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Per
le popolazioni sfollate all’est del Ciad arrivano ad INTERSOS
e a COOPI gli aiuti della Cooperazione Italiana
Maurizio Gentile, Capo Missione Intersos Tchad,
Abéché, 28 Luglio 2007
L’arrivo dei materiali
Erano le 7.30 del 18 luglio 2007 quando il primo
dei tre Antonov della Cooperazione Italiana, destinati al trasporto
di generi di prima necessità e medicinali per le popolazioni
sfollate all’est del Tchad, è atterrato all’aeroporto
di Abéché, la capitale della regione Ouaddai al confine
con il Darfur.
Un secondo cargo è arrivato, sempre ad Abéché,
la mattina del 23 luglio ed un terzo, destinato al trasporto dei
medicinali è atterrato la mattina del 24.
Dei tre cargo, i primi due avevano INTERSOS come destinatario e
responsabile della gestione dei materiali, il terzo era invece destinato
a COOPI.
Grazie anche alla buona collaborazione prestata dalle autorità
locali, le operazioni di scarico e immagazzinamento dei materiali
si sono svolte senza problemi.
Il carico dei cargo è composto da biscotti energetici, teloni
impermeabili, coperte, taniche per l’acqua, cisterne da 1.000
litri con tubature di distribuzione e rubinetti, kit per cucinare,
materiali per latrine e generatori elettrici.
Il primo volo trasportava anche materiali per il PAM: due grandi
magazzini prefabbricati, da utilizzare per lo stoccaggio dei viveri
destinati agli sfollati.
Gli sfollati ciadiani attualmente sono concentrati nelle sottoprefetture
di Goz Beida e Koukou Angarana e il Ministero degli Esteri italiano,
attraverso INTERSOS e COOPI che operano nell’area, ha voluto
unirsi agli sforzi della comunità internazionale per alleviare
la loro condizione, davvero drammatica.
Gli sfollati
Secondo i dati del censimento realizzato nel giugno
di quest’anno insieme all’UNHCR, nei quattro campi situati
nella sottoprefettura di Goz Beida (Koloma, Gassire, Gourououn e
Koubigou) e nei due situati nella sottoprefettura di Koukou Angarana
(Habile e Aradib) sono ospitate 16.494 famiglie per un totale di
80.176 sfollati.
In partenariato con UNICEF e UNHCR, INTERSOS opera
attualmente nei siti di Habile e Aradib (5.751 famiglie, per un
totale di 29.804 sfollati) nel settore dell’acqua e dell’igiene
e nella distribuzione di beni di prima necessità, mentre
in tutti e sei i campi opera nel settore della protezione dei bambini
e delle donne.
Modalità di distribuzione
La distribuzione dei materiali si svolge in stretta
cooperazione con le agenzie delle Nazioni Unite e gli attori umanitari
presenti sul terreno, per assicurare una copertura per quanto possibile
equa ed efficace ed evitare eventuali duplicazioni. In base alle
norme stabilite, i materiali sono destinati prioritariamente alle
famiglie più vulnerabili, (donne sole capofamiglia, anziani
senza famigliari in grado di assisterli, ecc.) e poi, via via, a
tutte le altre.
Si comincia dal sito di Habile, dove l’ultima ondata di circa
9.000 sfollati, arrivata nel campo all’inizio del mese di
maggio a seguito dell’attacco e della distruzione dei villaggi
di Tiero e Marena, era composta da famiglie costrette dalla drammaticità
del momento a fuggire senza poter portare con sé alcun tipo
di bene.
Per prima cosa vengono distribuiti i teloni impermeabili: ora più
che mai le famiglie hanno la necessità di ripararsi dalle
forti piogge di questa stagione; subito dopo è il turno delle
coperte e dei biscotti energetici. E’ stato necessario stabilire
delle priorità nella distribuzione perché le strade
sono rese impraticabili dalle piogge e dai fiumi in piena, e quindi
notevoli sono le difficoltà di trasporto dei materiali da
Abéché a Goz Beida e Koukou Angarana.
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