
AFGHANISTAN. MAGGIOR PESO ALLA MISSIONE
CIVILE E ALLA POLITICA
12 febbraio 2007
Le Ong del Forum Solint hanno salutato con favore i segnali politici
volti a modificare la strategia finora adottata in Afghanistan e
tendenti a prestare maggiore attenzione alla realtà socio-economica
afgana, ai bisogni e aspettative delle popolazioni e delle istituzioni
per una vita migliore, la ricostruzione e lo sviluppo. Molte sono
state le promesse, pochi gli aiuti e le realizzazioni, grande quindi
la delusione della gente che in alcune aree è tornata a contare
sulla tutela di loschi potentati locali e degli stessi taliban.
Nel decreto legge del governo questo cambiamento si è tradotto
in una prima positiva previsione di stanziamenti per attività
sociali e di ricostruzione, che rimangono purtroppo ancora molto
insufficienti e troppo squilibrati rispetto alla componente militare.
Dietro alla definizione di “guerra al terrorismo” si
nascondono, ad avviso del Forum Solint, finalità e obiettivi
diversi, con diverse modalità di intervento da parte dei
vari paesi che vi partecipano, compresa l’Italia. Esse hanno
chiesto e chiedono nuovamente al Governo italiano maggiore trasparenza
e linearità mostrando di saper assumere con coraggio e fino
in fondo le scelte che si impongono con evidenza. Fare passare infatti
una presenza militare che deve combattere il terrorismo come “operazione
umanitaria” produce non solo confusione politica, strategica
ed operativa ma anche danni irreparabili per la stessa azione umanitaria
che perde così il suo significato vero e profondo. Esse hanno
inoltre chiesto di esigere in sede Nato i necessari chiarimenti
per dare finalmente risposta alla domanda sui precisi scopi della
nuova fase dell’Isaf, sulla sua collocazione nella strategia
più generale del sostegno all’Afghanistan e al processo
di consolidamento istituzionale e di sviluppo, sulle iniziative
da intraprendere nel contesto geopolitico regionale, sulle conseguenti
e coerenti scelte politiche e operative da mettere in atto, anche
militari se ritenute indispensabili, ma non solo e non in modo prioritario.
Le Ong del Forum Solint, al di là del rifinanziamento della
missione che per ovvie ragioni interne e internazionali non può
che essere riconfermato, ritengono che il 2007 dovrà rappresentare
per il Governo italiano l’anno dell’approfondimento,
della chiarezza e della trasparenza. Ne va della dignità
e della coerenza politica del nostro paese, oltre che della più
ampia sicurezza globale che non può essere assicurata e governata
dalle armi, troppo spesso con insensati e inefficaci automatismi
di potenza, ma dall’azione politica.
La politica dovrà infatti riprendere il ruolo prioritario.
L’annunciata conferenza internazionale sull’Afghanistan,
se concordata a livello internazionale, potrà essere l’occasione
per individuare un nuovo percorso che, partendo dalla realtà
afgana e dal programma strategico ed operativo per sostenerla rafforzando
la sovranità dello Stato e le sue istituzioni, veda coinvolti
anche i paesi dell’area in una visione geostrategica dei problemi
e delle soluzioni da proporre.
Per il Forum Solint l’azione di assistenza, ricostruzione
e cooperazione va rafforzata, da subito, segnando una netta distinzione
e separazione tra cooperazione civile e azione militare. Distinzione
non significa necessariamente contrapposizione. La chiarezza sulla
diversità dei compiti, ruoli e attività è la
condizione indispensabile per potere individuare forme di interlocuzione
e talvolta di collaborazione tra componente civile e componente
militare quando utile alle popolazioni, alla loro tutela e al loro
sviluppo. Solo con questa netta distinzione e chiarezza, le Ong
italiane ritengono di potere operare anche nella provincia di Herat
ove d’altronde non sussistono maggiori difficoltà e
insicurezza rispetto a Kabul e alle altre province del paese dove
esse stanno agendo da anni in modo continuativo.
La cooperazione nella provincia di Herat non può però
essere concepita disgiuntamente da quella realizzata dalle Ong e
dalla stessa Cooperazione italiana in altre province afgane. Si
tratta di una presenza diffusa che è riuscita a costruire
rapporti di fiducia con le comunità e le autorità
locali valorizzandole e rispondendo a reali bisogni delle popolazioni.
Si tratta di un plusvalore italiano di umanità, di cooperazione
e di partnership che non deve essere sottovalutato ma continuato,
sostenuto e rafforzato in una visione di insieme che non può
ridursi alla sola provincia di Herat.
Forum Solint.

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