L’IMPEGNO DI INTERSOS NELLO SMINAMENTO UMANITARIO


1. LE MINE E GLI ORDIGNI ESPLOSIVI

L’impegno di INTERSOS in attività di bonifica di territori inquinati dalla presenza di residui bellici esplosivi (ERW, Explosive Remnants of the War), dopo un periodo di confronto armato, è stato sollecitato dall’esperienza maturata in attività umanitarie svolte in contesti post-bellici quali Mozambico, Angola, Bosnia.

In simili contesti, a causa delle aree contaminate da mine antipersona e da altri ordigni rimasti inesplosi (UXOs, Unoxploded Ordnances), le popolazioni sono costrette a confrontarsi con una tragica realtà determinata dal numero elevato di incidenti che giornalmente le coinvolgono. 

Estreme possono essere le conseguenze di ogni esplosione. Morti, feriti gravi e portatori di handicap permanenti, in particolare fra la popolazione femminile, i bambini ed i lavoratori a rischio come gli agricoltori, i pastori, i boscaioli. Un danno sociale macroscopico che limita la libertà dei movimenti e la ripresa della vita socio­economica. 

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Si tratta di un pericolo che ormai non è più rappresentato dalle sole mine antipersona ma da tutti gli ERW, i residui esplosivi che la guerra moderna lascia attivi sul suolo. La presenza di proiettili inesplosi di artiglieria, razzi, missili, bombe a grappolo, oltre alle mine,  rappresenta un continuo pericolo per l’integrità fisica delle persone, impedisce lo sviluppo delle colture agricole, ritarda l’integrazione dei rifugiati e dei profughi alla fine dei conflitti, limita la libera circolazione delle persone. In sintesi, gli ERW rallentano o rendono impossibile la ripresa di qualsiasi settore dell’economia e la realizzazione dei servizi fondamentali per la sopravvivenza e crescita delle popolazioni, proprio nel momento di maggiore bisogno.


Di conseguenza, nel 1996 INTERSOS ha deciso di impegnarsi in interventi operativi nei settori di quella che viene chiamata la Mine Action, l’azione contro le mine, collaborando allo sforzo della Comunità Internazionale per eliminare gli le mine e gli ordigni esplosivi e per sviluppare programmi di educazione al rischio che essi rappresentano per le popolazioni (MRE, Mine Risk Education) e attività di sostegno alle vittime di incidenti da esplosione. 


L’anno successivo, 1997, è stata quindi fondata l’Unità per lo sminamento umanitario di INTERSOS, la MAU (Mine Action Unit), che ha operato in settori chiave quali:

1. Attività di bonifica umanitaria (mine antipersona, bombe cluster e altri ordigni esplosivi). Attualmente sta continuando un efficace programma di bonifica nell’area di Sarajevo, in Bosnia Herzegovina, iniziato nel 1999 e finalizzato a restituire le aree inquinate alla popolazione per lo sviluppo delle attività commerciali, industriali e turistiche.

2. Educazione al rischio mine (Mine Risk Education). Il più ampio programma attuale è nelle province meridionali del Libano e coinvolge sia i bambini che i giovani e gli adulti. 

3. Assistenza alle vittime, con un centro di produzione e applicazione delle protesi costruito e avviato in Angola, a Menongue.

4. Advocacy, attività di sensibilizzazione e pressione politica sul tema, in Italia e a livello internazionale, anche in collaborazione con la Campagna italiana contro le mine. Tale attività ha contribuito all’approvazione della legge per la messa al bando delle mine e ai successivi provvedimenti, fino all’attuale azione per la messa al bando delle bombe cluster.

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La MAU, Mine Action Unit di INTERSOS è regolarmente accreditata presso i MAC (Mine Action Center) nei
Paesi ove si interviene e svolge le proprie attività nell’assoluto rispetto degli standards operativi e di sicurezza IMAS, International Mine Action Standards previsti dall’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Azione contro le Mine UNMAS, United Nations Mine Action Services.


La MAU ha partecipato fin dalla sua costituzione ai più importanti momenti di incontro della Mine Action a livello internazionale, incluso il Comitato Direttivo di UNMAS, alle commissioni ed alle riunioni degli Stati membri del processo che ha portato al Trattato internazionale di Ottawa ha messo al bando le mine antipersona. Fa inoltre parte del Comitato nazionale contro le mine anti persona istituito presso il Ministero Affari Esteri.

L’Unità è stata anche impegnata sul piano formativo in ambito nazionale ed internazionale. Nei vari paesi in cui è intervenuta ha provveduto alla formazione del personale locale costituendo squadre specializzate e autosufficienti. In Italia, ha svolto negli anni quattro corsi di formazione per la preparazione di personale destinato a gestire i progetti di bonifica, Project Manager, Supervisori Tecnici ed operatori di Mine Risk Education ed ha concorso allo sviluppo di moduli specialistici nell’ambito di master di Peace Keeping svolti presso istituti universitari.

INTERSOS, dal 1997 ad oggi, è intervenuta in Angola, Bosnia Herzegovina, Serbia, Kosovo, Macedonia, Pakistan, Afghanistan, Iraq, Libano.


Nel quadro delle iniziative internazionali strutturate per fronteggiare al meglio i problemi più gravi e urgenti, ha anche gestito moduli di intervento rapido (Rapid Reaction Mechanism), con una base logistico-operativa situata nell’UNHRD, United Nations Humanitarian Reponse Depot presso l’aeroporto di Brindisi, in grado di intervenire con 48-72 ore di preavviso. Due di questi moduli hanno trovato impiego in Iraq nel 2003, con un preallarme di 48 ore, per attività di bonifica (BAC, Battle Area Clearance) e di survey e rilievo tecnico nel sud del paese ed in particolare nel distretto di Bassora. 

2. GLI INTERVENTI NEI VARI PAESI

Tutti gli interventi operativi di mine action sviluppati da INTERSOS nei vari paesi sono stati improntati innanzitutto allo sviluppo delle specifiche capacità, attraverso una formazione e addestramento continui, e al raggiungimento di obiettivi significativi per la vita, lo studio, il lavoro, i movimenti delle popolazioni. Più che al numero degli ordigni esplosivi, comunque sempre molto alto, si è data attenzione alla quantità di popolazione a cui è stata restituita la sicurezza.

Le attività di sminamento e di bonifica ordigni esplosivi di vario genere sono state accompagnate da programmi di MRE, Mine Risk Education per educare la popolazione (in particolare i bambini) sul pericolo delle mine e degli ordigni esplosivi e per porla nella condizioni di saper convivere con il pericolo specifico, fino a quando non potrà essere completamente eliminato. In molti paesi INTERSOS è stata sollecitata a sviluppare veri e propri programmi di MRE diffusi sul territorio.  

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IRAQ


La Mine Action Unit di INTERSOS è stata operativa in Iraq dal 2003 al 2006.

Nel giugno del 2003 è intervenuta con due Squadre di Intervento Rapido di 15 persone ciascuna, dando corso ad un progetto di emergenza, della durata di sei mesi, a sostegno delle operazioni di assistenza umanitaria. In questo contesto, nel distretto di Bassora sono state svolte attività di :

a. Survey e delimitazione di un’area collocata in un quadrato di 1 km di lato ubicata immediatamente a nord di Bassora e contraddistinta da un’elevatissima presenza

di ordigni esplosivi precedentemente conservati in depositi militari dell’esercito iracheno ed abbandonati a seguito della guerra.

  1. Raccolta e distruzione di circa 30.000 ordigni di vario tipo. 
  2. Bonifica del territorio da bombe a grappolo rimaste inesplose a seguito dei bombardamenti della coalizione anglo-americana.
  3. Attività di Mine Risk Education a favore della popolazione, svolta nei Governatorati del sud del paese. Il progetto è stato finanziato da ECHO, l’Ufficio Umanitario della Commissione Europea, con l’obiettivo di salvaguardare la popolazione e permettere l’operatività delle organizzazioni umanitarie nelle attività di assistenza e ricostruzione.

Successivamente, sempre a Bassora, dal marzo 2004 la MAU di INTERSOS ha sviluppato due progetti di formazione e addestramento, finanziati dalla Cooperazione Italiana tramite UNMAS e UNDP (UN Development Programme) per la preparazione di squadre di bonificatori BAC (Battle Area Clearance) costituite da personale iracheno, la fornitura dell’equipaggiamento, delle attrezzature e degli automezzi necessari per gli interventi operativi e l’assistenza nello sminamento. Sono state avviate attività di bonifica e svolte attività di educazione al rischio delle mine. Nel maggio 2006, l’impossibilità di garantire la sicurezza agli operatori italiani di INTERSOS ha imposto l’interruzione del progetto, anche se sono continuate le attività del personale iracheno che era stato formato e addestrato, in altri programmi di bonifica dell’UNDP e del Governo iracheno.

ANGOLA

In Angola la Mine Action Unit di INTERSOS è stata operativa a partire dal 1997 e pressoché ininterrottamente fino al 2006, operando nelle province meridionali Huila, Cuando Cubango (dove è stato anche realizzato e gestito un Centro Ortopedico per l’assistenza alle vittime delle mine) e Cunene.

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Dopo un primo periodo di strutturazione locale con interventi di addestramento e supervisione, nel 1999 INTERSOS ha avviato un progetto di bonifica nella provincia di Huila che è stato completato nel 2001, con finanziamento dell’Unione Europea e dal Governo Italiano, finalizzato a garantire il rientro in sicurezza degli sfollati nelle aree di provenienza da dove erano stati costretti a fuggire a causa della guerra civile. 

Successivamente, nel 2001, INTERSOS ha realizzato un intervento di bonifica in un’area molto contaminata da ordigni esplosivi di ogni tipo nella città di Menongue, provincia di Cuando Cubango. L’intervento è stato finanziato dalla Cooperazione Italiana.

Per migliorare la situazione umanitaria, supportando il processo di pace attraverso la smobilitazione, la reintegrazione e il rientro dei rifugiati nella provincia di Huila, un altro progetto è stato iniziato nel 2003 con l’obiettivo di ridurre gli incidenti a causa delle mine. Le attività hanno comportato azioni coordinate comprendenti l’individuazione, la segnalazione e la delimitazione delle aree pericolose, attività di informazione e educazione e interventi di bonifica d’emergenza.


INTERSOS ha poi continuato le attività di mine action in Angola fino alla fine del 2006, sviluppando progetti finanziati dalla Commissione Europea e da UNDP/Cooperazione Italiana in tre Province contemporaneamente, rispettivamente Huila, Cuando Cubango e Cunene. Progetti complessi che hanno previsto la formazione del personale locale, il loro equipaggiamento ed il loro coordinamento in attività di survey, di bonifica, di MRE.


Le attività svolte in poco meno di dieci anni hanno permesso di rendere accessibili e transitabili in sicurezza più di 2000 km di strade, di segnalare centinaia di mq di aree ancora pericolose, di bonificare migliaia di mq di territorio e di informare e educare al rischio mine la popolazione residente in tre delle maggiori province angolane, con un numero di persone liberate dalle mine che può essere stimato in oltre 700.000 persone.


In questo contesto sono stati individuati ed eliminati più di 20.000 ordigni non esplosi fra mine ed UXOs ed addestrate ed equipaggiate circa 400 persone concorrendo in modo significativo al recupero degli smobilitati in un paese che usciva da 25 anni di guerra civile.


BOSNIA


La MAU di INTERSOS ha avviato attività di sminamento umanitario sin dal 1996 con vari interventi nei Cantoni di Tuzla e di Sarajevo per rendere possibile in piena sicurezza il ritorno dei profughi e degli sfollati e la ricostruzione. Progetti sviluppati con finanziamenti della Commissione Europea, della Cooperazione Italiana, di Regioni e Enti locali italiani, oltre che da donatori privati sostenitori di INTERSOS.

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Nel 1999 è stata realizzata la bonifica di un’area di oltre 30.000 mq destinati alla realizzazione di un mercato rionale nel quartiere di Stup nella periferia di Sarajevo. 


Successivamente nel 2002, la MAU ha iniziato un intervento di bonifica dell’impianto industriale FAMOS a Sarajevo, volto a ridurre le aree a rischio e a contribuire al rilancio delle attività produttive e dell’occupazione. L’intervento è stato finanziato dalla Cooperazione Italiana ed è proseguito per altri due anni fino ad arrivare a rendere sicura

tutta l’area industriale. Contemporaneamente la MAU è stata impegnata nella bonifica di un’area termale nel comune di Ilidza, per la ricostruzione di un centro medico di riabilitazione di portatori di handicap strutturato con circa 400 posti letto.   


Le attività sono proseguite con la bonifica di altre aree di elevato significato sociale ed interesse economico per la popolazione come il monte Trebenic, zona turistica e adatta agli sport invernali che nel 1984 ha ospitato le olimpiadi invernali di Sarajevo ma che durante la guerra è stata uno dei punti dell’assedio della città. Un’area significativa per tutta la Federazione. Parte delle attività sono state finanziate dalla Regione Piemonte che si apprestava a ospitare le Olimpiadi invernali.


Le attività di bonifica sono state realizzate con personale bosniaco formato ed equipaggiato da INTERSOS, coordinato e supervisionato da specialisti italiani di pregressa e consolidata esperienza. 


Attualmente INTERSOS prosegue le attività di sminamento e bonifica in Bosnia, con finanziamenti della Cooperazione Italiana, finalizzate al recupero di aree agricole ancora inquinate da ERW.


KOSOVO


Dal giugno del 1999 al dicembre 2001 INTERSOS ha realizzato un ampio intervento di bonifica, sia di mine che di bombe cluster e altri ordigni esplosivi. La ripresa della vita sociale, dei movimenti, delle attività economiche e produttive era infatti condizionata, nel dopo guerra, da queste presenze. In coordinamento con il MACC, Mine Action Coordination Center della Missione delle Nazioni Unite in Kosovo (UNMIK), l’attività della MAU è stata inizialmente orientata alla bonifica di case e edifici pubblici per favorire il rientro dei profughi e la stabilizzazione nelle municipalità di Pec/Peja, Klina e Istok, con progetti finanziati da ECHO (Commissione Europea), dai fondi privati della Missione Arcobaleno e dalla Regione Lazio.

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Nello stesso programma sono stati successivamente sminati alcuni campi inquinati in aree prioritarie (adiacenti all’aeroporto e a villaggi densamente popolati): si sono così restituiti alle amministrazioni e alla popolazione infrastrutture di servizio, terreni agricoli, aree produttive. I quindici operatori italiani e bosniaci (precedentemente formati) di INTERSOS hanno inoltre organizzato un corso per la formazione degli sminatori locali. Parallelamente sono stati realizzati una quarantina di interventi rapidi, per la neutralizzazione di ordigni inesplosi, comprese numerose bombe cluster (a grappolo).


Sulla base dell’esperienza maturata, la MAU di INTERSOS è stata incaricata direttamente dal MACC-UNMIK della realizzazione di un intervento – finanziato dall’ITF (International Trust Fund della Slovenia), UNOPS e EAR Agenzia Europea per la Ricostruzione  - specificamente mirato alla bonifica di terreni inquinati dalle bombe cluster.


Le attività svolte in Kosovo hanno permesso di formare oltre 40 operatori locali ai vari livelli di specializzazione e di attuare interventi per restituire sicurezza alle popolazioni residenti nelle aree di Peja/Pec, Klina, Istok, Decan/i, Giacova, Pristina e Kievo. 


SERBIA e MONTENEGRO


La MAU di INTERSOS ha svolto nel giugno del 2002 la survey e valutazione della presenza delle mine e degli ordigni inesplosi nelle due Repubbliche di Serbia e di Montenegro, fornendo le informazioni per la realizzazione di una Banca Dati standardizzata che nel tempo ed ancora oggi è presa a riferimento per gli interventi di bonifica in corso nel Paese. Il progetto è stato finanziato dall’ITF sloveno.


EX REPUBBLICA YUGOSLAVA DI MACEDONIA


Grazie al finanziamento della Commissione Europea, INTERSOS ha realizzato una operazione “di intervento rapido” di bonifica a supporto di un programma di ricostruzione delle case. Il progetto era situato nelle cittadine che si trovano lungo il confine nord con il Kosovo, per poter permettere il rientro dei profughi. Più di 700 case e gli ambienti circostanti sono state bonificati dal settembre 2001 al marzo 2002.


AFGHANISTAN


L’Afghanistan è uno dei paesi più inquinati dalla presenza sul territorio delle mine antipersona, come se le guerre dei decenni precedenti stessero continuandoo senza fine, uccidendo e mutilando persone innocenti. I bombardamenti della Coalizione intervenuta dopo l’11 settembre per sconfiggere i Talebani hanno aggravato la situazione, lasciando sul suolo afgano ordigni inesplosi, in particolare le bombe cluster con effetti devastanti per chi le toccasse.

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La MAU di INTERSOS è intervenuta dal gennaio del 2002 al dicembre 2005, svolgendo

un’intensa attività di formazione, addestramento e trasferimento di conoscenze

tecniche e organizzative: formazione di operatori afgani, coordinamento, stesura di procedure operative standardizzate (SOP) nel rispetto di quanto prescritto da UNMAS a livello internazionale. 


Grazie a finanziamenti della Commissione Europea e di UNMAS, abbiamo operato dapprima per sviluppare un intervento operativo di urgenza -  immediatamente dopo la fine dei bombardamenti - per la bonifica da mine ed ordigni inesplosi, con particolare attenzione alle bombe cluster. L’obiettivo principale consisteva nel rendere sicuri aeroporti, strade ed altre importanti aree di servizio frequentate dalla popolazione, per salvaguardarne l’integrità fisica, permettere l’afflusso degli aiuti umanitari, il ritorno degli sfollati e dei rifugiati e per facilitare l’opera di ricostruzione. 


A questi interveti di urgenza sono seguite attività di survey, EOD (ricerca e distruzione di ordigni inesplosi) e BAC (bonifica di aree di combattimento) effettuate in collaborazione con l’Ong afgana ATC con lunga esperienza nel Paese ed in stretto coordinamento con il Mine Action Program for Afghanistan (MAPA) delle Nazioni Unite.


3. ATTIVITÀ DI MINE RISK EDUCATION

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Le attività di informazione e educazione delle popolazioni a rischio sono uno strumento essenziale per la prevenzione degli incidenti e la riduzione del numero delle vittime. Tutti i programmi di bonifica di INTERSOS sono affiancati, secondo le necessità locali, da azioni di Mine Risk Education, disegnati in accordo con le linee guida dell’UNICEF, che in questo settore ha assunto il ruolo di agenzia ONU di riferimento. 


LIBANO. I bombardamenti dell’aviazione israeliana dell’estate 2006 hanno fatto ampio uso di bombe cluster (a grappolo). Una percentuale superiore al 15% è rimasta inesplosa sul terreno, causando vittime civili anche dopo la fine della guerra. Anche altri ordigni esplosivi, usati dalle parti in conflitto, rappresentavano un pericolo, in particolare per i bambini.


INTERSOS si è attivata nel settembre del 2006 per sensibilizzare ed informare la popolazione sui gravi rischi dovuti alla presenza diffusa degli ordigni, avviando dapprima una serie di interventi nelle scuole e centri per l’infanzia raggiungendo oltre

6.000 bambini nelle tre province meridionali del paese maggiormente colpite dai bombardamenti (Tiro, Nabatiye e Beint Jbail). Attraverso il gioco, gruppi di

discussione, cartoni animati, pubblicazioni varie, si è trasmesso il messaggio sui comportamenti idonei da mantenere e le attitudini pericolose da evitare.


In seguito, l’attività di Mine Risk Education è stata indirizzata anche alle categorie della popolazione adulta ad elevato rischio, quali gli agricoltori, gli artigiani, i pastori ed i muratori oltre 5.000 persone sono state raggiunte) e agli operatori internazionali e libanesi delle organizzazioni umanitarie impegnate nei progetti di assistenza e di ricostruzione.


Le attività sono state realizzate da INTERSOS in partnership con l’UNICEF e la Cooperazione Italiana, nel quadro del programma coordinato dal Governo libanese e dalle Nazioni Unite (UNMAC).

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BOSNIA. INTERSOS ha lanciato nel Paese una prima campagna di informazione sul rischio mine nel 1996 congiuntamente alle operazioni di bonifica ed a favore di circa

10.000 persone nelle regioni di Tuzla e Sarajevo. L’iniziativa è stata finanziata dal Governo Italiano e dalla Commissione Europea.


Da marzo a maggio 2004 la MAU di INTERSOS ha inoltre realizzato in collaborazione con le Università di Sarajevo e di “Roma Tre” una ricerca sociologica finalizzata all’identificazione dei comportamenti a rischio delle fasce di popolazione maggiormente esposte. 


Dal 2006 ad oggi tutti i progetti di bonifica realizzati in Bosnia sono accompagnati da altrettanti progetti di Mine Risk Education sviluppati da una squadra di operatrici e operatori bosniaci formati da INTERSOS, che operano su diverse municipalità della federazione.


ANGOLA. Da ottobre 2003 ad aprile 2004 le attività sono state realizzate con la Ong angolana Club de Jovens, nella provincia di Huila, grazie al finanziamento di OCHA. Con metodo partecipativo, sono state coinvolte le comunità di villaggio, anche al fine di formare dei volontari capaci di sviluppare, all’interno delle proprie comunità, regolari programmi di informazione ed educazione al rischio mine.


Successivamente, da maggio 2004 a marzo 2005, con un finanziamento UNICEF/Cooperazione Italiana, INTERSOS ha indirizzato i programmi di Mine Risk Education ai profughi che facevano ritorno nei propri villaggi durante la permanenza nei centri di transito nelle province di Cuando Cubango e Huila. 


KOSOVO. Parallelamente alle attività di sminamento e di bonifica delle abitazioni, INTERSOS ha costituito una squadra di operatori locali per svolgere una formazione capillare tra la popolazione dei villaggi, nelle scuole e nei centri sociali in merito ai pericoli da mine ed ordigni esplosivi. Dal 1999 al 2001 oltre 15.000 persone a rischio sono state informate e formate a corretto comportamento per evitare ogni sorta di pericolo legato agli ordigni esplosivi.

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PAKISTAN. Dal 2002 le attività di Mine Risk Education sono state indirizzate ai rifugiati afgani nei campi profughi situati nella Provincia North West Frontier, lungo il confine con l’Afghanistan. L’intervento ha incluso l’informazione sul rischio mine, ordigni inesplosi e bombe cluster, la formazione di personale locale, la produzione di materiale informativo e lo svolgimento di sessioni comunitarie, la distribuzione di poster e opuscoli informativi.


AFGHANISTAN. dal marzo 2003 al febbario 2004 un’operatrice di INTERSOS esperta in Mine Risk Education ha collaborato con il MACA (Mine Action Centre for Afghanistan) delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di aumentare le capacità dell’Ong locale META (Monitoring, Evaluation and Training Agency) e dei partner del UN MAPA (Mine Action Programme for Afghanistan). E’ stato prodotto un pacchetto di schede formative per Ong locali e internazionali e per i volontari delle comunità e sono state predisposte per UN MAPA linee guida e strumenti per il monitoraggio e la valutazione delle attività di Mine Risk Education.


IRAQ. Insieme alle attività di sminamento e di addestramento degli operatori iracheni a  Bassora, sono stati creati fin dal 2003 alcuni strumenti specifici, quali un

cartone animato di 20 minuti per i bambini che è stato proiettato nei programmi televisivi e nelle scuole, alcuni manifesti illustrativi e un “percorso tra le mine” per i rifugiati che tornavano in Iraq, al momento del loro arrivo al centro di transito gestito da INTERSOS in un programma con l’UNHCR.

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4. ASSISTENZA ALLE VITTIME


Dal 1999 al 2004 è stato costruito, avviato e gestito un centro ortopedico per la produzione di protesi, la  riabilitazione delle vittime delle mine antipersona, l’inserimento in attività agricole. Il centro ortopedico, finanziato dalla Commissione Europea, dalla Cooperazione Italiana e da donatori privati, è situato a Menongue in Angola, nella Provincia sud-orientale di Cuando Cubango, una tra le più minate del paese.

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5. ATTIVITÀ DI SENSIBILIZZAZIONE E ADVOCACY


INTERSOS è membro attivo della Campagna italiana contro le mine antipersona, sezione nazionale della Campagna Internazionale per la messa al Bando delle mine, vincitrice del premio Nobel per la pace nel 1997.

Ha partecipato alle iniziative di proposta e pressione politica che hanno portato all’approvazione delle leggi:

  1.  374/97 che mette al bando le mine antipersona, dalla produzione, al commercio, all’uso e stabilisce la distruzione della dotazione presso le Forze Armate italiane; n.106/99 che ratifica il Trattato internazionale di Ottawa;
  2.  58/01 per il finanziamento di attività contro le mine e in favore delle vittime.

sminamento INTERSOS partecipa annualmente, insieme alla Campagna italiana contro le mine, alla realizzazione del Land Mine Monitor Report, il voluminoso rapporto della Campagna internazionale contro le mine sulla situazione nei vari paesi e sugli adempimenti per l’attuazione del Trattato di Ottawa.

INTERSOS e la Campagna italiana fanno parte del “Comitato Nazionale contro le mine”, istituito presso il Ministero degli Affari Esteri, a cui partecipano gli attori governativi e non governativi attivi nella Mine Action.


FORMAZIONE


La formazione è una componente essenziale delle attività di Mine Action, in quanto tutto il settore è regolato da attente procedure standardizzate, con metodologie che non possono essere inventate ma che debbono essere insegnate, apprese e che sono continuamente aggiornate. 


In tale ottica la MAU di INTERSOS ha svolto nel corso degli anni varie attività di formazione.  In particolare:

1. Operatori di bonifica umanitaria. Per ampliare e migliorare la preparazione del nucleo di esperti per le attività di sminamento umanitario sono stati organizzati corsi di formazione sia in Italia che nei Paesi di intervento.

In questi ultimi la formazione è stata sempre sviluppata a premessa, durante ed alla ripresa di qualsiasi attività di bonifica, con programmi approvati da UNMAS, per preparare specialisti ai diversi livelli operativi, quali Supervisore Tecnico, Team Leader, Esperti in demolizione ordigni (EOD), bonificatori, topografi e specialisti di Mine Risk Education. Dal 1998 ad oggi sono stati formati nei vari paesi più di 400 operatori specializzati.

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Analoga attività è stata svolta in Italia per la formazione dello staff tecnico (Supervisore) e per quello manageriale (Project Manager) destinato all’estero. Dal 1998 al 2003 sono stati svolti quattro corsi di formazione finalizzati ad insegnare a personale con pregressa esperienza nel settore specifico (acquisita durante il servizio militare) gli standard UN di bonifica umanitaria e gli elementi di base che caratterizzano le attività svolte dalle Organizzazioni non governative nelle aree di crisi.

Complessivamente hanno frequentato questi corsi e sono stati abilitati alle attività 60 operatori.

2. Project Manager in Mine Risk Education. Nel luglio del 2003 la MAU di INTERSOS, in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre, ha organizzato un corso di una settimana per Project Manager in Mine Risk Education, allo scopo di consolidare la propria metodologia di lavoro e formare operatori in grado di realizzare attività di informazione e educazione delle popolazioni a rischio, coinvolgendo e impegnando le comunità.

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