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Roma, 19 ottobre 2005

Lettera ai Parlamentari
Camera dei Deputati


Onorevole,

Fra qualche giorno sarà chiamato/a a votare la legge di bilancio.
Ci sembra che non siano state valutate fino in fondo le conseguenze negative di alcuni tagli alle previsioni di spesa: mi riferisco in particolare a quelli che influiscono direttamente e negativamente sulla credibilità e il ruolo dell'Italia a livello internazionale e presso le istituzioni multilaterali.

Dato che da sempre seguiamo e viviamo direttamente, con centinaia di altre associazioni e Ong, le tematiche della nostra politica estera e di cooperazione internazionale, Le chiedo pochi minuti di attenzione per motivarLe la necessità di correggere ciò che porterebbe grave pregiudizio all'Italia e conseguenze negative sugli impegni assunti e sulle iniziative politiche e di cooperazione già avviate.
Vado, sinteticamente, per punti.

1. Si tratta della riduzione di 152 milioni delle risorse destinate al MAE per la cooperazione. Un taglio pari a circa il 30% (dai 552 programmati per il 2006 ai 400 ora previsti, con una progressiva ulteriore riduzione per gli anni successivi).

2. Oltre a questo taglio per il 2006, nella correzione di bilancio di questi giorni, senza alcuna valutazione e senza alcun preavviso, il MAE si è visto azzerare, 100 milioni di disponibilità finanziarie 2005, quasi tutte già impegnate su provvedimenti importanti che attendevano solo il perfezionamento della Ragioneria. L'attività di cooperazione, in un attimo, è stata radicalmente bloccata. Si tratta di una decisione non solo finanziaria ma anche fortemente politica, su cui il Parlamento, innanzitutto, avrebbe dovuto dire qualcosa. E spero che Lei possa farlo.

Le conseguenze immediate di questo provvedimento sono gravissime. Ne cito alcune, tra le più importanti:
- vengono interrotti interventi puntuali e urgenti in appoggio all'azione politica (molto positiva) del nostro Governo in Somalia, Sudan e Israele/Palestina
- sono azzerati perfino gli interventi di emergenza, in situazioni quali il Kashmir colpito dal terremoto, il Darfur, la Somalia ecc.
- vengono bloccati gli impegni per la ricostruzione dell'Iraq e dell'Afghanistan, dove l'Italia continua ad essere in prima fila
- le Ong operanti sul terreno e in attesa dei fondi MAE (da loro stesse già anticipati con esposizioni importanti) sono messe in condizioni di gravi difficoltà, in paesi già di per sé difficili.

3. La riduzione di 152 milioni di euro per il 2006 per la cooperazione gestita dal MAE, portandola al minimo storico di 400 milioni, avrebbe tra l'altro queste conseguenze:

a) conseguenze politiche

- Sarebbe devastante per l'immagine dell'Italia e la sua credibilità. In alcuni casi verrebbero vanificati i positivi sforzi e i successi politici ottenuti con anni di serio e impegnativo lavoro a livello internazionale.
- E' da ricordare che lo stesso Presidente del Consiglio si è solennemente e ripetutamente impegnato nei summit internazionali ad aumentare gradualmente le risorse, per giungere allo 0,33% del PIL entro il 2006 e allo 0,51 nel 2010: anche recentemente, al Consiglio europeo dello scorso settembre. Questa diminuzione, andando in senso opposto, lo contraddirebbe.
- Potrebbe risultare compromessa l'azione politica per il seggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che si è basata sul consenso di molti paesi che contano sulla nostra cooperazione. Diventerà inoltre impossibile presentare candidature italiane alle Organizzazioni internazionali a cui verrebbero a mancare i contributi volontari.
- La stessa partecipazione ai processi di pace e di ricostruzione in paesi che hanno visto il nostro paese attivamente impegnato rischierebbe di doversi interrompere o, comunque, ne risulterebbe indebolita; eppure si tratta di una delle azioni italiane più significative e importanti, dati i successi ottenuti e la considerazione e stima guadagnate (si pensi al Sudan o - in particolare in questo periodo - alla Somalia)

b) conseguenze per le attività di cooperazione

- Alcuni degli impegni assunti dovrebbero essere cancellati. Si tratta di impegni già deliberati dal Comitato Direzionale e quindi concordati con i Paesi partners che ne aspettano la realizzazione, talvolta dopo anni di attesa.
- Lo stesso vale per molti impegni assunti a livello multilaterale. Ricordiamo il fondo globale contro l'AIDS, la malaria e la tubercolosi, costituito anch'esso con un impegno preciso del nostro Presidente del Consiglio e che vede l'Italia ai più alti vertici della sua gestione. Ma verrebbero meno anche impegni con altre organizzazioni multilaterali come OMS, UNICEF, UNDP, ILO, UNHCR.
- Gli interventi di emergenza, quelli che rappresentano la risposta a un dovere di solidarietà umana e di convivenza internazionale diventerebbero briciole insignificanti, dando un segnale di disinteresse e di grave insensibilità politica ed umana.
- Infine, anche l'operatività delle ONG italiane viene ridotta. Esse rappresentano spesso l'unica presenza operativa del nostro paese: presenza normalmente apprezzata e che non è mai venuta meno in questi anni di generale rallentamento della cooperazione italiana. Si tratta di una presenza umanitaria, di sviluppo, di partnership e di solidarietà che qualifica il nostro paese e che andrebbe sostenuta e valorizzata. Il taglio dei finanziamenti impedirebbe nuovi progetti e, in qualche caso, lo stesso rimborso di costi approvati e già sostenuti dalle Ong, con gravi conseguenze per la loro sopravvivenza.

La prego di prestare il massimo interesse per queste che possono apparire cose secondarie perché sembrano non avere conseguenze sulla nostra politica interna. E' l'immagine e la credibilità dell'Italia all'estero che viene seriamente corrosa: ma, a nostro avviso, anche la nostra tenuta interna dipende molto dalla nostra credibilità nel mondo.

Spero che Lei e il Suo Gruppo possiate fare qualcosa, prima che sia troppo tardi.
La ringrazio per l'attenzione e le invio i più cordiali saluti,

Nino Sergi
Segretario Generale


INTERSOS
Organizzazione umanitaria per l'emergenza
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