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URANIO IMPOVERITO E MALATTIE ONCOLOGICHE
IN IRAQ:
SOLO UN CASO?
Durante la prima guerra del Golfo (1991) in Iraq furono impiegate
varie tonnellate di armi contenenti uranio impoverito (bombe,
proiettili ecc).
Negli anni successivi sono stati effettuati studi epidemiologici
e clinici sui militari esposti a questo elemento e analisi
dell'impatto dell'uranio impoverito sul territorio iracheno
(analisi delle acque, del terreno, delle coltivazioni ecc).
I risultati di questa estesa ricerca hanno evidenziato negli
uomini esaminati un significativo incremento delle mutazioni
genetiche alla nascita dei bambini ed un aumento della mortalità
per cancro al fegato, ai reni, al cervello, linfomi e leucemia,
mentre è stata confermata la persistente presenza di
questo elemento nelle terre e nelle acque delle regioni del
sud dell'Iraq interessate dal conflitto.
Nonostante non sia stato eseguito alcun esame sistematico
sulla popolazione civile nell'ultimo decennio, i dati riportati
dagli istituti di ricerca iracheni nel 1998 durante un simposio
internazionale di medicina a Baghdad,
hanno denunciato un elevatissimo incremento del tasso di incidenza
delle malattie oncologiche tra il 1990 e il 1998.
In particolare, l'analisi relativa alle tipologie di cancro
diagnosticate dopo il 1991 evidenziato come la distribuzione
dei tipi di cancro riscontrati nei pazienti civili sia simile
a quella riscontrata nelle ricerche epidemiologiche condotte
sui militari esposti agli effetti dell'uranio impoverito.
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Per quanto riguarda i bambini, il Ministero della Sanità
iracheno ha riportato un aumento generale nell'incidenza dei
tumori maligni e delle leucemie infantili. In alcuni governatorati
del sud del paese come Bassora, Misan e Dhiqar tale incidenza
è pari addirittura al 100%.
Questi dati vengono confermati anche nel rapporto Unicef
del 12 agosto 1999 sulla mortalità infantile in cui
si legge "
delle 50.000 morti in eccesso di bambini
al di sopra dei 5 anni la maggior parte è dovuta ai
tumori, problemi di cuore e ipertensione
."
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