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Una controffensiva delle truppe governative è prevista a Jowhar per riconquistare la città.
Nuovi scontri armati metterebbero a rischio la popolazione civile
19 maggio 2009
La presa di Jowhar, capoluogo della regione somala del Medio Scebeli, avvenuta domenica per mano delle milizie Al Shabab ha provocato la reazione delle truppe governative. Oggi sono segnalati numerosi movimenti di gruppi armati intorno alla città. Il governo di unità nazionale ha inviato un contingente pronto ad attaccare la città nel tentativo di riprenderla, mentre le milizie Shabab hanno raggruppato a Baidoa varie forze giunte anche dalla roccaforte di Kisimayo.
Jowhar, città che nel 2005 fu capitale provvisoria del paese, è ritenuta un elemento strategico per il controllo della Somalia centro meridionale. “Da ieri sera si registrano saccheggi negli uffici di alcune delle agenzie internazionali presenti” racconta da Jowhar un operatore di Intersos. L’ospedale regionale ha accolto domenica sei feriti; mentre il numero dei morti nei combattimenti è ancora incerto, è invece confermato che tre civili sono rimasti vittime degli scontri. L’abbandono della città da parte delle autorità ha evitato che i combattimenti si prolungassero col rischio di fare molte più vittime.
La minaccia di nuovi scontri armati preoccupa molto per le conseguenze sulla popolazione civile. “Dalle informazioni disponibili la battaglia che si sta preparando potrebbe essere più violenta di quella di domenica e potrebbe coinvolgere il centro cittadino”, continua l’operatore di Intersos. “Per ora non possiamo muoverci. In queste condizioni è difficile continuare ad assistere gli sfollati della zona di Jowhar e impossibile inviare i team medico-infirmeristici previsti per la zona di Afgoye, dove decine di migliaia sono ancora i profughi da Mogadiscio e da dove i nostri colleghi che operano nei campi ci mandano rapporti allarmanti sulle condizioni di salute in particolare di donne e bambini”.
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