Crisi somala: l’assistenza agli sfollati di Afgoy
1 dicembre 2007
Da ottobre gli scontro di Mogadiscio fra l’esercito etiope e le Corti Islamiche continuano a provocare fughe in massa della popolazione civile, in massima parte a nordovest verso Afgoy. Si stima che gli sfollati siano almeno 400.000 e aiutarli è difficilissimo sia per l’estrema rapidità con cui si sono svolti gli eventi, sia per le precarie condizioni logistiche e delle vie di comunicazione deteriorate dalle recenti alluvioni. In riposta alla presenza di bande armate che derubano i fuggitivi, inoltre, molti degli stessi sfollati si sono armati e questo non fa che acuire la tensione nei campi.
In questa situazione Intersos, in stretto coordinamento con gli altri attori umanitari presenti, fa del suo meglio per garantire comunque un’assistenza efficace e per questo ha inviato ad Afgoy un team di valutazione e ha un ufficio sul campo.
Dopo una valutazione della situazione e delle necessità, in collaborazione con la Ong somala ASAL, il 28 e 29 novembre si è svolta una prima distribuzione di generi di prima necessità quali cibo, medicinali e tende a 1.800 famiglie in sei diversi campi. Inoltre sono state installate latrine, si è inviato un team medico per i trattamenti di problemi comuni come diarree e per l’assistenza al parto, ed è stato preparato un centro di cura per il colera per essere pronti a un’eventuale epidemia. Infine si sta procedendo al censimento (profiling) delle persone sfollate e al monitoraggio dei loro spostamenti e delle esigenze di sicurezza.
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