MAURITANIA
 
 
 
 
 
 
   
 
   
 
   
 
   
 

MAURITANIA: DOPO LE ELEZIONI CONTESTATE, L'ATTESA PER IL FUTURO DELLA DEMOCRAZIA

20 Marzo 2009

Nel giugno 2007 il governo della Mauritania ha annunciato la sua intenzione di far rientrare in patria i 25.300 mauritani rifugiati in Senegal e in Mali dal 1989, dove erano stati spinti a cercare riparo da conflitti inter-etnici. Nel mese di novembre 200attivita' intersos7 è stato firmato un accordo tripartito tra il governo della Mauritania, il governo senegalese e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) per effettuare il rimpatrio dei rifugiati mauritani in Senegal. Sulla base di tale accordo, nel gennaio 2008 l'UNHCR ha iniziato il rimpatrio in collaborazione con l'Ong senegalese OFADEC e l'Ong mauritana ALPDS. L'area di ritorno include le regioni mauritane di Trarza, Brakna e Gorgol, situate lungo il corso del fiume Senegal e le regioni di Assaba e Guidimaka alla frontiera con il Mali.

Durante questa prima fase delle operazioni, che si è conclusa nel febbraio 2009, circa 9.000 mauritani sono stati rimpatriati nelle loro zone di origine


Dal 1° marzo, INTERSOS è stata invitata a partecipare all'operazione nell'area di rientro mauritana. Con il coordinamento di UNHCR, INTERSOS è responsabile di gestire le operazioni di rimpatrio e il reinserimento dei rifugiati nei loro luoghi di origine. L'organizzazione tedesca GTZ gestisce la logistiattivita' intersosca delle operazioni. Il primo convoglio della seconda fase di rimpatrio ha raggiunto Boghè il 12 marzo scorso, nella regione del Brakna. 320 rimpatriati, dopo aver trascorso l'ultima notte in Senegal nel centro di transito allestito dall'Ong OFADEC lungo il corso del fiume, sono stati trasportati dal lato del fiume mauritano nel centro d'accoglienza a Boghè. Qui i profughi sono stati assistiti sotto grandi tende, in cui l'Agenzia nazionale di sostegno e di integrazione dei rifugiati della Mauritania (ANAIR) ha offerto un pasto caldo, in attesa delle procedure per assegnare a tutti lo status civile e la consegna delle carte d'identità. A metà giornata i rimpatriati sono stati trasportati nelle zone di ritorno, dove ogni famiglia ha ricevuto una tenda, strumenti di lavoro e da cucina, e una razione di cibo sufficiente per 45 giorni.

Le operazioni di rimpatrio, che prevedono 2 convogli settimanale di circa 350 persone ciascuno, continueranno fino alla fine del mese di giugno 2009, prima della stagione delle piogge, mentre l'attività di reinserimento continueranno fino alla fine dell'anno

Per approfondimenti: http://www.reliefweb.int/rw/rwb.nsf/db900SID/FJTC-7QEGZN?OpenDocument&rc=1&cc=mrt

 

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