YEMEN: SI PREVEDE L’ARRIVO DI MIGLIAIA DI PROFUGHI SOMALI, L’ALLARME DI INTERSOS
Di Federica Biondi, 29 luglio 09
Cresce l’allerta tra le ong e le agenzie delle Nazioni Unite che lavorano sul Golfo di Aden dopo le preoccupanti notizie che arrivano da Bosaso, nella Somalia settentrionale, dove si sono ammassate migliaia di persone in fuga dalla escalation di violenza nel paese. Grazie ai meccanismi di coordinamento trans-frontaliero tra gli attori umanitari coinvolti nell’assistenza ai rifugiati, è scattato l’allarme per monitorare gli sbarchi di chi si appresta ad attraversare il Golfo verso lo Yemen.
Luglio e agosto sono i mesi dei monsoni, il caldo soffocante della costa di Aden è alleviato dal forte vento che viene dal mare, costantemente agitato.
La crisi somala fa prevedere purtroppo che gli intensi arrivi di profughi sulla costa riprenderanno prima del solito. Scafisti senza scrupoli affronteranno le condizioni avverse del mare per portare i somali nella penisola Arabica in coincidenza dell’inizio del Ramadam. In questo periodo, per dettame religioso la pratica della carità è obbligatoria, pertanto i profughi sono certi di poter sopravvivere mendicando, con la speranza di recuperare parte della somma pagata agli scafisti per il viaggio.
Queste persone, per raggiungere Bosaso hanno attraversato la Somalia, esponendosi a un viaggio pieno di pericoli, ancora prima di iniziare la traversata verso lo Yemen. Le donne, in particolare, subiscono spesso violenze e maltrattamenti. In Yemen INTERSOS attua un sistema di rilevamento permanente dei casi di maggiore vulnerabilità e rischio fra la popolazione rifugiata dei campi di Kharaz e di Basateen, dove presta loro assistenza. A questo scopo sono stati creati due centri sociali, nei due campi dove le donne a rischio, sopravvissute a violenze ricevono assistenza psicologica, materiale e legale dagli operatori di INTERSOS. Nel corso del mese di agosto INTERSOS inaugurerà una sede operativa anche nel centro di accoglienza di Mayfa, sulla costa, ad est della città di Aden, punto di approdo degli scafisti, al fine di poter intervenire fin dal primo momento e garantire un supporto umano e psicologico alle persone più traumatizzate. |