Kosovo:
continuano la formazione e le attività
di dialogo interetnico e interculturale.
In questi ultimi cinque anni, Intersos ha svolto in
K osovo
numerosi corsi di formazione legati alle attività di conservazione
e restauro dei beni culturali e alle iniziative per il dialogo tra
culture e entità diverse e la pacificazione. Le attività
svolte hanno portato molti giovani ad una crescita personale e professionale
che permetterà loro di entrare nel mondo del lavoro con una
prospettiva più concreta. Ma tali iniziative si sono inserite
nel più ampio programma finalizzato a promuovere la collaborazione
tra le comunità ancora divise, con speciale attenzione alle
comunità serba e albanese.
Il 21 Settembre 2006 INTERSOS ha organizzato nel villaggio
serbo-kosovaro di Gorazhde c/Goradevac
un evento molto significativo.
Terminato il periodo di formazione-lavoro di sei ragazzi serbi
di Gorazhdec/Goradevac sull’ultilizzo del programma
“autocad” per lo studio dei preziosi affreschi del Patriarcato
ortodosso di Pejë/Pec (XIII-XIV sec.), si è svolta la
consegna dei diplomi. Gli attestati di partecipazione sono stati
consegnati in presenza di del direttore dell’IPM, Istituto
per la protezione dei Monumenti di Belgrado, la signora Markovic
e il direttore dell’IPM di Pejë/Pec il sig. Hoxha. I
due direttori hanno espresso apprezzamento per il programma di attività
realizzato e hanno rivolto ai ragazzi la loro disponibilità
per future collaborazioni, importanti anche per dare un messaggio
forte di riavvicinamento tra comunità.
Il valore simbolico di questa giornata ben rappresenta lo spirito
della presenza di INTERSOS in Kosovo. E’ solo lavorando con
tutte le comunità, stabilendo con queste un rapporto di fiducia
reciproca e valorizzando le potenzialità locali che si può
fare un passo avanti verso la riconciliazione in Kosovo. Lo strumento
del patrimonio culturale come tramite per ricostruire legami interrotti,
continua a dimostrarsi un valido approccio nella difficile realtà
di questa regione ancora profondamente segnata dagli effetti della
guerra.
Carla Calistri 30 dicembre 2006
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