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JOWHAR PER RICOSTRUIRE LA SPERANZA
Giugno 2005
Sorriso aperto e sguardo allegro,
un camice bianco perfettamente stirato e limmancabile stetoscopio
al collo.
Limmagine che il Dottor Ali Omar Alawi offre di se sprigiona
ordine e serenità, e stride, non poco con la quotidianità
polverosa della città di Jowhar, placidamente adagiata sulle
rive dello Scebeli in Somalia.
Il Dottor Alawi ci accoglie caloroso sotto il patio dellOspedale
regionale, tra il passare curioso dei pazienti e lo squittio brioso
degli immancabili bambini.
Lospedale garantisce a circa 400.000 somali
(la popolazione della regione del Medio Scebeli) un reparto di medicina
e chirurgia generale, di pediatria, ginecologia e ostetricia. Queste
attività sono affiancate da un centro analisi, da una serie
di ambulatori e da un centro per la lotta alla tubercolosi.
Il Dottor Alawi è ben consapevole delle
sfide con cui deve confrontarsi giornalmente come direttore sanitario
della struttura e nella nuova Somalia sono diverse e soprattutto
difficili da affrontare.
In perfetto italiano, il Dottor Alawi elenca le patologie più
frequenti. Le infezioni polmonari, gastriti ed epatiti, artriti
e dissenteria, malaria e tubercolosi. I bambini, poi, sono sempre
i più esposti a queste malattie, ed in alcuni casi proprio
a causa della malnutrizione, queste degenerano in forme più
difficili da debellare chiarisce, allargando le braccia, il
Dottor Alawi.
Lospedale di Jowhar con il proprio reparto di chirurgia, assolve
anche le necessità di primo soccorso per i feriti da arma
bianca e da fuoco, e per i traumatizzati a seguito di liti
o incidenti stradali.
Quasi catturato dai ricordi di medico chirurgo
militare, il Dottor Alawi stigmatizza
che, rispetto al passato, le patologie sono sempre le stesse ma,
purtroppo, a seguito della disgregazione dello Stato somalo, le
strutture sanitarie e di primo intervento hanno subito un progressive
depauperamento.
La mancanza di una struttura e di unorganizzazione sanitaria
nazionale hanno aggravato la situazione anche nei centri urbani,
mentre la realtà nei villaggi rimane perduta nel tempo e
nello spazio.
Il Dottor Alawi, però, accompagnandosi
con gesti fermi, ci confida che nutre grandi aspettative per il
futuro del Paese.
Da pochi giorni, proprio a Jowhar si e insediato il primo
governo provvisorio in Somalia, paese che dal 1991 (caduta del regime
di Siad Barre allinizio della guerra civile) è travagliato
dal caos e dallanarchia.
La gran parte delle sedi delle autorità governative circondano
a corona lospedale, quasi ad abbracciarlo nel nuovo corso
politico. Anche il neonato Ministero della Sanità sta cooperando
attivamente con le Organizzazioni internazionali per definire un
piano strategico sanitario nazionale. Tuttavia, le risorse finanziarie
sono ancora scarse se confrontate con i bisogni. Non siamo
ancora entrati nella fase della ricostruzione del Paese. Qui siamo
ancora in piena emergenza sanitaria sibila a denti stretti
il Dottor Alawi con un moto di stizza. Speriamo molto
che la costituzione di un governo e il suo insediamento qui in Somalia,
ci aiuti a risolvere i problemi della popolazione conclude
il Dottor Alawi mentre comincia a scherzare con I bambini che nel
frattempo ci hanno attorniato. Superato il primo imbarazzo, ne conquista
il chiassoso sorriso.
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