 |
PAKISTAN,
E' EMERGENZA UMANITARIA. PROSEGUE L'AZIONE DI INTERSOS
I primi aiuti di INTERSOS sono giunti dopo appena 72 ore
a Islamabad, grazie ad un aereo cargo messo a disposizione
dalla Cooperazione Italiana per l'immediata risposta ai bisogni
dei terremotati. 
E' stato subito condotto il sopralluogo nell'area di Balakot
e più precisamente nei villaggi di Mohellah Eid
Gah e Hassa Village, dove gli operatori di Intersos hanno
potuto verificare la drammatica situazione in cui versa l'intera
area. Pochissimi edifici sono rimasti integri ma sono per
lo più danneggiati nelle parti strutturali, per il
resto tutto è stato raso al suolo e regna un'immane
desolazione.
Il campo di accoglienza per i terremotati è stato
allestito nell'area di Balakot ed intitolato con il consenso
della famiglia alla memoria di Alberto Bonanni, dipendente
dell'Ambasciata Italiana a Islamabad morto durante il terremoto
che ha sconvolto il Pakistan. Alberto era un amico di Intersos
e lo ricordiamo per la sua grande disponibilità ed
il suo prezioso aiuto alla nostra organizzazione.
il campo attualmente ospita circa 600 persone. La fase di
ottimizzazione ha compreso l'elettrificazione del campo, l'ottimizzazione
della distribuzione di acqua ed i servizi igienici. La vita
comune è ripresa e la gente comincia a pensare al prossimo
futuro, riprendendo piccole attività produttive e ritornando
lentamente al lavoro. Nel campo sono state avviate le prime
basilari attività di animazione della comunità,
anche tramite la creazione dei comitati che coordinano e cooperano
per organizzare l'esigenze dell'emergenza in corso.
Nei primi giorni di novembre il campo è stato visitato
dal sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, l'Ambasciatore
d'Italia in Pakistan, il Ministro del Turismo Federale Pakistano,
la Protezione Civile Italiana e la Cooperazione Italiana,
oltre alla stampa italiana.
Gli operatori di Intersos hanno allestito un ulteriore campo
nella zona di Ghool. In realtà si tratta di
un "hub invernale", ossia un centro creato in stretto
contatto con il governo pakistano, composto da tre sottocampi
a distanza di pochi chilometri l'uno dall'altro, che ospitano
ed ospiteranno le comunità locali residenti e le famiglie
provenienti dai villaggi d'alta quota. Il livello di distruzione
dell'area ha raggiunto infatti il 100% degli edifici. Al momento
sono installate un centinaio di tende invernali, alle quali
se ne aggiungeranno altre 30 per espandere la capacità
ricettiva. Il totale della ricezione potenziale si aggirerà
attorno alle 1500 persone. La grande difficoltà iniziale
nei trasporti è stata superata dalla buonissima collaborazione
dell'esercito pakistano. Ad oggi oltre ad uno staff permanente
internazionale di INTERSOS, ed alcuni staff nazionali, vi
sono ancora una cinquantina di militari che collaborano nel
campo. Sono stati garantiti i servizi sanitari di base e la
di distribuzione dell'acqua. Restano problemi da risolvere
la distribuzione di alimenti ed un presidio più stabilizzato
per la sanità. In questi giorni si è anche posta
un'attenzione particolare al problema del bestiame (fonte
principale di reddito e sopravvivenza della popolazione nell'area),
iniziando la costruzione di ripari invernali per i bufali,
le mucche, le capre e le pecore. Si stanno avviando le prime
attività di animazione e di educazione primaria. L'intento
fondamentale è quello di offrire in fase invernale
un centro di accoglienza attrezzato per la popolazione e nel
contempo evitare il sovraffollamento dei campi a valle. Per
questo motivo con più di cento muli si fa la spola
per portare aiuti ai villaggi d'alta quota. Anche l'UNHCR
ci ha sostenuto in questo primo sforzo in Pakistan. Al momento
hanno fornito 350 tende e 1.600 teli di plastica. Nei prossimi
giorni si metteranno a disposizione anche stufe e set da cucina.
16 novembre 2005
|