
RACCOMANDAZIONI FORMULATE DAL SEMINARIO DI STUDIO
SULLA PROTEZIONE E PROMOZIONE DELLE MINORANZE
NEI PROCESSI DI SOCCORSO - RIABILITAZIONE E SVILUPPO
Roma, 30 maggio 2003
Nel quadro di un progetto volto a favorire
una maggiore coscienza dei diritti delle minoranze nei processi di sviluppo
e negli interventi umanitari, che Intersos sta realizzando insieme alla ONG
britannica "Minority Rights Group International", si è svolto
a Roma un seminario di studio sulla protezione e promozione delle minoranze
nei processi di soccorso - riabilitazione e sviluppo. Il seminario ha avuto
luogo a Roma, nella sede della Rappresentanza dell'Unione Europea in Italia,
il 30 maggio 2003.
Vi hanno partecipato esponenti delle seguenti ONG:
- Accion contra el Hambre (Spagna)
-Association for Democratic iniziative (Macedonia)
-CISP (Italia)
-COSV (Italia)
-Handicap International (Francia)
-Hellenic Institute of Solidarity and Cooperation (Grecia)
-Intersos (Italia)
-Medici del Mondo (Grecia)
-Minority Rights Group International (Regno Unito)
-Movimiento por la Paz el Desarme y la Libertad (Spagna)
-Movimondo (Italia)
-Ted Wii Women Development Group (Uganda)
-Union pour l'Emancipation de la Femme Autoctone (R D Congo)
I lavori hanno visto la presentazione di concrete esperienze da parte di ciascuna ONG partecipante, e una successiva fase di dibattito e approfondimento, cui è seguita l'individuazione di raccomandazioni da indirizzare alle istituzioni europee e alle ONG europee. Di seguito il testo approvato durante il Seminario.
PREAMBOLO
Dal Seminario svoltosi il 30 maggio a Roma abbiamo appreso una lezione fondamentale: le ONG operative e quelle di tutela hanno bisogno le une delle altre al fine di divenire più efficaci nell'opera di protezione e di promozione delle minoranze, specialmente nelle situazioni più drammatiche e straordinarie, come pure nelle fasi di riabilitazione e di rilancio dei processi di sviluppo da avviarsi al termine di qualsiasi evento calamitoso, sia esso naturale o provocato dalla volontà umana.
Una relazione come "mani e voci" tra i due tipi di ONG è di una straordinaria importanza per la corretta conoscenza delle situazioni (e quindi per la corretta individuazione dei bisogni e delle azioni possibili) e, d'altra parte, per l'efficacia del servizio di tutela.
In questo spirito di cooperazione, i partecipanti hanno elaborato - e ora sottopongono - le seguenti raccomandazioni.
RACCOMANDAZIONI RIVOLTE PARTICOLARMENTE ALL'UNIONE EUROPEA
La protezione delle minoranze nelle situazioni di emergenza (naturale o provocata dalla volontà umana) dovrebbe essere coerente con i diritti delle minoranze e garantita da misure legali appropriate.
L'Unione Europea dovrebbe accordare maggiore attenzione ai diritti delle minoranze nei Documenti di Strategia Paese (Country Strategy Papers), specialmente quelli riguardanti i Paesi che si trovano in fase post-bellica o post-disastro. In particolare, le parti di società civili locali che rappresentano le minoranze dovrebbero essere associate alla individuazione di tali strategie.
La protezione e l'inclusione delle minoranze nei processi di riabilitazione e sviluppo dovrebbe essere assicurata attraverso un approccio trasversale; al fine di ampliare l'attenzione alle minoranze, i formulari per la presentazione dei progetti dell'Unione Europea dovrebbero includere in paragrafo dedicato all'attenzione data alle minorazne nelle proposte di progetto.
RACCOMANDAZIONI RIVOLTE PARTICOLARMENTE ALLE ONG
Le ONG che vogliono impegnarsi in favore delle minoranze dovrebbero essere consapevoli che la finalità di tale impegno è il pieno riconoscimento e rispetto degli uguali diritti delle minoranze in occasione di una calamità e dei susseguenti processi di riabilitazione e sviluppo. Ciò comporta che le ONG debbono essere disponibili a un impegno di lungo termine, poiché i suddetto riconoscimento e rispetto richiedonoo importanti cambiamenti e miglioramenti nelle relazioni tra le minoranze e le maggioranze.
Il riconoscimento della pari dignità delle minoranze comporta anche il rifiuto di qualsiasi atteggiamento paternalista verso di loro e, al contrario, comporta uno sforzo importante nel settore del "capacity building" dei gruppi e delle associazioni delle minoranze, da avviare dall'inizio dell'intervento umanitario e da proseguire durante le fasi successive di riabilitazione e di sviluppo. L'opera di "capacity building" dovrebbe essere impostata in modo tale che, sin dall'inizio di un intervento, i raggruppamenti delle minoranze siano considerate partner.
Nel corso dei sopralluoghi volti a individuare
le operazioni umanitarie e i rispettivi beneficiari, le ONG internazionali dovrebbero:
-coniugare i loro sforzi per evitare duplicazioni esovrapposizioni (e quindi
spreco di denaro),
-favorire un buon coordinamento tenendo conto delle eventuali specializzazioni,
-coinvolgere gli esponenti delle minoranze nell'individuazione dei bisogni e
delle risorse.
Infine, iniziando dal presente seminario e dal relativo progetto, le ONG dovrebbero creare una rete destinata a: avere una situazione aggiornata circa la protezione delle minoranze; scambiare informazioni, esperienze e buone pratiche; far pressione sulle istituzioni che detengono il potere; svolgere attività di tutela, anche in forma congiunta in paesi particolarmente problematici.
RACCOMANDAZIONI RIVOLTE SIA ALL'UNIONE EUROPEA CHE ALLE ONG
Gli uffici della Commissione Europea (in sede e sul campo) e le ONG dovrebbero curare maggiormente le relazioni con i mass media: la loro attenzione ai disastri dovrebbe andare oltre i primi giorni, e dovrebbero preoccuparsi non solo dei "grandi numeri" ma anche delle minoranze. Una tale attenzione dovrebbe incrementarsi specialmente dopo i disastri/conflitti, quando arriva il momento di ristabilire condizioni "normali", ricostruendo infrastrutture e economia, come pure pace e capacità di convivenza dei vari gruppi.
Nella ricostruzione dei contesti post bellici, la Commissione Europea e le ONG dovrebbero facilitare al massimo la creazione di meccanismi locali di rappresentanza delle minoranze.
Nelle fasi di riabilitazione e di sviluppo, dovrebbe essere concretamente rispettato il diritto delle minoranze all'accesso all'educazione e all'istruzione.
Un'attenzione particolare dovrebbe essere accordata al tema delle discriminazioni indirette; sarebbe opportuno definire e porre in essere dei sistemi per individuarle, monitorarle e affrontarle.
Durante l'intero processo di soccorso-riabilitazione-sviluppo, una particolare attenzione dovrà essere rivolta alla protezione e promozione delle donne appartenenti ai gruppi minoritari che, molto spesso, sono emarginate all'intero della loro comunità minoritaria, soffrendo così doppiamente per la negazione della dignità.
(testo originale in lingua inglese)