DUBLINO:
110 PAESI CONTRO LE BOMBE CLUSTER.
Per INTERSOS è una grande vittoria.
30 maggio 2008
Con il Trattato di Dublino 110 Stati si sono impegnati a non produrre,
commerciare e usare le bombe cluster (a grappolo), contenenti fino
a 650 submunizioni che vengono proiettate per centinaia di metri
per esplodere al tocco della terra. Una percentuale tra il 15 e
il 20% rimane però inesplosa al suolo e, come le mine, continua
ad uccidere o ferire persone innocenti, bambini in particolare,
per anni. Un risultato storico, ottenuto grazie all’impegno
delle organizzazioni attive nella campagna per la messa al bando
delle bombe cluster.
“E’ il risultato di un’azione di advocacy che
abbiamo iniziato proprio noi di INTERSOS nel 2001 raccogliendo oltre
20.000 firme, che abbiamo poi consegnato alla Campagna italiana
contro le mine per rafforzarne l’azione collettiva per bandire
le bombe cluster”, ha dichiarato Nino Sergi, Segretario Generale,
“si è trattato di un impegno politico a fianco delle
attività di sminamento e bonifica ordigni esplosivi che INTERSOS
sta realizzando dal 1996”. Per Sergi: “Ci dovrà
essere ora un forte impegno da parte degli Stati firmatari, non
solo nel bandire le cluster bomb e nel distruggere quelle in loro
possesso, ma anche nel sostenere i programmi di bonifica; occorre
cioè eliminare quelle, che sono ormai centinaia di migliaia,
disseminate in 22 paesi insieme alle mine e agli altri ordigni esplosivi,
che quotidianamente colpiscono persone innocenti anche molti anni
dopo la fine dei conflitti”. Un impegno che deve coinvolgere
anche l’Italia, dove il Fondo per lo Sminamento umanitario,
istituito dal Parlamento nel 2001, ha subito negli ultimi anni consistenti
tagli.
Oggi si stima che vi siano negli arsenali militari circa 4 miliardi
di bombe cluster, e un recente studio di Handicap International,
conta che esse abbiano ucciso o reso permanentemente invalide almeno
11mila persone, delle quali il 27% bambini. Per questo la Campagna
per la messa al bando delle mine e delle bombe cluster mette in
guardia rispetto ad un limite del trattato, che permette la partecipazione
ad operazioni militari con Stati che non hanno aderito all’accordo.
E possono quindi utilizzare munizioni cluster.
Per maggiori informazioni: http://www.campagnamine.org/
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