SOMALIA
 
 
 
 
 
 
   
 
   
 
   
 
   
 

SOMALIA. SI AGGRAVA L’EMERGENZA SFOLLATI
150.000 ANCHE NEL GALGADUD

28 aprile 2008

“Circa centocinquantamila sfollati hanno abbandonato Mogadiscio negli ultimi mesi a causa dell’inasprimento del conflitto nella capitale, per riversarsi nella regione semidesertica del Galgadud nella Somalia centrale”, riferisce Enzo Maranghino, responsabile del programma di assistenza ai profughi avviato da Intersos in Somalia.. Si tratta di profughi che si aggiungono ai quattrocentomila sfollati nell’area di Afgoye. Si tratta in gran parte di persone originarie del Galgadud che si erano trasferite a Mogadiscio nel ’91, all’inizio della guerra civile e che, con l’aggravarsi degli scontri armati nel 2007, hanno cominciato a rientrare, sommandosi agli sfollati provenienti dalle zone rurali colpite dalla siccità. “Il grande problema è che si stanno dirigendo in una regione in ginocchio e il loro arrivo non fa altro che moltiplicare la povertà, la scarsità di risorse e la tensione che affligge quest’area”: afferma Enzo.

Le aree del Galgadud più interessate dal rientro degli sfollati, sono Dusmareb, Adado e Guriel. Enzo sottolinea che, “a causa della particolare scarsità di piogge negli ultimi anni, la maggioranza della popolazione di questa regione è al limite della sussistenza e l’arrivo dei nuovi profughi in così alto numero sta aggravando la situazione; se le piogge rimanessero scarse anche quest’anno, la siccità potrebbe tramutarsi in carestia, un disastro umanitario pari a quello degli anni 90-92”.

Ai rischi ambientali nel Galgadud, si aggiunge l’inflazione e l’aumento abnorme dei prezzi del cibo. Secondo l’ultimo rapporto del FSAU (Food Security Analysis Unit) e FEWS (Famine Early Warning Systems Network), nella Somalia centrale e meridionale il prezzo di prodotti locali quali mais e sorgo è aumentato del 300%-400% negli ultimi 12 mesi, mentre altri prodotti importati quali riso e olio vegetale sono aumentati del 150%. Tutto questo mentre la moneta locale si è deprezzata del 65%, arrivando negli ultimi  tre mesi all’80%. L’aumento esponenziale del prezzo del cibo è anche dovuto al costo elevatissimo del trasporto, da addebitare non solo al prezzo del petrolio, ma anche agli onerosi e numerosi pedaggi richiesti ai posti di blocco (delle autorità ma anche delle milizie, dei clan e degli approfittatori) disseminati lungo le strade.

Intersos è intervenuta dal novembre 2007 nell’area di Afgoye ove risiedono circa quattrocentomila profughi e sta preparando un intervento più ampio che comprende anche la regione del Galgadud. Darà particolare attenzione alle necessità di acqua (con la costruzione o riattivazione di pozzi e di barg, vasche per la raccolta e conservazione dell’acqua per i pastori nomadi), all’assistenza e protezione delle fasce più deboli e bisognose (bambini, donne sole, anziani), alla formazione professionale per permettere ai giovani l’avvio di attività produttive.

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