di prima urgenza per
i campi rifugiati che INTERSOS sta allestendo nel Ciad meridionale,
al confine con il Sudan. Serbatoi per l'acqua potabile, pompe,
generatori, materiale sanitario d'emergenza sono in arrivo
in serata nella capitale Ndiamena.
Ai confini del Sudan INTERSOS è presente come partner
di UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati)
per l'allestimento e la gestione di campi profughi nella zona
del sud del Ciad, dove si sono ammassate decine di migliaia
di persone alla ricerca di protezione ed aiuto.
La situazione nel Darfour continua a peggiorare nella sua
drammaticità e mentre appelli provengono per la mobilitazione
dell'opinione pubblica internazionale da numerosi organismi,
governativi e non, INTERSOS è intervenuta provvedendo
all'approntamento e alla gestione di campi per rifugiati fin
dall'inizio dello scorso febbraio.
Nei campi che INTERSOS ha ora in gestione a Goz Amer, nella
sub-prefettura di Kouku Angarana, che ospitano oltre 12.000
rifugiati si effettua distribuzione di beni di prima necessità,
con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili
della popolazione.
L'emergenza in atto nel Sudan
infatti si è trasferita nel Ciad e occorre dare rifugio
alla popolazione in fuga in tempi brevissimi, prima che l'inizio
della stagione delle piogge renda disperata la sopravvivenza
dei rifugiati sudanesi.
Sono già oltre 100.000 le persone rifugiatesi in Ciad,
dopo essere riuscite a scampare ai massacri che le truppe
governative sudanesi, supportate dalle milizie dei "janjawid"
stanno compiendo ormai da parecchi mesi sulla popolazione
civile del Darfour con lo scopo di fare terra bruciata intorno
alle truppe ribelli dello SLA, l'esercito di liberazione del
Sudan.
La velocità nella
risposta umanitaria è fondamentale proprio ora che
la fuga in massa della popolazione dal Darfour si incrementa
a causa degli scontri e dei saccheggi nei villaggi della regione.
|