KENIA


INTERSOS è presente in Kenya, nella città di Nairobi, dal 1993 con una base logistico -amministrativa, necessaria per la gestione degli interventi umanitari in Somalia

La presenza pluriennale nella capitale keniana ha permesso a INTERSOS di comprendere la realtà locale, le contraddizioni e i bisogni dell’area urbana: dalla down town delle banche ed uffici con aria condizionata, alla baraccopoli di Kayole-Soweto dove gli abitanti versano in condizioni di vita estremamente disagevoli, a causa dell’insufficienza di acqua potabile, cibo, servizi igienici, oltre che a causa della piaga dell’AIDS.
Nairobi è la capitale del Kenya con una popolazione, secondo fonti ufficiali, superiore ai 2 milioni di abitanti. Circa il 50% della popolazione vive nelle baraccopoli.
A Nairobi la percentuale degli adulti HIV positivi è del 17% sul totale della popolazione, il che rappresenta il tasso più elevato del paese. In particolare il tasso è elevato tra gli abitanti delle baraccopoli i cui problemi di carattere finanziario rendono difficile l’accesso ai servizi sanitari, ai test diagnostici ed alle consultazioni mediche. Inoltre la qualità dei servizi sanitari fornita dalle istituzioni governative nelle baraccopoli, è di pessima qualità ed insufficiente.

Dopo aver visitato i progetti realizzati da alcune ONG locali nel settore dell’AIDS INTERSOS ha deciso di sostenere WOFAK (Women fighting against AIDS in Kenya) sulla base della credibilità, affidabilità ed efficacia delle iniziative di supporto che l’associazione sta portando avanti nei confronti dei malati di AIDS, degli orfani dell’AIDS e delle famiglie di adozione, delle campagne di sensibilizzazione-educazione e dei programmi di sicurezza alimentare realizzati nella città di Nairobi e a Homa Bay (regione di Nyanza).

WOFAK da anni è attiva nella baraccopoli di Kayole-Soweto situata nella divisione di Embakasi, Eastland di Nairobi.
La popolazione totale nell’area di Kayole è 380.000 persone. di cui il 60% circa e’ donna e il 60% e’”affected”, ovvero e’ stato toccato dal problema AIDS tramite la morte o malattia di almeno un parente stretto (coniuge, figlio, genitore). Il 20% e‘, invece, “infected”, cioe’ ha contratto la malattia.

INTERSOS E WOFAK IN KENYA: UN FRENO ALL'AIDS Nairobi, Febbraio 2008

LA BARACCOPOLI DI KAYOLE-SOWETO
La maggioranza della popolazione di Kayole-Soweto svolge attività legate all’economia informale: venditori ambulanti, gestori di piccoli chioschi per la vendita dell’acqua, cibo, carbone o per la distillazione del chang’aa, piccoli baracchini adibiti a sartorie o falegnamerie. La maggior parte guadagna mensilmente tra i 2.000 e 2.500 scellini keniani, ma gli introiti mensili possono anche essere inferiori nel caso dei gruppi vulnerabili come ragazze madri, donne, bambini di strada, orfani, malati, anziani e disabili.
La maggior parte dei giovani residenti nello slum non ha completato la scuola primaria a causa delle condizioni socio-economiche disagiate delle famiglie e attualmente sono disoccupati. L’uso di droga e l’abuso di alcool, fenomeni in via di espansione specie nelle aree suburbane, rende i giovani più a rischio nel contagio di HIV/AIDS e di altre malattie sessuali.
Le case sovraffollate, la mancanza di acqua pulita e di un sistema di raccolta dell’immondizia e dei servizi sanitari, giocano un ruolo importante nella diffusione di HIV/AIDS e malattie connesse, e della TBC.
All’interno o nei pressi delle baraccopoli non esistono servizi sanitari pubblici.
La Municipalità (City Council) non fornisce un regolare servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.
L’acqua è acquistata dai venditori privati, e l’approvvigionamento è possibile solamente tre volte la settimana. La maggior parte degli abitanti non può permettersi l’acquisto di acqua e utilizza quindi quella del fiume Nairobi, dei ruscelli o l’acqua stagnante delle pozze che si formano durante la stagione delle piogge. La mancanza di acqua pulita aggrava le condizioni igienico-sanitarie (diarrea e malattie della pelle).
L’elettricità è disponibile soltanto in poche zone ed è fornita dal City Council. La maggior parte utilizza lampade a kerosene, e per cucinare si utilizzano carbone, pezzi di legno e plastica o si utilizzno forni di paraffina.

LE ATTIVITA’ DI WOFAK E INTERSOS
Il primo caso di AIDS in Kenya fu diagnosticato nel 1984. Il governo del Kenya, con una asserzione del Presidente risalente al 1999, ha ufficialmente dichiarato il problema dell’ HIV/AIDS come “calamità nazionale”.

WOFAK fu fondata nell’agosto 1993 da un gruppo di 10 donne la maggioranza delle quali HIV positive. L’organizzazione si pone come gruppo di sostegno per le donne affette da HIV/AIDS che quotidianamente vivono il disagio della stigmatizzazione, del rifiuto e della discriminazione da parte dell’intera comunità. WOFAK è gestita da donne (80% HIV positive) per donne infette o affette da HIV e ciò all’interno della cultura patriarcale africana rappresenta una caratteristica significativa ed innovativa.
Il loro scopo era di assistersi reciprocamente partendo da ciò che quotidianamente condividevano in quanto infette o affette da HIV/AIDS: il rifiuto, la stigmatizzazione e la discriminazione. Inoltre molte, abbandonate dai mariti o rimaste vedove, si trovavano da sole nel sostenere il carico familiare.

WOFAK ha circa 1100 iscritti, 500 membri volontari attivi (anche per poche ore alla settimana, normalmente impegnati in attivita’ di assistenza domiciliare) di cui 22 occupati a tempo pieno nell’attuale centro.
Attualmente l’associazione svolge attività di:
- sensibilizzazione della comunità al problema dell’aids e alla malapratica della stigmatizzazione delle persone infette/affette,
- assistenza domiciliare ai malati gravi e terminali (con medicinali e cibo),
- cura e sostegno agli orfani dell’AIDS,
- supporto psico-emotivo specialmente alle persone più deboli nella forma di terapia di gruppo

Una particolarità di WOFAK è la produzione e la somministrazione ai malati di erbe curative.

PROJECT LIST

 

© 2008 Intersos

intersos aderisce all'istituto italiano delle donazioni